Mistero: qualcuno o qualcosa [Elisa Turella]

Giovane, ironico, che ti fa riflettere. Questo è il nuovo approccio al teatro proposto dalla compagnia dei Filodrammatici, alla prima nazionale di: Martiri di Marius Von Maynburg, regia di Bruno Fornasari, dal 22 maggio al 03 giugno al Teatro dei Filodrammatici di Milano. Uno spettacolo per tutti, in cui una crisi adolescenziale diventa metafora del mondo che ci circonda.

La storia racconta una realtà quotidiana all’interno di una scuola superiore, invasa da un ideologia estremista: quella di Benjamin. Un giovane studente che, in cerca di una soluzione per affrontare i cambiamenti della sua età, cerca risposte nella Bibbia interpretandola come meglio crede.

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Lo spettacolo possiede un tono sarcastico e leggero, intervallato da momenti di confronto religioso tra i diversi personaggi, decisi nel difendere le proprie idee. Un confronto che indirettamente coinvolge anche il pubblico, facendolo ragionare sul proprio modo di rapportarsi con gli altri nella loro quotidianità.

Mentre la storia prosegue, i momenti di riflessione iniziano a prevalere su quelli ironici, facendo finire tutto senza troppe spiegazioni. Dal inizio alla fine, la situazione si ribalta. Lo spettatore inerme assiste ad un ingiustizia, come se si volesse suggerire al pubblico quanto ogni cosa possa essere fraintesa, se osservata dal punto di vista sbagliato.

La presenza del pubblico è necessaria. Il rapporto attore – spettatore come l’andamento dello spettacolo, si evolve, facendo sentire il pubblico sempre più dentro la storia e interagendo con loro in diversi momenti. Lo spazio in cui si muovono gli attori infatti, rispecchia anche esso questa scelta: partendo dal muoversi principalmente sul palcoscenico, conquistano sempre di più il teatro, arrivando a recitare tra il pubblico.

La scenografia si compone di un telo sullo sfondo e pochi altri elementi, che vengono portati in scena solo al fine della rappresentazione, lasciando lo spazio libero. Le ambientazioni variano grazie ai numerosi cambi luce, permettendo allo spettatore di identificare il luogo in cui si svolge la scena senza troppo sforzo.

Viene sfruttato in modo ingegnoso la chiusura a scorrimento posta prima del boccascena, che in alcuni momenti estranea gli attori dal palco, permettendo loro di sfruttare al meglio la platea.

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I giovani attori che cavalcano il palco del Teatro dei Filodrammatici riescono a portare un tono di freschezza e di attualità alla parola ‘teatro’ (troppe volte percepito come qualcosa di vecchio), attraverso musiche, dialoghi e un immagine abituale nella quale il pubblico si identifica.

Uno spettacolo adatto a diverse fasce di età, che ritroviamo in platea tutte positivamente colpite.

Da consigliare anche a chi non si è mai voluto addentrare nel mondo del teatro. Bisognerà solo fargli varcare la soglia.

Elisa Turella 

 

MARTIRI

testo di Marius Von Mayenburg

traduzione di Umberto Gandini

regia Bruno Fornasari

con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Eugenio Fea, Ilaria Longo, Simone Previdi, Alessandro Savarese, Valentina Sichetti, Daniele Vagnozzi

costumi e oggetti di scena Federica Pellati

luci Fabrizio Visconti

movimenti coreografici Marta Belloni

direzione tecnica Silvia Lureti

équipe tecnica Cristiano Crameotti, Maria Virzì

assistente alla regia Chiara Serangeli con Laura Herder (stage)

produzione Teatro dei Filodrammatici con sostegno Accademia dei filodrammatici

PRIMA NAZIONALE

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