La Bella e la Bestia: la più grande storia d’amore diventa realtà [Giulia Balconi e Vincenzo Pescatore]

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La Bella e la Bestia Magico. Fiabesco. Trascinante. La storia della Bella e la Bestia è stata ormai riadattata, reinterpretata e riascoltata in tutte le salse. Eppure funziona e anche bene. Portato in scena dall’autore Alan Menken e dal regista Glenn Casale nel 2010 per i teatri italiani il musical della Bella e la Bestia incanta il pubblico con la sua musica travolgente (grazie anche all’orchestra dal vivo che rende l’atmosfera intensa) e dei costumi realizzati magistralmente, fedeli al celebre lungometraggio animato della Disney.Labella_e_labestia_3--400x300

La storia e le tematiche sono sempre quelle: la fanciulla si innamora della bestia per la sua bellezza interiore oltrepassando il mostruoso aspetto fisico, il messaggio è che non ci si deve soffermare sulle apparenze: La sua morale e la semplicità fiabesca gli conferiscono una bellezza sempre attuale che porta sempre a riflettere su tutte quelle apparenze oltre cui, ogni giorno, dovremmo provare a vedere; un messaggio che riesce comunque a commuovere e far sognare quella parte infantile e bambinesca che l’adulto ha soffocato dentro di sé per tanto tempo, anche grazie alla grande performance degli attori che ad intrattenere il pubblico ci riescono alla grande. Certo, per uno spettacolo di tali dimensioni e commercialità non ci si poteva aspettare altro che un cast di professionisti ma questo non sminuisce il forte impatto della recitazione di Emiliano Geppetti nei panni di Lumière che ad ogni entrata in scena raccoglie applausi scroscianti da parte del pubblico; o di Andrea Croci e Roberto Giuffrida rispettivamente nei panni di Gaston e Letont che in ruoli così macchiettistici si calano alla grande regalando tanta leggerezza e tante risate al pubblico, specialmente nel caso di Gaston.

L’unica pecca che può saltare all’occhio agli spettatori è l’evidente contrasto tra gli sfarzosi costumi utilizzati ed i fondali, talvolta non all’altezza delle esorbitanti aspettative a cui la versione animata ci ha abituati. Uno spettacolo di cui probabilmente una buona fetta avrebbe dovuto reggersi sull’effetto visivo che per quanto riguarda l’aspetto puramente estetico è venuto in parte (mancare a nostro parere). Questo però nel complesso non rovina l’opera, semplicemente si sarebbe potuto fare qualcosa di più.

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Non possiamo fare un paragone tra questo spettacolo e le commedie/ tragedie classiche, ma d’altronde andare a teatro per vedere la Bella e la Bestia significa cercare leggerezza e intrattenimento. Significa tornare bambini per una sera, e lasciarsi trasportare dall’atmosfera da sogno che l’orchestra e i bravissimi attori riescono a ricreare senza soffrire del confronto con il capolavoro Disneyano. E forse, ogni tanto, serve sognare.

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