Due settimane tra arte e natura, un’esperienza che segna [Lucia Soldati]

Vivere il teatro come mezzo di crescita personale in un contesto naturale.IMG_6224

Anche quest’anno, in un piccolo paesino marchigiano, si è tenuto un importante evento.
Dal 29 aprile al 13 maggio, Serra San Quirico ha ospitato la 35° edizione della Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola.
Quest’anno le settimane coinvolte sono state solamente due ma il ricco programma ha permesso una grande varietà di spettacoli. Con una media di tre rappresentazioni al giorno, sul palco del Teatro Palestra, si sono esibite circa 40 scuole: una vera maratona dello spettacolo dal vivo!

 

Che cos’è la Rassegna?
La Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola è un luogo d’incontro, di scambio e di confronto delle esperienze legate al Teatro Educazione. Un progetto culturale aperto a tutti, sia a livello nazionale che internazionale, dove le varie scuole presentano i loro spettacoli.
Uno degli obiettivi è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rapporto tra teatro e educazione, nel tentativo di promuovere l’inserimento del linguaggio teatrale nelle scuole .

Ogni scuola dimora per tre giorni durante i quali, oltre a presentare il proprio spettacolo, ha la possibilità d’incontrare altre scuole, di assistere alle loro restituzioni, e di fare laboratori teatrali con OTE (Operatori di Teatro Educazione).
Vi sono anche classi che non hanno preparato uno spettacolo e vengono per partecipare alle Officine. Le Officine sono delle giornate intense di laboratorio, (dai 2 ai 5 giorni), che coinvolgono più scuole. Partendo da un tema dato si sviluppa, insieme, un percorso che si conclude con una piccola restituzione.
Quest’anno hanno partecipato all’Officina Europa anche gruppi esteri. Trenta ragazzi provenienti dalla Lituania dall’Albania e dall’Italia stessa, hanno lavorato sul concetto della condivisione sociale. L’obiettivo era quello di stimolare il rispetto multiculturale promuovendo l’integrazione e la solidarietà tra i giovani attraverso l’utilizzo del teatro educazione.

WEB_100X70_RNTS_2017Ogni anno vengono scelti un tema e un personaggio guida che conducono la Rassegna.
I temi proposti dalle scuole negli spettacoli degli ultimi anni, hanno portato, sempre più, richieste dei ragazzi di una figura di riferimento. I modelli sono in bilico e la denuncia diventa un grido di aiuto!
Per questo il tema che quest’anno -2017- ha accompagnato le due settimane di Rassegna è stato I giovani e la Rivoluzione. Il personaggio guida era Il giovane Holden: una figura misteriosa, ribelle, anti borghese. Si voleva capire se uno slancio di ribellione rispetto agli stereotipi fosse ancora presente!

Un po’ di musica nelle orecchie per cancellare tutte le parole, un po’ di droga per anestetizzare il dolore o per provare una qualche emozione, tanta solitudine tipica di quell’individualismo esasperato… non ci si salva se non da soli, magari attaccandosi, nel deserto dei valori, a quell’unico generatore simbolico di tutti i valori che nella nostra cultura si chiama denaro.

 

U. Galimberti, L’ospite inquietante. Il nichilismo dei giovani, Feltrinelli, Milano 2007

Ogni giorno, inoltre, viene svelata una parola chiave relativa al personaggio guida. Un input creativo col quale riflettere e giocare.

 

Il Teatro Educazione
Il teatro educativo è qualcosa che va oltre la bella recita.
Un progetto d’incontro, di scambio e di confronto. Di riflessioni, di esperienze e di rielaborazioni.
Un teatro come mezzo, dove il fine è il percorso, quindi la crescita personale che l’alunno/a compie.
Un tipo di teatro sincero e spontaneo dove la componente umana è molto forte.
Spinge ad essere aperti, disposti, presenti e attenti nei confronti della vita. Aiuta a raggiungere una maggiore consapevolezza e ad essere più concentrati sul presente. Sveglia cuori addormentati e semina sorrisi. RNTS_3Nella digitalizzazione totale odierna, il teatro rimane un luogo dove non è possibile un contatto digitale ma è necessario l’incontro di corpi, parole e emozioni. Ci si rapporta con gli altri, con ciò che si ha intorno e con se stessi. È la possibilità dell’errore a permettere di capire. Si riflette sul chi, sul come e sul perché.

Attorno ai primi anni ‘70, nel Teatro della Scuola, si è creata una nuova figura: quella dell’operatore teatrale. Una figura professionale, a metà tra la pedagogia e l’arte teatrale, con la capacità di saper cogliere negli allievi le loro particolarità e le loro dinamiche facendo leva su quest’ultime a fine educativo. Gli spettacoli nascono dalle esigenze della classe, una collaborazione in cui vengono affrontati temi sentiti e necessari.

Il Teatro Educazione è un luogo dove:

• si fa (i partecipanti nei laboratori creano mettendo in moto meccanismi che si vedranno nel lavoro finale);
• si vede (il vedere “l’altro” sulla scena aiuta ad avere una visione più ampia, per capire e poter interagire meglio. Fondamentali sono anche il confronto, l’ascolto e l’attenzione);
• si parla (la restituzione è il momento conclusivo. Si condividono le proprie impressioni, riflettendo sull’esperienza appena vissuta, nella speranza di migliorare e crescere insieme).

 

Perché andare alla Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola?
Per scoprire la realtà del Teatro Educazione assistendo gratuitamente a una vastità di spettacoli tutti differenti tra loro. Un buon modo di trascorrere una giornata alternativa godendo del bellissimo paesaggio che la cittadina medievale di Serra San Quirico offre. Il teatro è prima di tutto un luogo d’ascolto. È una ricerca che può portare, sia chi lo vive, sia chi assiste, a una crescita e a una maggiore conoscenza di se stessi.45E75F82-97CE-4F91-B3C7-8DC0A2FC5668

Il regalo più grande che puoi fare a un altro non è condividere le tue ricchezze, ma fargli scoprire le sue.

 

B. Disraeli

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