La musica degli Ainur [Fabrizio Mari]

“Mas que nada
Sai da minha frente eu quero passa
Pois o samba está animado
O que eu quero é sambar”

Sulle note di Jorge Ben Jor che il gruppo musicale Arda conclude il proprio concerto.

Il complesso rurale (Casina Ronco a Poasco San Donato Milanese MI) ha ancora una volta ospitato lo spettacolo di questo giovane coro etnico.
Sono ormai cinque anni che questi ragazzi regalano tante serate di svago a San Donato e San Giuliano Milanese (Mi), Milano, Borgotaro (Pr), Dazio (So) e Monza.

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Quest’ultimo concerto del 9 giugno è stato quello più impegnativo dal punto di vista della scaletta: dove vediamo ogni brano accompagnato da una breve scenetta o poesia che ci spiega il testo e le origini di ogni pezzo. Una forma di rappresentazione diversa rispetto al teatro a cui il grande pubblico è abituato.

I coristi e i musicisti sono immersi nella natura con i loro costumi coloratissimi, un immagine che ricorda a tratti il cinquantesimo anniversario dell’ Odin Teatret ad Holstebro.

Il repertorio di questi coristi vantava più di 22 canzoni prese da tutti e 5 i continenti, alcune famose, come gli arrangiamenti originali di Scarborough Fair o El Condor Pasa resi celebri da Simon & Garfunkel, altri meno, come Mahk Jchi o Rogamar.

Il proposito di questi giovani è quello di raccontare le origini e le culture di altre popolazioni attraverso la musica, come hanno fatto anche altri artisti per esempio: Arsene Duevi. Il coro è ispirato soprattutto dalla loro madrina musicale Shinobu  Kikuchi cantante e poli-strumentista giapponese.

http://www.cultura-giapponese.it/cultura_arti_tradizionali_musica_Shinobu_Kikuchi.php?vocemenu=515

Il gruppo formato da 20 ragazzi vede in prima linea il coro: Anna Maria Villa, Chiara D’errico, Ester Bonomi, Sara Bacchieri, Vanessa D’ascola, Gaia Campisi, Martina Raffuzzi, Serena Perazzoni, Federico Gaetani, Pietro Stillitano, Andrea Poletto, Marco Ardemagni. L’ampia gamma di strumentisti va dagli strumenti a corda di Stefano Ghidoni (pianoforte, chitarra classica, charango, cavaquinho), alla sonorità di Eleonora Pennino e Letizia Eriano arpiste di formazione classica che ci fanno sognare con le loro note celtiche; passando per le perscussini di Matteo Arcari e Stefano Piazza, il violino di Giulio Ardemagni, l’ukulele di “Mells” Maria Elena Villa e il flauto di Marta Bove formata al conservatorio di Lugano.

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È stato bello quello che ci hanno regalato questi artisti poco più che venticinquenni, con la loro passione per il mondo, l’arte, la musica e la cultura. Tutti noi in un momento come questo dovremmo prendere spunto da loro.

Speriamo che continuino a coltivare questi interessi, intrattenendoci con le loro splendide melodie.

[di Fabrizio Mari]

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