Palio di Legnano: spettacolarità, tradizione e… [Guya Dell’Aversano]

Il Palio di Legnano si svolge ogni anno l’ultima domenica di maggio nell’omonima città. Si basa su un evento storico, è infatti la rievocazione della battaglia combattuta il 29 maggio 1176 tra l’esercito di Federico I Barbarossa e le truppe della Lega Lombarda.  E’ stupefacente come migliaia di persone siano attratte da quest’evento; molto conosciuto a livello locale.  Il Palio comprende una sfilata storica e una corsa equestre.

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La città è divisa territorialmente in otto spicchi, ognuno di essi corrisponde a una contrada partecipante al Palio. In origine le fazioni erano dieci, nel corso della storia due sono state soppresse. La Flora, Legnarello, San Bernardino,San Domenico, San Magno, San Martino, Sant’Ambrogio, Sant’Erasmo sono i nomi delle otto contrade partecipanti.

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E’ interessante sapere come in ogni contrada esista un aspetto gerarchico. Ci sono figure di spicco come il Gran Priore, il Capitano, la Castellana , la Gran dama e lo Scudiero e i restanti contradaioli. Il Gran Priore è colui che all’interno della contrada si occupa dell’aspetto organizzativo e legale ; inoltre rappresenta insieme alle altre figure della reggenza il Maniero in ogni manifestazione. Cerca di dare pari dignità a ogni contradaiolo. Fino all’anno scorso veniva scelto tra le figure più anziane che partecipano alla vita della contrada . Da quest’anno è stato eletto dai contradaioli in un’assemblea comune. Il titolo ha la validità di tre anni. Il Capitano invece si occupa dell’aspetto legato alla gara; gestisce principalmente la corsa equestre. Viene eletto in un consiglio di contrada. Il Capitano ha diritto di scegliere così la Castellana e lo Scudiero. Quest’ultimo è la figura che fa da tramite tra le cariche della reggenza e i semplici contradaioli. La Gran Dama è eletta con lo stesso meccanismo del Gran Priore. Insieme alla Castellana, rappresentano la parte femminile di ogni maniero. Particolare importanza hanno il Gran Priore e il Capitano. Infatti queste due figure godono dell’investitura non solo civile ma anche religiosa, che avviene durante la festa patronale della città.

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Tutto il Palio si svolge in una giornata. Inizia con la Santa Messa in cui tutte le figure di reggenza di tutte le contrade partecipano. I cavalli e i capitani ricevono la benedizione. L’evento avviene in Piazza San Magno e la benedizione dei cavalli è fatta sul carroccio, un grande carro su cui sono esposte tutte le bandiere delle contrade partecipanti. Nel pomeriggio c’è la sfilata storica a cui partecipano circa 1300 sfilanti. Ogni contrada ha circa più di 100 figuranti che la rappresenta, ognuno di loro ha una veste diversa. L’abito è creato dalla contrada stessa. Il disegno viene presentato a una Commissione Costumi che lo devo approvare. Si comprano i tessuti, vengono tagliati ed imbastiti gli abiti, si passa poi alla realizzato del ricamo. Una volta ultimato l’abito, la commissione costumi verifica se corrisponde al progetto iniziale. La veste verrà dunque indossata da uno contradaiolo. La sfilata si svolge lungo le strade cittadine e finisce con un giro di campo al Mari lo stadio della città. Ad attenderli  c’è una commissione che verifica il modo di sfilare delle contrade, gli abiti,  il numero dei componenti  , l’affiatamento e la compattezza. Stilata la classifica viene dunque assegnato un premio come miglior contrada sfilante. Subito dopo ha inizio la vera e propria corsa, si onora il carroccio. La compagnia della morte fa un giro a cavallo; è un’unità leggendaria di cavalieri fondata da Alberto da Giussano ed è estranea alle contrade Inizia la staffetta delle batterie dei fantini. Queste vengono estratte dal supremo magistrato che è il sindaco della città. Le contrade essendo otto sono divise in due batterie; formate da quattro cavalli ciascuna. Le prime due passano alla finale le altre vengono escluse. La batteria finale determinerà il cavallo e la contrada vincente che avrà l’onore  nell’anno in corso di tenere la Sacra Croce nella proprio Chiesa. Il capitano vincente porterà la Croce Pettorale per tutto l’anno durante le manifestazioni ufficiali. 

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Partecipando a quest’evento, come semplice osservatrice, sono rimasta colpita dall’ orgoglio e dalla fede di ogni contradaiolo per il suo Maniero. E’ incredibile come centinaia di persone si impegnino per la squadra e decidano di sfilare per la propria contrada. La fede nel proprio maniero è alla base della competizione. Il Palio ha un forte carattere tradizionalista e conservatore, ho sempre legato queste due aggettivi a qualcosa di vecchio ed ormai superato, sono rimasta invece stupita da quanti giovani partecipano a quest’evento. Tutti nella comunità sono coinvolti. Durante la sfilata l’età è diversa, dagli anziani ai bambini tutti sfilano. Parlando con un partecipante della Contrada di San Magno, mi ha spiegato che  chi sfila è un vero contradaiolo, non lo è solo nel periodo di maggio più vicina al Palio, partecipa costantemente, tutto l’anno all’attività della contrada.  Ogni settimana i partecipanti si ritrovano discutono, progettano, mangiamo insieme. Anche l’aspetto spettacolare e scenografico impressiona. Più di mille persone sfilano con le vesti della proprio contrada pensate e realizzate in proprio, è affascinante vedere così tante persone impegnate volontariamente in un unico evento, così come la bellezza vera e propria degli abiti. Colpisce l’aspetto conviviale delle persone. Entrando nei manieri, sedi di ogni contrada, si avverte subito un’atmosfera famigliare in cui tutti si conoscono e in cui i titoli di reggenza vengono rispettati e amati. Ho avvertito che la passione e l’amore con cui tutto è gestito. Dalla realizzazione dei costumi alla cura dei cavalli ogni aspetto è curato. Forte è dunque il legame tra i contradaioli; si rimandano da generazioni tra padri e figli l’amore per la proprio contrada.

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Per partecipare non bisogna essere necessariamente della città di Legnano; basta credere e partecipare attivamente alla vita del proprio maniero. Il legame con la propria fede è così forte, fa piangere molte persone per la sconfitta o la vittoria della propria squadra. Ma dall’aspetto più famigliare conservatore  tradizionalista e passionale del palio affiancherei anche l’arretratezza. Quest’anno durante la corsa equestre Legnarello è stato decretato vincitore. Con grande opposizione da parte della contrada di Sant’Erasmo sicuri di aver tagliato il traguardo un attimo prima . Visionando l’immagine del foto finish il cavallo della contrada di Sant’Erasmo supera veramente la linea d’arrivo prima di Legnarello , ma  secondo gli occhi e il giudizio della commissione la contrada di Legnarello è arrivata prima. Non si può discutere il giudizio in quanto il foto finish non è ammesso nel regolamento del palio. Mi domando se questi tipi di eventi non si possano aprire ai più moderni sistemi o se debbano tenere conto solo degli aspetti tradizionali. Credo che la tradizione sia basilare, sia fondante per il Palio, ma l’introduzione alla corsa equestre dei più moderni sistemi di valutazione, migliorerebbe a mio avviso i giudizi. Penso di avere un punto di vista abbastanza oggettivo non facendo parte di nessuna contrada, quindi per una migliore forma di giudizio adotterei i sistemi più moderni. Non penso condizionino l’aspetto tradizionale del Palio, comunque non intaccano la tipica sfilata storica o il diverso svolgimento della giornata. Del resto i costumi anche venendo realizzati a mano, sono comunque cuciti a macchina ed è pur sempre una forma di modernità. Lo stesso aspetto lo si può introdurre alla corsa equestre. Mi domando quindi come un aspetto così spettacolare e importante della città di Legnano si possa a aprire ai mezzi più attuali.

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E’ un evento particolarmente affascinante e per molti aspetti magico per la passione con cui le persone partecipano e sostengono la loro contrada. Credo nel valore delle tradizione ed è giusto tramandarla alle generazioni future; ma sostengo che l’introduzione di sistemi di giudizio più moderni migliorerebbero senza però stravolgere l’aspetto tipico che  caratterizza il Palio di Legnano.

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