Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni [Giulia Palladini]

A cura di Giulia Palladini

Uno spettacolo ideato dal duo Bruni-Frongia per attore, fantocci, figure animate e musica. Il palcoscenico si trasforma in una scatola magica dove la magia mescola le carte e confonde completamente finzione e realtà. Durante tutta la rappresentazione il pubblico è trasportato sull’isola in una dimensione di sogno. Una messinscena visionaria che fa vivere una compagnia di marionette scheletriche e mostruose, create da Giovanni De Francesco, come fossero gli spettri della mente di Prospero. Come questi muove i fili dei suoi amici e rivali, Bruni maneggia a vista le marionette con notevole abilità, aiutato da due “servi dell’isola”, caratterizzandole con un abilissimo uso di voci differenti.

La trama dell’opera Shakespeariana viene raccontata con precisione e amorevole attenzione. Bruni parla con i suoi pupazzi, dà loro vita, li fa esprimere ciascuno secondo il proprio temperamento e la propria natura.

Bruni è l’attore che interpreta tutti i personaggi, è il protagonista Prospero che gioca con i propri spiriti o spettri, è il drammaturgo shakespeariano che crea la propria storia in un abito lungo e scuro con cappello a cilindro. D’altra parte, sulla prua della nave-carro che trasporta Prospero sull’isola, svetta il libro magico da cui attinge i propri incantesimi, che leggiamo titolarsi “La tempesta”, scelta che pare mescolare fin da subito il personaggio all’autore, il teatro alla vita, la realtà all’illusione. La scelta di un solo attore accentua il taglio dato allo spettacolo, sottolineando la tematica del sogno e dell’illusione, nonché quella del teatro. La magia della rappresentazione è all’ennesima potenza: un attore che interpreta un personaggio che, a sua volta, ci racconta una storia. D’altra parte, sul finale, la dimensione “allucinatoria” non può che far nascere il sospetto che tutto quanto sia accaduto solamente nella mente di Prospero e che la realtà altro non è che una nostra proiezione.

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