Vita di una maschera storia e creazione di una maschera [Erica Binaghi]

Antica tradizione in tutte le culture la maschera oggi viene vista come qualcosa di antico.
In effetti la sua origine è lontana nel tempo, tramandata dai nostri avi che vivevano all’interno delle grotte. Forme zoomorfe indossate per acquisire forza, coraggio o per esorcizzare la paura.
La maschera ha un legame con l’origine religiosa, riprende l’antica funzione rituale che consente di diventare altro da sé (animale, mostro, dio, eroe).
E’ lo stesso principio per il quale la maschera viene largamente usata nelle tragedie del teatro greco. Se la tragedia nasce sotto il segno di Dioniso non può non esserci un rapporto capitale con il tema della trasfigurazione dell’attore in un altro personaggio. La maschera, oltre ad avere una funzione pratica (facilitare il riconoscimento del personaggio) ha anche la forte caratteristica di far uscire dal quotidiano, e attraverso questo creare una catarsi nel pubblico.
Il Medioevo fu un periodo cupo per il teatro, ma la maschera ebbe ragion d’esistere nel Carnevale, quel periodo dell’anno del “mondo al rovescio”, e quale miglior espediente per essere qualcun altro se non indossare una maschera?
Ma la vera apoteosi si ha con la nascita della Commedia dell’Arte. Ed ecco spuntare Arlecchino, Zanni, Pantalone,ecc… nuovi protagonisti in scena nelle piazze e nelle strade delle città.
I commedianti osservano e trovano la spettacolarizzazione in tutte le categorie sociali, dal nobile al servitore, nessuno è risparmiato, tutti presi a modello per la creazione di nuovi personaggi che sappiano intrattenere il pubblico.
Ad oggi sono pochissimi gli echi che ancora sopravvivono della Commedia dell’Arte e pochi gli attori, primo fra tutti Dario Fo.

Ma come si costruisce una maschera?
E’ proprio quello che Andrea Cavarra (mascheraio, attore, scenografo) ha voluto insegnare ad alcuni studenti dell’accademia di Brera.
Egli ha aperto le porte del suo laboratorio “Zorba: Officine Creative” ha 8 studenti e ha messo a disposizione le sue conoscenze per insegnare questa antica arte.

1. La creazione inizia con il calco in gesso del viso dell’attore che dovrà indossare la maschera.

2. Dopo aver creato il calco in positivo avviene la modellazione con l’argilla direttamente sul calco, per mantenere le proporzioni e i lineamenti del volto dell’attore

 

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3. Si procede con il calco in gesso del modellato d’argilla e il suo positivo

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4. Segue poi la lavorazione della pelle da applicare sopra alla matrice in gesso. La pelle, agnello in tinta vegetale, va lasciata a mollo in acqua calda, in modo che perda il tannino al suo interno e diventi morbida, facilmente lavorabile sul calco.
5. Una volta che la pelle è pronta la si stende sulla matrice, la si fissa con dei chiodi e la si fa aderire bene alle curve del calco con l’aiuto di una stecca d’osso.

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6. Si lascia asciugare la pelle all’aria per seccarla, la si lucida con la stecca d’osso in modo che diventi liscia e in seguito la si stacca dalla matrice e si definiscono i bordi

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7. Ultima fase è la pittura della maschera

 

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