Tu che non sai e splendi di tanta poesia [Tea Pavia]

Riccardo Pippa e la compagnia milanese Teatro dei Gordi mettono in scena “Visite”: uno spettacolo che coglie nel quotidiano una porzione di eternità. 

Usare parole per rievocare il silenzio di “Visite” crea un forte attrito rispetto a ciò che compare sulla scena. Probabilmente si tratta dello stesso contrasto che emerge dall’estrema incapacità di saper rendere, davvero bene solo a parole, la singolarità del gesto quotidiano. 

Una stanza da letto alla quale lo spettatore accede, senza infrangere la consueta intimità del luogo, un gruppo di amici che si muovono freneticamente sulla scena, un susseguirsi di gesti e di circostanze che si sposano perfettamente alle musiche, creando una sorta di danza: “la danza del vivere comune” fatta di intrecci tra persone, di cose da fare, di vestiti da mettersi e vestiti da togliersi, di amori che iniziano e finiscono di cui i luoghi sono uno sfondo carico di sentimenti.

Un’abat-jour che si accende e si spegne e s’interrompe la frenesia delle musiche giovanili, cambia lo stile, cambiano i vestiti e cambiano i volti, diventano maschere.

Le scene di vita ed energia lasciano il passo alla vecchiaia. Lo spazio si dilata, il letto matrimoniale, la culla d’amore, sparisce e ci troviamo in un altro spazio intimo: la stanza di una casa di riposo per anziani. Le maschere costruite da Ilaria Ariemme danno voce al silenzio dei personaggi. Adesso ci troviamo davanti ad una solitudine, padrona della scena, interrotta a tratti dalle cure di un’infermiere e dalle stravagante di altri anziani signori.

I vesti di Cesare Pavese, “Lavorare stanca” letti dall’infermiere alla donna rimasta sola, e non a caso, perché il mestiere più faticoso è proprio quello della vita.

Soltanto il ricordo tiene incollate le due parti dello spettacolo: una foto poggiata accanto al letto, un’amica che passa a trovare un’altra amica. I gesti si rallentano, la musica si rallenta, e lo spazio non sembra più affollato e caotico. Tra giovinezza e vecchiaia, tra vita e morte. 

L’ennesimo tentativo di mettere in scena il mistero del vivere si è consumato stavolta senza troppe parole.

Ideazione e regia Riccardo Pippa

Drammaturgia Giulia Tollis

Di e con Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Maria Vittoria Scarlattei, Matteo Vitanza

Produzione Teatro Franco Parenti / Teatro dei Gordi

Dal 6 al 27 giugno 2019 al Teatro Franco Parenti

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