Dario Fo alla 32° Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola

Dario Fo e gli Archi Storti

Dario Fo e gli Archi Storti

Quest’anno la Rassegna ha avuto l’onore di ospitare durante la prima settimana Dario Fo, personaggio guida.
Il premio nobel per la letteratura si è recato a Serra San Quirico i giorni del 4 e 5 maggio, durante i quali ha proposto uno spettacolo assieme all’orchestra giovanile “Gli archi storti”. Lo spettacolo, premiato da un’autentica ovazione degli spettatori, ha proposto un divertentissimo Dario Fo in tandem con i bambini che da due anni studiano musica nell’ambito del circuito italiano delle formazioni (cori e orchestre) ispirate al metodo Abreu.
La scaletta proponeva una serie di brani del maestro, da “Pulcinella e la luna” a “La fame dello Zanni”, da “I re magi” del “Primo miracolo di Gesù bambino” alle dolcissime “Ninna Nanne” del Trecento fino alla celebre canzone “Ho visto un re”. Ad ogni brano i ragazzini musicisti hanno offerto con vera arte un magnifico dialogo tra strumenti e voce, improvvisazione musicale e linguaggio.
“Non dimenticatevi dei giovani, ricordatevi che ci sono anche loro in questo mondo” ha ribadito Dario Fo dopo lo spettacolo, stringendo in mano lo scettro di neo-rinominato “Re dei Giullari” di Serra San Quirico, perfetta incarnazione di ciò che intese l’Accademia di Svezia quando premiandolo con il nobel per la letteratura gli riconobbe un’arte che nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e ribalta la dignità degli umiliati.

Il maestro ha concesso allo staff della Rassegna un’intervista, che qua riportiamo in parte:

Qual è la fame dei bambini e dei giovani d’oggi?
La fame dello Zanni è la fame dei giovani, di sapere e conoscenza. Non a caso lo spettacolo inizia con un brano musicale sulla trasformazione di Pinocchio in asino, che questi giovani musicisti interpretato con un trasporto incredibile. Ci sono poi bambini come Pulcinella sulla luna, il primo miracolo di Gesù Bambino, una Ninna Nanna del Trecento, e canzoni come “Ho visto un re”.

Che emozioni trasmette lavorare con questi bambini?
Mi piace molto lavorare con loro, lo scorso Natale abbiamo portato un progetto simile presso il Carcere di San Vittore a Milano, di fronte a un pubblico di detenute e detenuti. É stata un’esperienza esaltante, alla fine larga parte del pubblico piangeva. Ho scelto di lavorare con gli “Archistorti” dopo aver incontrato altre orchestre giovanili a Venezia e a Milano: ho preferito loro in quanto ho notate che il Comune della loro città era distratto sull’importanza del loro lavoro e così ho pensato di dare una mano recitando i progetti comuni. Uno di questi prevede uno spettacolo- concerto assieme a Cremona, la città degli archi, che si è impegnata ad offrire nuovi strumenti musicali per sostituire quelli vecchi con cu oggi lavorano.

Un suggerimento per lo sviluppo del Teatro Educazione.

Incoronato "Re dei giullari"

Incoronato “Re dei giullari”

Faccio Teatro Educazione da tutta la vita, per me il teatro è politica, etica, partecipazione, costruzione di relazioni e conoscenza. Un suggerimento? Non aspettate la manna dal cielo, specialmente con un governo come quello attuale. Fate teatro tra di voi, contate sulle vostre sole forze altrimenti vi lasciano, come si dice dalle mie parti, sull’asse dei formaggini a rinsecchire.

La Rassegna 2014 è dedicata a lei; ogni giorno una parola chiave ci guida alla scoperta del Teatro Educazione. Oggi parliamo di “popolo”. Che cosa le ricorda questa parola?
Il popolo è oggi sulla bocca di tanti politici, e non solo, in un’accezione pessima. Ad esempio, si fa un gran parlare, e con disprezzo, di una parola come “populista” per indicare chi fa speculazione sulle spalle del popolo per ottenere potere. Ma pochi sanno che populista indica una parola gloriosa, ed ha designato il primo movimento di presa di coscienza critica del popolo nata all’interno del popolo. Dunque ben venga il populismo, se non si fa demagogia.

 

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