Au. Monologo in un atto [Oleksandra Grebenyuk]

Palcoscenico vuoto, senza decorazioni.

Una ragazza con i capelli sciolti lunghi scende sul palcoscenico. Molto sicura di se, decisa. Si ferma in mezzo al proscenio, illuminata dai faretti. (Sotto)
Estatica inizia un monologo.

Io lo so! – guarda estaticamente il pubblico, sorride e apre le braccia.
Io lo so! Lo so! Lo so! – non riesce a trovare le parole giuste per dire che cosa sa.
Lo so, lo so! lo so che…
1o so? Forse lo so? Lo so – abbassa la voce, quasi sussurrando,
Io so? – rimane stupita. – Non so niente. Hm, non so niente… – Diventa pensierosa. Inizia a ragionare tra se.
Quindi.. non so niente. Però.. però! – di nuovo con la scintilla negli occhi, con nuova speranza. Impaziente :
Io posso ! Sono in grado! Posso ! Posso! Posso? – diventa di nuovo triste e delusa.
No, non posso.
Pero io voglio!
desidero ! Lo voglio! Lo voglio voglio…voglio…- Giunge le braccia. Pensa.
Non voglio niente. (Arrabbiata) – Non faccio niente! Niente! Niente! – grida. Me ne vado! Prova ad andar via in modo brusco, ma cade, perché i suoi piedi sono incollati al palcoscenico. Si imbarazza, e si alza. Si sistema i vestiti e prova ad andar via. Non ci riesce. Disperatamente guarda il pubblico. Di nuovo cerca di andare via provando a mantenere il suo equilibrio.
Scusate.. vado, ce la faccio, – voce molto insicura, quasi piange. E di nuovo non riesce ad andar via. Allora si siede sul palco e pensa in silenzio per così tanto tempo che inizia a dare fastidio al pubblico. Inizia a ragionare tra sé e sé :
Ho conosciuto un uomo. Un grande uomo… Il Barone di Munchhausen. Tutti dicevano che era un bugiardo. Ma io no. I suoi racconti del cacciatore li ho ascoltati anche io. Gli credo. Mi raccontava che un giorno, in fuga dai Turchi, cercava di superare le sabbie mobili a cavallo. Ma il cavallo non riusciva e sprofondava nel fango. Al Barone il fango arrivava al collo. Così lui era di fronte alla scelta di morire o in qualche modo salvarsi. Decideva di salvarsi. Ma come? Niente era a portata di mano. Ma la testa l’abbiamo sempre. Cosi riuscì a
uscire incolume dalle sabbie mobili tirandosi fuori per i propri capelli afferrando il cavallo con le sue stesse gambe. Si salvò…
Anche io provo a far così. – prende i suoi capelli e si fa la coda. Poi prende la coda e inizia a tirarsi su cosi riesce ad alzarsi; poi in piedi cerca di spostare il suo corpo verso l’uscita. prova un po di volte finché riesce. E se ne va.

Fine.

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