Carlos Amorales L’ora dannata [Valeria Dalla Pozza]

La mostra, inaugurata per la Milano Art Week 2019, è dell’artista messicano Carlos Amorales, con anche la partecipazione e cura di Gabi Scardi.
Si può visitare gratuitamente dal 2 aprile all’8 luglio 2019 presso la Fondazione Pini.

Carlos Amorales – spiegano gli organizzatori della mostra – si interessa al linguaggio, alle immagini e alle loro varianti e, più in generale, ai sistemi della comunicazione, al loro costante rinnovamento, alle loro potenzialità e alle loro insidie; ai meccanismi che consentono ad alcune narrazioni di emergere, a scapito di altre; e, per estensione, alla questione delle rappresentazioni dominanti, della manipolazione della comunicazione e del pensiero stesso. Nella sua pratica confluiscono arte visiva, musica, animazione e poesia, tutte coniugate, con grande rigore formale, nel nome di una consapevolezza rispetto al presente e alle sue tensioni.

L’esposizione si articola in diverse stanze, le quali sono caratterizzate dalla presenza, già a partire dallo scalone d’ingresso, di 15mila farfalle nere che avvolgono mobili, pareti e oggetti.
Il progetto comprende, tra l’altro, un video di animazione, un’installazione di grandi dimensioni che rappresenta la violenza dell’uomo sull’uomo, e una serie di ocarine.
Infine, alcune figure appaiono alle pareti della Fondazione come se le avessero attraversate, sono sagome umane.
In mostra anche i fogli dello story board in cui prendono forma per la prima volta i personaggi e le vicende raccontate nel video.

Con questa mostra Amorales – spiegano sempre i curatori – fa riferimento al proprio paese, il Messico; ma nello stesso tempo ci parla di discrepanze e tensioni estremamente attuali in tutto il mondo, e della necessità di identificare l’origine dei nostri fantasmi, di riconoscerne la portata, la matrice, la valenza ideologica.

La mostra non è semplice, pur essendo articolata in poche stanze ed essendoci pochi elementi esposti, la comprensione non è immediata o facilitata. Non ci sono brochure che spiegano il percorso o ciò che vedi, come neanche didascalie sotto le opere.
Per capirci qualcosa è essenziale dare un’occhiata al sito della fondazione così da appurare il significato di ciò che si è visto.
Nonostante questo, la mostra merita già solo per lo sciame di farfalle che invade il luogo, uno spettacolo estremante suggestivo e scenografico.

Carlos Amorales L’artista vive e lavora a Città del Messico. Ha studiato ad Amsterdam presso la Gerrit Rietveld Academie (1996-97) e ha proseguito gli studi alla Rijksakademie van beeldende kunsten (1992-95). Ha partecipato a residenze artistiche presso l’Atelier Calder di Saché (2012) e MAC / VAL, Vitry-sur-Seine in Francia (2011), e ha preso parte al programma Smithsonian Artist Research Fellowship a Washington, DC (2010). Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre individuali e collettive. Carlos Amorales ha rappresentato il Messico alla 57a Biennale di Venezia con il progetto Life in the Folds (2017).

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