IT Festival [Guya Dell’Aversano]

Ho partecipato all’allestimento di It festival. Un festival teatrale in cui volontariamente le compagnie teatrali si riuniscono e per tre giorni consecutivi mettono in scena i loro spettacoli di 20 o 40 minuti.

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L’evento si è svolto alla Fabbrica del Vapore. E’ un complesso molto ampio. La scenografa Maria Spazzi, ha ideato un allestimento riguardante la segnaletica stradale. Nel piazzale della Fabbrica linee stradali e segnaletica orizzontale conducono lo spettatore al capannone dove si svolge la performance teatrale. Diversi percorsi quindi si intersecano nel piazzale. Il nostro compito era appunto quello di creare la segnaletica stradale e i relativi cartelli, i cavalletti su cui scrivere il nome dello spettacolo e della compagnia. La segnaletica è stata realizzata con metri di moquette grigia, su cui sono state disegnate diverse forme, ad esempio biciclette e omini. Dopo aver ritagliato tutte le sagome a mano, sono state dipinte con una vernice gialla. I cavalletti invece sono stati realizzati con assi di legno e chiodi. Dipinti però di una vernice grigio scuro, per richiamare l’asfalto. Ho partecipato cinque giorni all’allestimento. I primi quattro li ho passati al teatro Ringhiera; dove con altri volontari fisicamente abbiamo creato i diversi elementi della scenografia. L’ultimo giorno, invece, eravamo alla Fabbrica del vapore per la posa finale della sagome. Avvitate nel cemento. L’esperienza è stata positiva, mi è piaciuto lavorare sul campo, aiutare per l’allestimento, mi ha dato fiducia nel percorso di studio che ho intrapreso. Il progetto mi ha talmente coinvolto che non riuscivo più ad occuparmi delle materie dell’accademia, in quanto vedo i progetti che sto realizzando solo ipotetici rispetto all’allestimento di It che era appunto reale. Il lavoro era abbastanza stancante, sul piano fisico. Eravamo occupati tutto il giorno e dipingere, postare e tagliare. Secondo me l’organizzazione del lavoro poteva essere migliorata. La scenografa adottava un metodo che non incontrava molto il mio. Ha ideato un primo progetto inziale che poi ha modificato in corso d’opera in base a diverse esigenze come mancanza di materiali o di colore.  Nel momento della posa non c’era una vera e proprio linea di guida, ognuno era abbastanza libero di gestirsi il lavoro. La pianta che dovevamo seguire era semplicemente abbozzata a matita su un foglio di carta. Le sagome erano adagiate sul cemento del piazzale della fabbrica e sull’erba di un cortiletto retrostante. Nel momento della posa sull’erba una signora ci rimprovera sul fatto che non si possono adagiare le sagome in quanto il prato era stato appena seminato. La Scenografa ci ha quindi suggerito di indicare la linea guida tramite della frecce. Ho creato le frecce che in un secondo momento saranno sostituite dalla scenografa stessa. Quest’episodio mi ha fatto capire che è stato perso  tempo e lavoro inutilmente. Ma tranne quest’episodio mi sono trovata bene, la collaborazione con gli altri aiutanti e stata proficua, mi è stata data la possibilità d’imparare qualcosa su come fisicamente allestire una scenografia, l’esperienza è stata assolutamente positiva.

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