Teatri senza platea da sentire e da vivere: ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA di Micol Assael all’Hangar Bicocca

ASSAEL

Uomo avvisato, mezzo salvato“.

Con queste parole i visitatori vengono accolti all’Hangar Bicocca di Milano per accedere alla mostra “ILIOKATAKINIOMUMASTILOPSARODIMAKOPIOTITA” di Micol Assael, artista emergente nata a Roma nel 1979.

Il titolo: il risultato di un’accozzaglia di termini greci che suscita l’interesse per la sua incomprensibilità ed anticipa il senso di spaesamento.

L’artista, affascinata dai fenomeni fisici  termostatici ed elettrici, realizza le opere come veri e propri luoghi scenici che mettono in gioco gli aspetti cognitivi e sensoriali dello spettatore, coinvolgendolo in situazioni impossibili da prevedere e controllare.

Tra campi elettrici, rumori e sbalzi termici, mette in scena energie invisibili e fenomeni fisici incontrollabili.

L’inevitabile imprevedibilità del fenomeno si traduce nell’impossibilità di controllare l’opera: possiamo con certezza dire che l’artista romana abbia creato piccoli spazi, piccoli palcoscenici in cui ogni volta l’attore e l’azione scenica sono diversi.

La mostra racchiude in se cinque celle impenetrabili (di cui quattro concepiti tra il 2001 e il 2009 e uno costruito site specific), nelle quali si genera una dimensione di estensione sensoriale e in cui avviene l’unione tra il principio terrestre e la genesi spirituale, fatalmente legati alla loro cessazione nel momento stesso in cui lo spettatore decide di riaprirsi alla dimensione reale.

Il percorso si può svolgere liberamente a tappe, a passaggi, a seconda dell’interesse e della curiosità.


VORKUTASENZA TITOLO

La prima installazione che si incontra è Vorkuta (2003), dal nome di una città mineraria situata in Russia, realizzata sulla scia dei ricordi dell’artista di un viaggio in Siberia: una cella frigorifera elettrizzata mantenuta a -30°C con un quadro elettrico e una sedia regolata sulla temperatura corporea.

In Senza titolo (2003) è allestito un tavolo, un letto, alcuni armadietti e diversi cavi elettrici.

L’ambiente è attraversato da correnti di aria calda e fredda provocate da potenti ventilatori che rendono la stanza invivibile.

MINDFALL 432HzMindfall (2004) è costituita da un container di recupero con una sedia e alcuni tavoli, con 21 motori elettrici. In modo intermittente, i macchinari generano rumore e riempiono l’aria di un odore di combustibile creato dalle cadute di gocce di nafta su resistenze di alcuni motori.

In 432Hz (2009), un ambiente interamente in legno che riproduce la vibrazione emessa dalle api in lavorazione, mostrandone alcuni telai d’arnia retroilluminati.

SUB1SUB2Infine, l’ultima installazione, dal titolo Sub (2014), è un ambiente che offre scambi continui fra interno ed esterno, realizzati attraverso il montaggio di alcuni espositori in vetro e alluminio, attualmente sede deputata alla nascita di cariche elettrostatiche prodotte da un generatore Kelvin.


Era come essere a teatro, con la differenza che decidevo io quando aprire o meno il sipario, quando accendere i proiettori. Il fascino del mistero, dell’attesa di vedere qualcosa, di provare una nuova sensazione, ed ero io a stabilire il momento adatto per esser travolta da ciò che l’artista aveva pensato di farmi vivere. Ero io la protagonista dello spazio, io ero l’elemento mancante affinché il momentaneo spettacolo avesse inizio.”
Fabiana Sapia

“Il nome delle installazioni non permetteva di immaginare cosa ci fosse all’interno. Ogni visitatore era pervaso da un forte senso di curiosità nello scoprire cosa lo aspettasse, e quali sensazioni sarebbe da lì a poco andato a provare. Ogni stanza immergeva le persone in un luogo altro, le trasportava in situazioni ogni volta diverse, anomale, veniva da chiedersi cosa sarebbe successo.”
Valentina Moro

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