Un rito pagano nel XXI secolo: Egetmann Hansls Hochzeit (La sfilata dell’Egetmann Hansls)

Siamo in Sudtirol (Alto Adige) a Tramin (Termeno sulla “strada del vino”), un paesino di origine medievale, sulla riva sinistra dell’Adige, in provincia di Bolzano, nota anche per essere patria delle mele, dello speck,  della grappa  del vino (in particolare del Gewurztraminer). l’agricoltura e il territorio, infatti, sono parte integrante della vita della gente che abita questi luoghi, così come le tradizioni che a questi si rimandano e si tramandano fin dai tempi del paganesimo.

Una delle più importanti rappresenta il matrimonio dell’Egetmann Hansls, che si festeggia una volta ogni due anni (in quelli dispari), in occasione del carnevale.

Nelle vie del paese un trombettiere apre la sfilata seguito dai contadini a cavallo con i loro servi e dagli “Ausschnoller” contadini che sventolano le loro fruste. Arrivano poi gli stradini che hanno il compito di tenere pulito e sgombero il percorso. Dietro di loro il primo carro, che sfila carico di sementi accompagnato dalla popolazione contadina e da antichi attrezzi per lavorare la terra.

Esso rappresenta il ritorno al lavoro dopo il luno e faticoso inverno, celebrando assieme la semina ed il raccolto.

Dopo di loro il paese accoglie la figura centrale di questo evento: l’Egetmann Hansl, un pupazzo in giacca nera, cilindro e guanti bianchi che rappresenta il proprietario terriero di Tramin. Accanto a lui, su di un calesse, prende posto anche la sposa dando vita ad un singolare corteo nunziale; la sposa è un uomo travestido da donna che per dissetarsi non può bere nè acqua nè vino, ma solo grappa! 

Dietro al calesse ci sono i consiglieri, gli uomini del potere, ognuno dei quali ha con se un oggetto: un ombrello, una scala, il registro del protocollo e due candelieri. La tradizione della festa vuole che questi consiglieri si fermino ad ogni fontana e, salendo sulla scala, leggano dal protocollo l’offerta di matrimonio dell’Egetmann: non mancano continue ovazioni dai presenti.

Il Wildermann, o “selvaggio”, è una di quelle figure centrali e più antiche della sfilata e simboleggia l’inverno. Inquietante e pauroso questo personaggio con una maschera di pelle di coniglio e un vestito di stracci ricoperto di edera, si catena dalla folla tenuto a bada dal cacciatore che alla fine gli sparerà uccidendolo; quest’ultimo, invece, rappresenta l’avvento della primavera. 

Un’altra delle figura simboliche della primavera che vince sull’inverno è lo Schnoppvieh o Wudele; una sorta di coccodrillo senza orecchie,. Ricoperto di pelli, alto più di due metri, con corna e grandi mandibole percorre le strade del paese alla ricerca di prede fresche da mangiare. Fortunatamente sono sempre seguiti da macellai che ad ogni sosta alle fontane ne uccide uno. 

Tra il paese, durante la cerimonia, si vedono di tanto in tanto due figure brutte, nere e chiassose che invadentemente si muovono correndo tra i presenti. Si tratta dei Burgltreiber, un uomo e una “donna” dal passato misterioso. questa ha i piedi fasciati con foglie di mais, porta una gerla sulla schiena da cui si intravede una bambola, ovvero un bambino. E’ incatenata da rumorose catene e campanelli. Corre e cerca di sfuggire alla figura maschile che regge un bastone  per picchiarla. Cerca di continuo rifugio negli atrii delle case aperte che incontra, ovviamente inutilmente e viene sempre scoperta, percossa e rumorosamente portata via. 

La parte tradizionale della sfilata termina con il carro dei Mugnai, che anzichè macinare il grano, macina le brutte vecchie per restituirle al paese giovani e belle. Questo carro è sempre accompagnato da quello delle vergini e dalla Wilde Zenzi, la più vecchia e la più brutta delle donne, che passa la giornata a scappare dal mulino; diventerà giovane e bella anche lei!

Queste sono solo alcune tra le figure centrali di questa rappresentazione allegorica che riunisce tutte le tradizioni popolari e pagane di questo territorio, proibite nel medioevo dalla chiesa cattolica durante tutto l’anno ad ecezione del periodo che andava dal 7 di gennaio al giorno prima della quaresima: il carnevale.

 

Anna Zanotti

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