Fabulamundi: Contro il progresso di Esteve Soler

Contro il progresso (7 pièce burlesche) di Esteve Soler
lette da Silvia Naruli

img282

Il testo teatrale di Esteve Soler è composto da sette differenti storie; in ognuna di queste viene messo in risalto un dato comportamento dell’uomo di oggi, che sembra essere diventato un freddo automa privo di qualsiasi dimensione umana che lo caratterizzerebbe come persona.
Ciò che secondo me si può ritrovare in ogni racconto è l’indifferenza nei confronti del prossimo, che sfiora, nemmeno alla lontana, il menefreghismo. È come se venisse detto “L’importante è che stia bene io”.
All’inizio, a una prima lettura, mi è venuto da chiedermi come fosse possibile: come è possibile che una ragazza sia talmente cinica da non aiutare un moribondo per strada, prendendosi gioco di lui? O come è possibile che i rapporti umani siano diventati dei contratti stipulati tra diverse persone?
Ovviamente sono tutti atteggiamenti portati all’estremo, ma riflettendo mi sono resa conto che effettivamente il mondo di oggi funziona così.
Molte volte ci si preoccupa di problemi decisamente banali, come non avere il telefono all’ultima moda appena uscito, piuttosto che fermarsi per un attimo a pensare a problematiche più importanti. Il progresso ci ha portato anche a ciò, a fermarci solo alla superficialità delle cose.img281

 

Nel primo racconto è più importante capire cosa sia successo al televisore che non funziona piuttosto che cercare di relazionarsi con un bambino di colore che si è materializzato sotto al tavolo; anzi è spazzatura, la soluzione è cercare di metterlo in un sacco nero.
Nel terzo si parla della creazione di una religione, facendola diventare uno strumento nelle mani dell’uomo, utile per ottenere ciò che si vuole.
L’Io è sempre al centro.
È poi così lontano da come siamo veramente?
Quella che mi ha colpita di più è sicuramente l’ultima pièce: in scena c’è una foca adulta che sta uccidendo a bastonate un neonato, con una freddezza sconcertante.
È orribile, è spaventoso, è impensabile, ma è la legge del contrappasso: quello che hai fatto agli altri verrà fatto a te , anche se, in questo caso, gli altri sono delle foche.
Ora mi sorge una domanda: il progresso ci ha fatto e/o ci sta facendo davvero diventare sempre più insensibili nei confronti di ciò che ci circonda?

A cosa sta pensando la foca?
di Francesco Cereda

A cosa sta pensando la foca? (Francesco Cereda, grafite su cartoncino)

A cosa sta pensando la foca? (Francesco Cereda, grafite su cartoncino)

Questo breve racconto prende spunto dall’episodio della mattanza delle foche, una questione che sta diventando un problema insostenibile in molte
parti del mondo, provocando numerose discussioni in merito.
Nel testo si può leggere come, a parti invertite, la foca da vittima diventa carnefice provocando la morte di numerosi neonati tra lo sconcerto del pubblico. In tutto ciò è possibile leggere una morale: NON FARE AGLI ALTRI, CIO’ CHE NON VORRESTI SIA FATTO A TE.

Francesco Cereda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...