Cercare la Gioia [Alessandro Patrini]

Regia di Pippo Delbono

4-9 giugno 2019

Piccolo Teatro Strehler Milano

Come comunicare la Gioia?

Come rappresentarla su un palcoscenico?

Come condividerla con un pubblico diverso ogni sera?

Pippo Delbono e l’omonima compagnia teatrale creano uno spettacolo che è un perscorso, ogni sera mutevole, che scorre in rassegna una serie di stati d’animo ed emozioni, negative e positive, che conducono a una Gioia.

Lo spettatore viene guidato in un susseguirsi di sentimenti estremi e contrastanti tra loro: angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, pazzia. Si propone come chiave una “non resistenza al male” che invita ad accogliere il dolore come entità naturale che può condurre ad una riconciliazione con se stessi ed il mondo, così da arrivare all’esplosione di questa Gioia.

La messinscena è una ricerca di questo stato d’animo, una serie di quadri in successione strutturati su brevi monologhi a volte slegati tra loro e situazioni scenografiche dove la luce diventa l’elemento principale della scena accompagnata da panchine, vestiti sparsi che ricreano il mare affiancati dalle parole di Erri De Luca, barchette di carta che invadono la scena e un’esplosione finale con le composizioni floreali di Thierry Boutemy, dove il palco viene invaso da foglie e colonne di fiori calano dalla graticcia creando una sorta di gabbia.

Limmagine della gabbia appare in una delle prime scene dove il regista, seduto all’interno di un cerchio di tubi in metallo che cala dall’alto, recita un monologo sulla tristezza e la depressione; ritroviamo la stessa immagine di prigionia anche nella gabbia di fiori che questa volta è parte di qualcosa di positivo ma legato alla prima apparizione di questa forma sottolineando così questa trasformazione del dolore e il percorsoche viene compiuto durante la messinscena.

Rimane d’impatto una delle scene iniziali in cui appare, accompagnata da un valzer, una sfilata di personaggi che compongono la pazzia del protagonista, con luci stroboscopiche il pubblico viene colpito da queste figure e dai loro movimenti dove l’insieme si avvicina ad un atmosfera horror per poi, nello sviluppo dello spettacolo, lentamente risalire fino ad un ambiente d’ispirazione circense dove tutto è un gioco e divertimento con colori e storie semplici.

La scena floreale finale è anticipata dal “compleanno” di Bobo, sordomuto e componente della compagnia che è venuto a mancare nel febbraio 2019, secondo il regista Bobo “non possedeva tempo” poteva dunque festeggiare il suo compleanno sempre, ogni giorno e così, ogni sera, la compagnia inscena il compleanno di questo amico, per il regista diventa “colui che possedeva il senso profondo e il segreto del teatro”, la sua voce registrata si trasforma nel teatro stesso diventando parte integrante dello spettacolo e in un ricordo molto personale dell’uomo.

Ne risulta così ,per il pubblico, uno spettacolo profondo e divertente in grado di toccare sentimenti e situazioni personali in modo delicato, capace di emozionare veramente con storie semplici e, a volte, malinconiche che alla fine aiutano ad arrivare a questa Gioia che diventa una vera riconciliazione con il dolore e la vita. La messinscena si trasforma in un rito dove lo spettatore, guidato o accompagnato dagli attori, compie questo percorso in una condivisione sincera di emozioni.

Alessandro Patrini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...