APERTURA, MEDIOGIOCO E FINALE DI PARTITA

di Samuel Beckett
Regia di Lluis Pasqual
Teatro Franco Parenti 21/04/2015-26/04/2015

Teatro Franco Parenti presenta FINALE DI PARTITA, Pasqual sceglie il poliedrico Lello
Arena come protagonista di quel capolavoro beckettiano in cui i personaggi navigano in
un mondo post-atomico, dove non esiste nessun colore, nessuna distrazione, ma solo un
ritualistico rigore di azioni quotidiane e scadenze, un esasperato sentimento del niente.
In Finale di partita, termine mutuato dal gioco degli scacchi che designa la terza e ultima
parte dell’incontro, dopo l’apertura e il mediogioco, tutti sono pedine inermi che aspettano la
fine, in una sorta di veglia sonnolenta interrotta solo da lampi, i ricordi.
L’analogia tra il contenuto del testo e il gioco degli scacchi è stata espressa dallo stesso Beckett,
il quale tra le altre cose era anche un discreto giocatore.
L’atto unico vede protagonista Hamm, un vecchio e ricco signore giunto al termine della sua
esistenza. E’ lui il pezzo del re in questo finale di partita, continuamente messo sotto scacco
dagli altri personaggi, primo tra tutti Clov, il suo servitore.
Il botta e risposta incalzante tra questi due personaggi, costituisce il filo più evidente della
trama del testo, sembra veramente un alternarsi di mossa e contromossa.
Lo stesso Beckett, durante le prove dello spettacolo allo Schiller Theater di Berlino, spiega:
“Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso
che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già  rinunciato da tempo. Sta
soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile”.
A differenza dell’ambientazione in fondo realistica di Aspettando Godot (un albero, una
strada di campagna, due vagabondi), Finale di Partita si svolge in uno scenario che oggi
verrebbe definito post-atomico. Tutto lascia intendere che sia avvenuta una catastrofe che ha
cancellato quasi ogni traccia di vita sulla Terra. Hamm, Clov e i due genitori di Hamm sono
gli unici superstiti che ci è dato di vedere e che trascorrono i loro ultimi giorni, ormai senza
speranza, in quella che sembra essere la sala principale del palazzo di Hamm.
La stanza in cui si consuma questa tragicommedia è stata spesso paragonata all’interno di un
cranio per via delle due alte finestre centrali che ricordano le cavità  oculari.
Altri hanno lasciato implicitamente intendere che la scena sia in realtà  l’interno di una grande
arca che sta solcando il pianeta all’indomani di un nuovo esiziale diluvio.
Hamm, cieco e paralizzato sulla sua sedia a rotelle, continua a tormentare Clov dandogli
ordini assurdi e poi ritrattandoli in continuazione. Ma anche Clov (l’esatto opposto di Hamm:
ci vede ma non può piegare le gambe per sedersi) tormenta a suo modo Hamm, con il suo
alternare la minaccia di abbandonarlo al suo ostentare obbedienza.
I genitori di Hamm (la madre Nell e il padre Nagg) sono invece ridotti a tronchi umani e
vegetano all’interno di due bidoni della spazzatura.

Traduzione Carlo Fruttero
Regia Lluìs Pasqual
con Lello Arena (Hamm), Gigi De Luca (Nagg),
Stefano Miglio (Clov), Angela Pagano (Nell)
scene e costumi Frederic Amat
luci Cesare Accetta
aiuto regia Rosario Sparno
assistente ai costumi Roberta Nicodemo
segretaria di produzione Monica Vicinanza
direttore di scena Silvio Ruocco

“QUESTA PARTITA A SCACCHI”
di Sara Dinice e Luca Corno
Così come nell’apertura dell’opera teatrale di Lluìs Pasqual, che vede, immersi in un totale
silenzio, gli attori già  presenti sul palcoscenico, la colonna sonora da noi creata ha un inizio
lento dove i suoni già  presenti, ma non ancora udibili, escono progressivamente dal silenzio.
Un’inizio che prevede un ritmo lento e ripetitivo, come fosse una danza.
La melodia principale si ripete in tutta la durata del brano, arricchita da quattro percussioni
in successione, dove ognuna di esse è la rappresentazione di un personaggio.
La struttura del brano è composta da un metro musicale in 4/4.
Il cambio delle percussioni e dei ritmi di esse è determinato dal numero quattro, quanti sono
i personaggi (Hamm, Clov, Nell e Nagg). Ogni percussione occupa uno spazio di 16 battute
divise a loro volta in 4 gruppi da 4 battute, ognuna delle quali ha un ritmo diverso dalle altre.
Tema fondamentale utilizzato nella creazione di questa colonna sonora, è il ripetersi costante di suoni, ritmi e metriche quasi uguali, così come il ripetersi delle azioni quotidiane, svolte
dai personaggi per tutta la durata dello spettacolo.
Alcuni suoni utilizzati richiamano così il rigido tic-tac, presente solo concettualmente
nell’opera, prodotto da un orologio. Questo tempo indeterminato che l’autore e il regista ci
fanno intendere ormai finito, scivola velocemente sulle vite dei personaggi.
E così come la colonna sonora si chiude con un dissolversi di suoni, così anche l’opera
termina in una fine enigmatica.

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