Una magia che si ripete [Luana Pasin]

 

 

Dal 24 aprile al 13 maggio 2018, l’intramontabile “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni è tornato a riempire la sala del Piccolo Teatro Grassi di Milano.

 

La messinscena è una delle pietre miliari di Giorgio Strehler che viene rappresentata per le prima volta nel 1947 e da lì, ogni anno, lo spettacolo viene riproposto e non smette mai di far sorridere e divertire grandi e piccini, appassionati e neofiti del mondo del teatro, che hanno voglia di trascorrere tre ore di svago e leggerezza senza però fare a meno di quel tocco di malinconia portato in scena dall’amato personaggio Goldoniano, interpretato in maniera impeccabile da Enrico Bonavera.

 

 

Il pubblico viene accolto da Davide Gasparro, nel ruolo del suggeritore, intento ad accendere le luci della ribalta, che in questo caso, altro non sono che una serie di candele; attraverso la loro luce tremula, conducono la sala nel passato, in una nostalgica atmosfera veneziana, prima che le luci di scena si accendano.

Gasparro però non lascia gli spettatori in solitudine, ma li accompagna nel vivo dello spettacolo attraverso un coinvolgimento diretto, fatto da burle e battute scherzose rivolte soprattutto ai più piccoli presenti in sala.

 

Non stupisce che l’Arlecchino sia tra le rappresentazioni italiane più viste nel mondo; il personaggio di Arlecchino infatti, come quello di Pantalone e Brighella, interpretati rispettivamente da Giorgio Bongiovanni e Stefano Guizzi, risulta immediatamente riconoscibile dal costume variopinto, a noi familiare grazie alla celebre Commedia dell’Arte, nata in Italia e divenuta popolare nel mondo tra il XVI e il XVIII secolo.

Il pubblico quindi conosce il personaggio e si è affezionato alle sue caratteristiche fisiche e alla sua personalità nel corso degli anni.

 

 

Lo spettacolo inoltre è magistralmente studiato come se le battute fossero dei canovacci, rimandando al pubblico una sensazione di freschezza e naturalezza, come se tutta la storia si stesse svolgendo lì, su quel palco, per la prima volta ed in modo spontaneo.

 

Lo spettacolo ha però conosciuto innumerevoli repliche e i suoi attori più giovani sono gli studenti della Scuola del Piccolo, guidati dai loro mentori più anziani; questa messinscena è come se fosse un bene da tramandare e continuare a far rivivere di generazione in generazione. Rimane comunque un classico, sia nella scenografia semplice e didascalica che nei costumi d’epoca settecentesca, ma allo stesso tempo si rinnova, con attori sempre nuovi e brillanti.

Il pubblico viene coinvolto costantemente a livello emotivo: le risa sorgono spontanee dalla platea e a stento si può trattenere la voglia di salire sul palco ad aiutare il povero Arlecchino a chiudere la busta col pane o dal voler rivelare a Beatrice che il suo amato Florindo è lì, a pochi passi da lei.

Tutto questo è possibile grazie alla preparazione e alla bravura dei comici, grazie ai quali, la magia sul palco si ripete ogni volta da anni, con la stessa intensità.

 

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Luana Pasin

 

Piccolo Teatro Grassi

Dal 24 aprile al 13 maggio 2018

 

Arlecchino servitore di due padroni 

di Carlo Goldoni

regia Giorgio Strehler

messa in scena Ferruccio Soleri, con la collaborazione di Stefano De Luca

scene Ezio Frigerio

costumi Franca Squarciapino

luci Gerardo Modica

musiche Fiorenzo Carpi

movimenti mimici Marise Flach

maschere Amleto e Donato Sartori

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

 

Personaggi ed Interpreti

Arlecchino, servitore di Beatrice e di Florindo – Enrico Bonavera

Pantalone – Giorgio Bongiovanni

Clarice, figlia di Pantalone – Annamaria Rossano

Dottor Lombardi – Tommaso Minniti

Silvio, figlio del Dottor Lombardi – Stefano Onofri

Beatrice, sotto le mentite spoglie di Federigo Rasponi – Pia Lanciotti

Florindo Aretusi, amante di Beatrice – Sergio Leone

Brighella – Stefano Guizzi

Smeraldina – Alessandra Gigli

Suggeritore – Davide Gasparro

Camerieri – Ugo Fiore, Lucia Marinsalta

Facchino – Fabrizio Martorelli

Suonatori – Gianni Bobbio, Leonardo Cipriani, Matteo Fagiani, Francesco Mazzoleni, Celio Regoli

 

 

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