IT Festival. Diario di viaggio: preparazione scenografie, allestimento e… festa! [Erika Barbiero]

Milano. Via Procaccini 4.

Un enorme piazzale circondato da capannoni industriali riportati all’antico splendore fa parte del complesso Milanese della Fabbrica del Vapore.

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Alla fine dello scorso secolo in questo luogo, vi era un grande via vai di operai, dipendenti della rinomata ditta Carminati, Toselli & C., industria specializzata nella costruzione, riparazione, vendita di materiale mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini.

La ditta subì molte trasformazioni ma con l’avvento del regime fascista la Carminati si sciolse e il complesso fu smembrato e adattato a varie attività che andarono ad occupare i capannoni. Oggi questi spazi sono stati rimessi a nuovo e riutilizzati per molte manifestazioni culturali.

In questo luogo suggestivo e ricco di storia si inserisce IT FESTIVAL, il primo festival del TeatroIndipendente Milanese che intende mostrare a tutti, e dico proprio tutti, il lavoro degli artisti milanesi; una festa gioiosa in cui “assaggiare” a piacimento 20 o 40 minuti di spettacoli dei generi più svariati e farne tesoro. Si rivolge proprio a coloro che sono diffidenti e prevenuti nei confronti di tutto ciò che è teatro, bloccati dall’idea comune di un luogo noioso e formale.

IT-Festival

 

Aula 41. Accademia di Belle Arti di Brera.

Lezione di letteratura e filosofia del teatro. Ospiti quattro ragazze, tra le organizzatrici di IT festival, ognuna con compiti ben specifici. Lanciano la proposta di poter aiutare nella creazione e allestimento delle scenografie. Decido immediatamente di partecipare, soprattutto per provare sul campo cosa significa essere scenografi e lavorare in equipe, entrando in contatto con una vera scenografa, Maria Spazzi.

 

Milano. Via Pietro Boifava, 17.

Altro piazzale, quello di Fabio Chiesa, di fronte all’ingresso del Teatro ATIR Ringhiera di Milano. Qui si svolge la realizzazione delle scenografie ideate da Maria Spazzi.

 Il Teatro Ringhiera è un piccolo teatro gestito dalla Compagnia A.T.I.R, con una propria autonomia artistica e organizzativa. Il lavoro si svolge in compagnia di molti altri ragazzi, tra di loro volti già visti tra i corridoi dell’Accademia ma anche facce sconosciute, che si presentano rivelandomi di essere alcuni degli attori che parteciperanno al Festival, giunti come volontari per aiutarci.

 IT è proprio una grande famiglia. Il festival richiama non solo attori e nascenti compagnie del milanese, ma anche operatori nel settore, in modo da interagire con loro e incrementare lo scambio di informazioni. Legare rapporti con altri e scambiarsi pareri e informazioni, anche in ambito tecnico è fondamentale per crescere e crearsi un proprio giudizio critico e attento, oltre a formarsi personalmente.

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Come in ogni compagnia che si rispetti si comincia con un briefing insieme alla scenografa e all’assistente. L’allestimento che andremo a realizzare consisterà in un sistema che dovrà condurre gli spettatori verso alcuni spazi della fabbrica (nove), basandosi sulla segnaletica stradale orizzontale.

L’intera settimana di lavoro procede dunque con la realizzazione di strisce, triangoli, attraversamenti pedonali, biciclette e omini, tutto di moquette; sfruttando un budget ridotto e utilizzando prodotti a disposizione, ricavati da materiali di recupero.

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Le prime giornate della settimana sono state dedicate al disegno della segnaletica orizzontale su rotoli di moquette, un lavoro lungo e ripetitivo ma soddisfacente; il compito più divertente è giunto in seguito, con la pittura di giallo, colore di IT, delle sagome ritagliate in precedenza e delle strisce.

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In falegnameria ci siamo occupati della creazione dei cavalletti che facevano da supporto all’estremità della striscia, come a creare una continuazione in verticale. Quella nel laboratorio di falegnameria è stata un’esperienza molto utile data la mia poca familiarità con il legno, ho tratto insegnamento anche da questo lavoro.  Come in una catena di montaggio, i cavalletti passavano nelle mani di altre ragazze che si occupavano della pittura di nero.

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Il progetto della scenografa include anche la decorazione di alcuni tavoli in tema IT, dunque giallo e nero.

Dopo alcune prove colore da parte di Maria, su materiali differenti, i tavoli di legno sono stati ricoperti di linoleum dipinto di giallo e rivestiti sui bordi da nastro adesivo nero. I cavalletti che sorreggono l’asse del tavolo dipinti anch’essi del medesimo colore.

Abbiamo realizzato la scenografia in una settimana, sotto controllo di Maria, con tanta passione e fatica, ma grazie a questa collaborazione sono riuscita ad entrare in contatto con una realtà viva di Milano, il Teatro Ringhiera e i suoi laboratori. Soprattutto ho potuto capire più a fondo cosa significa lavorare in equipe, saper dividersi i compiti, organizzandosi senza intralciarsi ed aiutandosi a vicenda.

Sono rimasta stupita dalla grande libertà che ci è stata concessa dalla scenografa nella realizzazione degli elementi scenici; sempre aperta a nuovi suggerimenti e impulsi, ma al tempo stesso forse un po’ troppo disorganizzata nella progettazione, che ai miei occhi risultava un pò dispersiva nei continui cambi di idea, che non consideravano il limite dei materiali.

 

Milano. Via Procaccini 4.

L’esperienza non finisce qui; perché dopo la creazione della scenografia, il lavoro è continuato durante il weekend alla Fabbrica del Vapore, suggestiva location per il Festival.

Le giornate di allestimento sono state brevi ma intense. Ciò di cui mi sono occupata è stata la messa in posa delle strisce sul terreno con chiodi e il posizionamento dei cavalletti sotto controllo molto esigente di Maria.

In questo contesto ho conosciuto altre figure inserite nel progetto IT, tutte disposte ad aiutarti ed aperte alla collaborazione. Tutti insieme abbiamo montato i vari stand lungo il percorso e stretto amicizia, anche il rapporto con gli attori è stato ottimo.

È stato interessante partecipare al progetto, che ha completamente rapito la mia attenzione, anche nelle ore extra-lavorative. Ogni possibilità va sempre colta per trarne un piccolo tesoro.

 

16 Maggio 2015. IT FESTIVAL.

Fabbrica del Vapore; al di là del cancello moltissima la gente, che come me aspetta l’inizio della maratona di spettacoli. Le sale sono facilmente reperibili, mentre la coda per alcuni spettacoli è interminabile.

I generi vari: arti circensi, cabaret, opera lirica, performance, prosa, teatro di figura, di ricerca, di strada, fisico e tanti altri. Ho assistito a tre spettacoli, due di prosa e uno di performance urbana.

 I messaggi espressi dalle compagnie erano alti: la forza di volontà nel raggiungere un obiettivo, piuttosto che il desiderio di attualizzare Shakespeare e renderlo vicino a tutti. Ho apprezzato il primo spettacolo per la bravura delle attrici, dotate di una grande mimica facciale, e il loro impegno per le scenografie, che è stato notevole. Entrambe le attrici senza alcuna esperienza in campo scenografico, hanno richiesto l’aiuto di due ragazze che si sono occupate della realizzazione di due periatti, elementi scenografici rotanti utilizzati nell’antica Grecia. L’effetto generale con le luci e i periatti era gradevole.

Da sottolineare anche la volontà e la passione di alcune compagnie amatoriali che accoglievano attori di tutte le età, nel desiderio di emergere ed esprimere il proprio messaggio.

Per quanto concerne l’aspetto scenografico destinato alle singole compagnie e tutto ciò che comprende l’allestimento degli spettacoli sono rimasta leggermente delusa, forse perché la mia aspettativa era alta. Ero a conoscenza della varietà di compagnie che partecipavano, dalle più amatoriali formate da “attorinonattori” a quelle professioniste ma molte scenografie erano assenti, le luci illuminavano uno spazio già luminoso, e dunque malamente oscurato e la recitazione per alcuni non era delle più eccellenti.

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Ciononostante mi sono divertita, data l’atmosfera serale gioiosa e festaiola, ma dagli spettacoli mi aspettavo di più. La mia speranza però non muore qua, poiché è da considerare la giovane età del Festival, e per questo ha ancora tanto tempo per migliorarsi.

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