PROPELLER ovvero SHAKESPEARE COME SAREBBE PIACIUTO A SHAKESPEARE -PERFETTA UNIONE TRA MODERNITA’ E TRADIZIONE

di Ilaria Zuffada

Anche chi non ha studiato letteratura inglese sa che ai tempi del teatro elisabettiano le donne non potevano esibirsi sui palcoscenici. Tutte le parti femminili erano quindi destinate a ragazzi adolescenti che non avevano ancora cambiato la voce, o comunque agli uomini. La tradizione di spettacoli con compagnie tutte maschili non si è mai spenta del tutto, limitata però ad ambiti amatoriali come scuole, collegi o simili, o a gruppi comici.

A ricreare quell’atmosfera particolare dello spettatore teatrale ai tempi di William Shakespeare, è la famosa Compagnia Propeller del Watermill Theatre, una compagnia stabile del sud dell’Inghilterra. Compagnia tutta al maschile che si propone di liberare il grande classico della tradizione teatrale, e di esplorare con uno sguardo totalmente nuovo il rapporto tra il rigoroso rispetto del testo e la sua trasposizione scenica.

La sua fresca, immediata, poetica e comunicativa rappresentazione del complesso e contrastante universo shakespeariano è frutto di una moderna visione di teatro, influenzata dalle maschere, dai cartoon, dal cinema classico e contemporaneo, ed esaltata dalle musiche – eseguite dal vivo – di tutti i tempi.

LA LORO NASCITA

Nel 1997 il regista Edward Hall diresse il suo primo Otello al Watermill Theatre di Newbury. A seguito del successo ottenuto decise di approfondire l’esperienza fatta e fondare presso lo stesso Teatro una compagnia tutta maschile, dedicata a trovare un modo più completo e coinvolgente di recitare il grande Shakespeare.

Nacquero così i PROPELLER. Il gruppo è composto da 14 attori dai 25 anni in su, non ci sono ragazzini: nella filosofia di Edward Hall far recitare uomini in vesti femminili è finalizzato a rendere il pubblico complice della teatralità della narrazione. Niente voci in falsetto, trucco marcato e parrucche: oltre ai costumi, moderni ma in realtà senza tempo, l’illusione è affidata a pochi accessori e alla straordinaria abilità degli interpreti. Non ci sono primi attori, chi è protagonista in un testo ha una parte più piccola nell’altro, in uno in panni maschili e nell’altro in quelli femminili.

PROPELLER AL TEATRO STREHLER

Questa premessa per dire che sono arrivati anche in Italia e che ho assistito alla loro messa in scena ”The Thaming of the Shrew” al Teatro Strehler, rimanendone totalmente affascinata per la freschezza e la disinvoltura con cui mettono in scena un testo classico, ma in chiave completamente attuale, contemporanea. La loro presenza nel teatro milanese risale a circa due anni fa, Maggio 2013, dove per due settimane hanno proposto due commedie famose: THE THAMING OF THE SHREW (La bisbetica domata) e THE TWELFTH NIGHT (La dodicesima notte).

La-bisbetica-domata

The Thaming of the Shrew -La Bisbetica Domata

The Twelfth Night -La Dodicesima Notte

The Twelfth Night -La Dodicesima Notte

Per lo spettatore italiano è un’esperienza poco frequente assistere ad un film in lingua originale con sottotitoli, figuriamoci ad uno spettacolo teatrale: ma dopo i primi minuti di adattamento tutto funziona perfettamente. Questo avviene solo per noi spettatori, perché gli attori sono fin dal primo minuto un miracolo di ritmo e sincronia. Recitano instancabili a una velocità incredibile, ballano e fanno acrobazie: nelle varie scene gli attori che non sono coinvolti direttamente restano sul palcoscenico con maschere neutre sul viso, cantando e suonando ognuno diversi strumenti dal vivo.

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C’è tutto il più puro repertorio shakespeariano: stile allegro e colorato, con buffonerie, risse fra ubriachi, travestimenti, battibecchi, e anche amori infelici, naufragi, scambi di persona, presunti tradimenti. Tutto quanto ha coinvolto e divertito spettatori di ogni epoca in infinite messe in scena.

LA LORO FILOSOFIA DI FARE TEATRO

Gli spettacoli della Propeller, rappresentati in ventidue paesi, sono diretti da Edward Hall con scene di Michael Pavelka e luci di Ben Ormerod; sono acclamati nel mondo intero, dagli USA alla Cina. Continuano ad entusiasmare critica e pubblico, con vitalità e brio. Gli attori recitano, cantano, ballano, suonano strumenti, non solo durante la rappresentazione vera e propria: prima dell’inizio e durante l’intervallo, infatti, coinvolgono il pubblico e lo intrattengono con sorprese e sketch. Il ritrovare gli attori anche nel foyer e non solo sul palcoscenico durante lo spettacolo è una scelta non convenzionale, che rende il loro teatro ancora più moderno. Fare del teatro non si limita allo spettacolo che vediamo quando si apre il sipario, ma è un andare oltre gli schemi. La filosofia artistica del regista è rintracciabile nell’approccio rigoroso al testo, unito ad una moderna estetica fisica. Una ricetta di qualità che il Bardo apprezzerebbe molto!

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Propeller esprime una particolare abilità comunicativa e formativa anche attraverso la formula del Pocket Propeller, che consiste nella concentrazione di una produzione shakespeariana nella durata di sessanta minuti. È un’esperienza teatrale di grande qualità rivolta ad un pubblico di giovanissimi, ragazzi che vengono sollecitati ad esplorare e ad esprimere nel modo più libero possibile il loro rapporto con l’opera cui assistono, soprattutto con il teatro in generale, solitamente uno spazio non molto frequentato dai giovani, ma che questa compagnia riesce ad attirare verso di sé. Apre ai giovani un nuovo mondo, un luogo di svago, sicuramente più sano rispetto ad altri, che trasmette forti emozioni e arricchisce culturalmente.

Al termine della rappresentazione gli attori si intrattengono con il pubblico invitandolo ad esprimere le proprie reazioni, determinando nei ragazzi non solo la consapevolezza di avere assistito ad un’opera di Shakespeare trattandosi spesso della prima volta in cui loro si confrontano con questo Teatro, ma di avere sperimentato l’essenza stessa del teatro al più alto livello possibile.

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