Il suono delle nostre azioni [Paolo Vanoli]

“Un dispositivo di ricerca e incontro pubblico su forza | violenza | conflitto | autodifesa | sessualità attraverso immagini icone e immaginari culturali incarnati da donne e/o identità queercombattenti.
Una costellazione di figur(in)e per corpi politici con le armi in pugno.”

GangGongGirls chiama un ordigno esplosivo\espositivo, una macchina sonora, tra musica e spari.
Una conferenza-spettacolo nata dalle ricerche di Motus – compagnia attiva da quasi trent’anni e impegnata nella fusione scenica tra arte e impegno civile – intorno al viaggio lungo 15 anni partito da “Splendid’s” nel 2002, tratto dalla pieces di Jean Genet, approdato al re-enactment di sole donne “RAFFICHE – RAFALES | MACHINE (CUNT) FIRE” nel 2016 e al progetto “ÜBER RAFFICHE (nude expanded version)” nel 2017. 

Quattro donne tengono le fila di un discorso, o piuttosto di un percorso, guidando il pubblico in un attraversamento di immagini in momenti storici che ci riportano al vero momento dell’azione possibile: ora.
Un viaggio tra figure passate alla storia tra guerre e conquiste. 
Sul fondo la proiezione delle mani che sul tavolo della conferenza muovono le figurine.
Figurine da collezionare e scambiare con le spettatrici e gli spettatori, numerate e numerose, vengono fisicamente distribuite all’ingresso in sala.

Ci immergiamo nell’analisi di immagini  di donne combattenti nei momenti rivoluzionari, dalla rivoluzione Francese alla seconda guerra mondiale delle partigiane, dalla guerra d’indipendenza americana alla rivoluzione messicana fino alla resistenza in Rojava.
Dalle donne travestite da uomo per combattere e partecipare alla guerra, alle figure di donne consapevolmente strumentalizzate alla posizione di ribelle o combattente armata. 

Nº 7-8 Partigiane italiane durante la seconda guerra mondiale

Il discorso avvicina la posizione politica, l’azione, allontanando e combattendo invece la mitologia maschilista erotizzata ed estetizzante, mettendola in dubbio, rivolgendo le domande al pubblico. 
Le immagini che ci circondano passano per le icone porno-strumentali, fino al ribaltamento dei canoni, fino al rovesciamento degli stereotipi.
Una raccolta di fotografie di donne con armi da fuoco che non hanno combattuto una sola guerra, ma tante, e continueranno/continueremo a combattere.

La parola d’ordine è ripensare, mettere in crisi. 

Ritroviamo le locandine della Blaxploitation a fianco delle rivoluzionarie del Black Panther Party for Self-Defence. Pam Grier al fianco di Kathleen Cleaver.  Riconosciamo e pensiamo alle protagoniste di B-o Z-Movies cult (Planet Terror di Robert Rodriguez; Death Proof di Quentin Tarantino; Faster, Pussycat! Kill! Kill! Di Russ Meyer) o icone pop di media franchise (come il manga Ghost in the Shell); e ancora artiste come Marina Abramović, o Yolandi Visser del gruppo Die Antwoord. 
La figurina numero 25 è Divine, protagonista di Pink Flamingos di John Waters, riconosciuto primo film Queer.

Corpi attraverso concetti plurimi, violenza, forza e vulnerabilità, corpo bionico, protesi-dildo.

Unica figurina volutamente omessa, figurina fantasma, la descrizione del corpo senza vita di Margherita “Mara” Cagol, disteso sui prati alla Cascina Spiotta, dopo numerosi colpi d’arma da fuoco nel violento scontro con i carabinieri nel 1975. 

Assistendo alla conferenza, carica e sentita, il pensiero si attiva e la partecipazione si fa collettiva, in un comune ascolto, in un unico sguardo.
Il ritmo diventa ferrato, passo dopo passo, e scandito da una attenta playlist musicale. Si articola una grammatica transfemminista, specchio dell’attualità e di movimenti che ricercano autodeterminazione e costruiscono una società libera dal sessismo e dalla violenza.
Parole, nomi, musica e prove di tiro a pallini con lattine e piccoli bersagli.

Nº 24 Motoko Kusanagi, la protagonista del manga Ghost in the Shell

Tra i passaggi che non passano in osservato: sul palco la polaroid di una donna con mitra in braccio, tra il pubblico la polaroid di un uomocon il mitra in braccio.

Agli spettatori l’ultima sentenza: se una donna con la pistola incontra un uomo con la pistola chi dei due avrà paura?

GangGongGirls | iconografie e immaginari di corpi sessuati con le armi in pugno 

Progetto nato a cura di Ilenia Caleo, Beatrice Busi, Maddalena Fragnito, Daniela Nicolò, Enrico Casagrande, Silvia Calderoni

con Ilenia Caleo, Beatrice Busi, Maddalena Fragnito e Silvia Calderoni

produzione Motus, Santarcangelo Festival in collaborazione con Ateliersi, Macao, CRAAZi

Ulteriori informazioni:

GangGongGirls – Sito ufficiale Motus

ÜBER RAFFICHE – Intervista a Enrico Casagrande e Daniela Nicolò

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