Per la lezione del 27 febbraio 2018

LA RADIO

Piazza Verdi (Radio3)

ARTE PUBBLICA

Buone Pratiche: L’incontro del 3 marzo 2018 a Chiaravalle

Che cosa è l’arte pubblica. La riflessione di Fabrizio Fiaschini

Arte pubblica alla Stazione Centrale di Milano

LA MEDIAZIONE CULTURALE

Dioniso e la nuvole

In rete tutti possono comunicare con tutti, su qualunque argomento, compresi libri, spettacoli, musica, film e video. In apparenza una grande conquista democratica, che rischia però di annullare il pensiero critico, rendendo impossibile la definizione di qualunque scala di valore. In questo scenario è indispensabile ripensare il ruolo del mediatore culturale, che ha il compito di mettere ordine in un’offerta di prodotti culturali gigantesca e caotica e spesso di bassissimo livello.

Cultura18 (promozione della lettura)

MILANO TEATRI

Milano. Tutto il teatro. La guida dei teatri della città

Reinventare i luoghi della cultura contemporanea

Gli spazi della cultura stanno cambiando. I cinema, i teatri, le biblioteche, i musei erano luoghi deputati a un’unica funzione. Emergono nuove tipologie di spazi, che accolgono diverse discipline e soprattutto diverse funzioni: dall’intrattenimento alla formazione, dall’affiancamento delle start up alle residenze per artisti (e non solo), alla vendita di prodotti e a vari servizi. Hanno spesso una vocazione sociale e svolgono un ruolo importante nella riqualificazione urbana e nei processi di integrazione. Negli ultimi anni in tutta Italia decine e decine di ristrutturazioni di spazi dismessi hanno scelto questa direzione di sviluppo.
Dopo l’avvento del digitale, questa evoluzione riflette un diverso atteggiamento del pubblico nei confronti della cultura, ma anche profondi cambiamenti della vita sociale, della convivialità e della nostra stessa identità: si abbassano le barriere tra vita pubblica e vita privata, tra tempo libero e tempo del lavoro.
Reinventare i luoghi della cultura, frutto di due anni di ricerca e di incontri nell’ambito delle Buone Pratiche del Teatro, indaga un cambiamento che investe sia la collettività sia gli individui. Molti dei creatori di questi spazi, provenienti da varie zone d’Italia, raccontano le loro esperienze, innovative e spesso partecipative. Vengono chiamati in causa diversi saperi: quelli relativi allo spettacolo, ma anche urbanistica, architettura e design, senza dimenticare l’impatto di questa “rivoluzione del luoghi” sulla politica culturale delle pubbliche amministrazioni.

Mare Culturale Urbano

LE BUONE PRATICHE DEL TEATRO

La mappa delle 140 Buone Pratiche del Teatro

Il libro di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino

Da dieci anni le Buone Pratiche offrono alle nostre scene un’occasione unica di conoscenza, discussione e approfondimento. Spingono organizzatori, artisti, amministratori, politici, studiosi, a pensare al futuro, a inventare e progettare.
Ideate e curate da Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, strutturate come appuntamento che raccoglie ogni anno centinaia di operatori, dai giovani e giovanissimi ai livelli istituzionali più alti, le Buone Pratiche sono state definite “gli Stati Generali del Teatro italiano”. Un’accurata preparazione, un format innovativo (brevi relazioni e interventi della durata di pochi minuti scanditi da un orologio segnatempo) hanno consentito a centinaia di persone di esprimere e condividere punti di vista e progetti.
Il volume, pubblicato in occasione del decimo anniversario delle Buone Pratiche, è destinato a tutti coloro che operano (o vogliono operare) in ambito teatrale, o che hanno a che fare con lo spettacolo dal vivo e l’organizzazione di eventi, a partire da gruppi e compagnie teatrali, direttori di teatri e festival, amministratori e politici.
Questo volume racconta la situazione del settore e le possibilità di riforma, intrecciando la cronaca e il dibattito di tutte le edizioni, il contributo che arriva da oltre 130 buone pratiche (esperienze innovative, replicabili e sostenibili) e le riflessioni di un gruppo di specialisti che hanno contribuito a questo percorso con dati, relazioni, inchieste, analisi.

GRAN FINALE

La scenografia di Dior (timelapse)

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