Bestie dell’Eden e Uomini d’Anima [Elena Mologni]

Lo spettacolo Bestie di scena di Emma Dante ha il sapore di racconto biblico.

E’ la parabola dell’Attore-Uomo che, attraverso la disciplina e lo sforzo che il suo lavoro richiede, riesce a spogliarsi delle sue timidezze e vergogne fino a raggiungere uno stato più puro e primordiale, un Eden dell’anima, giungendo alla sua vera identità.

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La regista sceglie di mostrare allo spettatore questo processo di “svestizione”, intima e reale, facendo accomodare il pubblico mentre gli attori sono impegnati nel training e occupano già il palcoscenico. Quest’ultimo, ben lontano dall’essere un Paradiso Terrestre, è completamente spoglio, ad eccezione di una sottile asta di legno, simbolo di un’ideale quarta parete.

Gli interpreti costituiscono un gruppo di otto donne e altrettanti uomini, di età, aspetto e costituzione diversi. Inizialmente indossano semplici tute da ginnastica ed eseguono esercizi quasi militareschi, che li fanno sembrare un vero e proprio squadrone.

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Via via che il riscaldamento prosegue, ogni attore si stacca dal resto dei compagni e si spoglia completamente secondo un rigoroso ordine: scarpe e calze, maglietta, pantaloni e intimo, seguendo un ritmo che ricorda la vita in caserma. Ciascun attore abbandona i propri vestiti al di là della linea di legno, proprio davanti al pubblico, e rimane fermo in attesa dei compagni, coprendosi come può con le sole mani.

E’ il punto di svolta: l’Attore cede il posto all’Uomo, ora vestito solo della propria identità e si presenta al pubblico per ciò che realmente è, senza alcun tipo di filtro o sovrastruttura. Nel frattempo le luci sono state abbassate e lo spettacolo entra nel vivo.

Ora gli esseri primordiali di questa piccola comunità si trovano ad esplorare se stessi, i propri simili e il mondo. Se il rigore e la disciplina dominavano la prima parte dello spettacolo, ora tutto è lasciato al gioco, alla casualità e alla spontaneità. La regista, sempre invisibile, si comporta come una divinità e manifesta la sua presenza attraverso doni agli attori, che arrivano all’improvviso sulla scena calati dall’alto o lanciati da dietro le quinte. Appaiono così vestiti per asciugarsi e coprirsi, spade per duellare, palloni da basket per giocare, acqua e cibo per nutrirsi e tanti altri oggetti che aiutano gli attori a interagire tra loro e del mondo che li circonda, creando le scene narrative che sviluppano lo spettacolo.

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La nudità degli interpreti non disturba lo spettatore, perché presto viene percepita come un vero e proprio abito e l’attenzione è catturata dall’azione.  Scompare l’impersonalità e l’omologazione gestuale, che rendevano gli attori simili ad automi,  e viene dato spazio a sentimenti come paura e rabbia, che guidano l’operato degli interpreti dando luogo a scontri e duelli.

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La potenza espressiva dei corpi rende superfluo l’uso della parola. Infatti, fino alla fine dello spettacolo, gli unici suoni di sottofondo sono quelli prodotti dai movimenti dei corpi, senza alcuna colonna sonora.  Gli attori non comunicano mai con un linguaggio “organizzato”e le loro voci , per lo più confuse e gutturali, emettono solo pochi versi in alcune scene, ad esempio durante un litigio.

Alla fine arriva la musica e, sulle note di Only you dei The Platters, si comprende che tutto è compiuto: adesso gli attori sono solo, soltanto e veramente loro stessi. Questo passaggio è sottolineato da un ballo tra due attori, che segna anche l’ingresso dell’amore e della gioia nelle vite di questi piccoli Uomini.

Uno spettacolo mitologico e di forte impatto, in cui la performance artistica dell’attore si fonde con la ricerca della propria identità che accomuna tutti gli esseri umani.

 

Per l’intervista completa a Emma Dante cliccare qui:  https://www.youtube.com/watch?v=Z8tS3trvUY8

Fonti: fotografie di Rosellina Garbo e Masiar Pasquali, pubblicate sul sito del Piccolo di Milano https://www.piccoloteatro.org/it/2016-2017/bestie-di-scena 

Lo spettacolo è stato in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 28 febbraio a 19 marzo 2017.

ideato e diretto da Emma Dante

elementi scenici e luci Emma Dante, Cristian Zucaro

interpreti (ordine alfabetico) Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Viola Carinci, Italia Carroccio, Davide Celona, Sabino Civilleri, Alessandra Fazzino, Roberto Galbo, Carmine Maringola, Ivano Picciallo, Leonadra Saffi, Daniele Savarino, Stephanie Taillandier, Emilia Verginelli

e con Gabriele Gugliara, Daniela Macaluso

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo, Festival d’Avignon

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