Appiccicati – un musical diverso

“Appiccicati, un musical diverso”, racchiude in sé qualcosa di nuovo. In quante situazioni strane ci si può imbattere nella vita?  Ma questa situazione in cui si ritrovano i due protagonisti è proprio da sfigati: rimanere incastrati mentre si sta facendo sesso in un bagno della discoteca con un estraneo. Così lo spettacolo nasce e si snoda da questo particolare incontro e sull’attesa dei due appiccicati al pronto soccorso per essere separati. Ma il medico quando arriva? Arriverà mai? O è già arrivato? Ma l’infermiera di turno non sembra aiutarli per niente.

Riusciranno i nostri eroi ad essere separati?

I due protagonisti si trovano a passare del tempo insieme ma non sanno quanto, visto che l’orologio segna sempre le 2: inizialmente si danno la colpa l’un l’altra, litigano, poi cominciano a conoscersi, affrontano la fame improvvisa, l’arrivo delle loro madri (personificate dall’infermiera)… Si destreggiano in diverse posizioni alternando scene musicali a non.

In scena ci saranno sempre i quattro attori: i due protagonisti coperti con un lenzuolo su un lettino, l’infermiera che entrerà e uscirà e il dottore che, però, per tutta la durata dello spettacolo suonerà il pianoforte. La scenografia, che è molto semplice per un piccolo budget, concentra maggiormente l’attenzione sulla composizione musicale e sul testo.

“Appiccicati” nasce come spettacolo d’intrattenimento che vuole far ridere di questa situazione assurda, raccontando l’avvenimento in maniera ironica e divertente, un musical in cui il gioco, il divertimento e le risate sono protagonisti, distraendo il pubblico dalla vita quotidiana.

Questo è un “musical diverso”: il canto si fonde con la recita e il gioco meta-teatrale cioè il teatro nel teatro. L’infermiera presenta al pubblico quello che andrà a vedere e ogni tanto ci saranno delle sue gag comiche, per esempio quando entrerà con il monopattino in scena o quando alla fine sarà lei stessa a lamentarsi che ‘questo spettacolo di merda manco lo voleva fare’. In tal modo continua questo gioco di assurdità in cui lo spettatore è inserito, ma emerge anche una velata ‘denuncia’ del mondo economico e commerciale del teatro (come il monopattino che l’infermiera deve sponsorizzare).

Qui non c’è più la distinzione classica dei due generi teatrali, prosa e musical, è uno spettacolo che non può essere etichettato come sempre viene fatto, così come l’attore è un interprete 360 gradi. Si alternano momenti cantati a momenti recitati e comici, in un’unione tutta nuova, fluida, mai forzata e senza troppi fronzoli.

Il tutto crea un insieme perfetto: uno spettacolo efficace, divertente e piacevole da vedere.

Il testo di questo musical è un testo di drammaturgia contemporanea che nasce in Spagna e viene riprodotto in Italia grazie all’Accademia dei Filodrammatici sotto la regia di Bruno Fornasari.

Essendo un testo contemporaneo, viene descritta una situazione che può realmente accadere ai giorni nostri ed è per così dire una storia più vicina al pubblico, in modo da riuscire a parlare direttamente allo spettatore e farsi comprendere anche da chi non è del campo teatrale (scopo dell’Accademia dei filodrammatici).

Infatti l’autore del testo, Ferran Gonzàlez, si ispira ad un articolo su un quotidiano riguardante due persone che rimangono appiccicate durante un rapporto sessuale. Un tema attuale al tempo del social “Tinder”, app per gli incontri occasionali, dove l’incontro sessuale diventa a-sentimentale e in cui il sesso viene consumato rapidamente quasi fosse solo una cosa usa e getta.

Quindi alla fine di tutto questo musical ci può lasciare anche una riflessione, denunciando le problematiche dell’amore e la superficialità del rapporto sessuale.

Ma da questa situazione assurda, in cui i due protagonisti sono costretti a rimanere ‘appiccicati’, nascerà qualcosa di buono?

Veronica Ceccon

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