“L’Arte è vita e viceversa”: The Visitors di Ragnar Kjartansson all’Hangar Bicocca

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The Visitors (2012) è stata una grande istallazione ospitata all’Hangar Bicocca di Milano, dal 20.09.2013 al 05.01.2014, realizzata con nove videoproiezioni in scala 1:1, dell’ artista islandese Ragnar Kjartansson nato nel 1976 nella capitale Rejkiavik dove vive e lavora.

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E’ un’esecuzione continua scandita in tre atti da due colpi di cannone, che rimescolano le relazioni tra dimensione del concerto dal vivo, tradizione della performance, poesia e cinema con un allestimento altamente immersivo, fondato sulla ripetizione e circolarità di gesti e ambientazioni. L’artista ha utilizzato sin dall’inizio tutte le arti: teatro, musica e scultura.
Egli crea performance o azioni che inglobano più discipline e in cui ricerca e mette alla prova il confine di realtà e finzione, sempre in bilico tra melanconico e parodia.

Rokeby Farm

Rokeby Farm

La casa in cui è stata girata l’istallazione, Rokeby Farm si trova nell’Upstate New York.
Il regista non che performer Ragnar Kjartansson vi si era recato nel 2007, e così ha avuto modo di conoscere le persone del posto, e di innamorarsi così di quel luogo da lui definito magico!

Esterno e porticato della casa

Esterno e porticato della casa

Egli voleva profondamente realizzare qualcosa in quella casa, inoltre ha sempre avuto interesse nel lavorare con la musica e renderla una forma di arte visiva e cercare di visualizzare l’emozione della musica, l’emozione di fare musica insieme ai suoi amici.

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Le sette persone oltre all’artista che si vedono nei video sono suoi amici, alcuni suonano da diversi anni in vari gruppi, o semplicemente sono dei bravissimi musicisti, i quali hanno avuto un’influenza sulla sua formazione artistica.
Ragnar dichiara “ …è venuto tutto in modo molto naturale trattandosi appunto di buoni amici, l’emozione che si è manifestata era proprio quella che volevo catturare… volevo trovare un pretesto per andare tutti a Rokeby Farm a trascorrere una settimana facendo musica assieme…l’opera è stata arrangiata tenendo conto delle persone piuttosto che degli strumenti o altro…”
L’idea di base di base di quest’opera è quella di avere una sessione musicale, e renderla visiva, per cui a ogni canale corrisponde un monitor (aspetto sonoro e visivo).
Ognuno di loro aveva delle cuffie e potevano sentirsi reciprocamente, per poi suonare tutti assieme.
L’aspetto importante risiede nel singolo ritratto di ogni musicista, di ognuno dei suoi amici.
Ragnar: ” …L’idea è che siamo tutti individui, ma quando ci uniamo creiamo qualcosa insieme, e la musica è un’ottima metafora di questo concetto…”

Gli artisti sono totalmente concentrati su ciò che stanno facendo, ma allo stesso tempo su quello che stanno facendo anche gli altri: si da luogo alla “società perfetta”, quando si fa musica si crea la società migliore.
Si percepisce una fortissima unione di gruppo durante l’esecuzione, ma allo stesso tempo, essendo le riprese piuttosto solitarie, ognuno di loro era anche alquanto fragile e solo, e questo è come siamo fatti e come è lo stato umano.

Ragnar: ” …è triste e bellissimo essere umani..”
Anche lo spettatore, come i singoli musicisti, può osservare ogni schermo e può concentrarsi sia su ogni singolo esecutore, sia sull’ opera nel suo complesso.
I brani scritti per “The visitors” sono basati sulle performance di Asdis Sf Gunnarsdottir, nonché sua ex moglie e grande artista.
Ragnar notava in queste performance che il loro rapporto stava crollando, infatti in queste sue esibizioni vi erano parole molto profonde e tristi, parole che segnavano la loro sconfitta comune, come coppia e come persone.
L’istallazione inizialmente doveva chiamarsi “feminine ways” essendo il titolo della canzone, quest’opera è frutto di molta meditazione sul significato di “femminile” e “spirituale” ma non contento del titolo, ritenendolo banale, prese spunto dall’ultimo album degli ABBA , uno dei suoi gruppi preferiti, intitolato appunto “The Visitors” e ritrovando nel loro sound e nei loro testi (dato che questo album tratta appunto il tema del divorzio e determina la fine di un periodo nella vita di una persona) l’ispirazione per la musica dell’istallazione.
L’Artista è concorde con il principio di Dieter Roth per il quale “l’arte è vita e viceversa”, l’opera si fonda sull’idea di collaborazione della famiglia e del fare cose insieme per creare un’energia che è più importante dell’oggetto in sé; l’oggetto diventa a sua volta importante per via dell’energia che contiene.
Il fruitore si trova quindi travolto da suoni e visioni che lo invadono e lo penetrano nel profondo.

Greta Gasparini

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