Una passeggiata danzante [Martina Caccianiga]

 

Interessante esperimento di danza improvvisata, svoltosi nella grande area verde del Parco Sempione, questa la proposta della Compagnia Ariella Vidach – AiEP, in occasione della prima edizione FOG Triennale Milano Performing Arts, festival dedicato alle arti performative contemporanee.

Una compagnia di sette danzatori che si è cimentata in una performance itinerante, trasformando di fatto il polmone verde di Milano in un magnifico palco naturale.
Il percorso a tappe, che si è sviluppato a partire dalla Triennale per concludersi poi nella zona antistante il Castello, era ben definito da una mappa cartacea che veniva consegnata ad inizio spettacolo, sulla quale erano segnati i momenti principali della rappresentazione.

Una narrazione libera, senza una storia ma con richiami evidenti sia alla danza contemporanea che alle arti marziali. Rappresentata anche una marcia di gruppo, con  repentini cambi di direzione, talvolta verso il pubblico che doveva quindi farsi da parte se non voleva rimanere coinvolto (lo sanno bene alcuni passanti che, trovandosi intrappolati nella coreografia, sono entrati involontariamente nell’azione scenica). A questo proposito si deve registrare come la reazione delle persone non sia stata univoca: chi si fermava incuriosito ad osservare, per poi aggregarsi al gruppo, chi invece appariva infastidito non comprendendo cosa stava accadendo.

I ballerini, nei loro semplici abiti bianchi avanzavano talvolta compatti e talvolta in ordine sparso, confondendosi con i frequentatori del parco. La visuale risultava quindi allargata e variabile, in funzione della postazione casuale e mai statica degli spettatori.

 

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Caratteristica di eventi di questo tipo è proprio la libertà d’azione che accomuna attori e spettatori, dove questi ultimi possono decidere se e come interagire, anche attraverso un semplice contatto visivo.

I performer invadevano letteralmente gli spazi occupati dai milanesi che si stavano godendo un pomeriggio soleggiato di primavera. Questo inusuale rapporto danzatori-spettatori occasionali è risultato sicuramente stimolante per chi ha saputo accoglierlo con curiosità.

Potente ed evocativo il momento in cui i danzatori si sono disposti all’interno di un cerchio naturale, costituito da cinque imponenti alberi e con il pubblico tutt’intorno. Un luogo che sembrava rimandare allo spazio sacro circolare del mondo antico. I  movimenti da minimi si sono fatti via via sempre più articolati, relazionandosi con la natura circostante. L’impressione era che i corpi stessero dialogando con gli alberi, i cui tronchi offrivano loro sostegno. La natura in questo modo risultava avere un ruolo determinante, attivo; una natura spett-attrice, allo stesso tempo scenario, testimone e co-protagonista dell’esibizione.

 

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Procedendo attraverso le varie tappe del percorso, il gruppo itinerante aumentava sempre più, coinvolto da un’energia trascinante che univa  persone tra loro sconosciute ma accomunate dall’esperienza in corso.

Assente la musica, di solito invece grande protagonista accanto alla danza. Qui i performer si muovevano sulle note di un soundtrack naturale,  costituito dalle risa dei bambini, dal fruscio delle foglie, dai mormorii e da tutti quei suoni che appartengono alla realtà quotidiana. Si può parlare quindi di una musica estemporanea, naturale, che ha un suo fascino. Tuttavia, la mancanza dell’accompagnamento musicale non sempre ha potuto valorizzare le coreografie, sottolineandone i momenti salienti, come invece accade a teatro. A tratti la musica si è fatta rimpiangere per la sua capacità suggestiva e di coinvolgimento emotivo.

 

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Come già osservato, si è trattato di un esempio di quella danza sperimentale che mira a cercare spettatori al di fuori degli spazi tradizionali e il cui successo dipende anche dalla partecipazione attiva del pubblico. I milanesi nel suo insieme sembrano avere apprezzato l’iniziativa e chissà… magari anche qualche spettatore infastidito, ripensandoci, sorriderà dell’esperienza vissuta…

 

Martina Caccianiga

 

 

Improvvisazioni itineranti nel parco
( 21 Aprile 2018, ore 18:00, Parco Sempione di Milano)

Ariella Vidach – AiEP
DidStudio

 

Regia di Ariella Vidach e Claudio Prati

Coreografia Ariella Vidach

con Marina Bertoni, Greta Cisternino, Gloria Dorliguzzo, Edoardo Mozzanega, Barbara Novati, Manolo Perazzi, Edoardo Sorrenti 

Teatro dell’Arte
FOG Triennale Milano Performing Arts

 

 

 

 

 

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