Purgatorio

Imparare da capo

a cura di Ambra Accorsi, Federica Famà, Flavia Ruggeri

Matera, 17 maggio 2019 – 2 giugno 2019

Ravenna, 25 giugno 2019 – 14 luglio 2019

Purgatorio 2019 – Ravenna
Fotografia di Silvia Lelli

Ermanna Montanari e Marco Martinelli ci accompagnano verso la scalata al monte del Purgatorio dantesco, dopo la discesa all’Inferno che ha sancito l’inizio di un percorso in tre tappe che vedrà la sua conclusione con la rappresentazione di Paradiso nel 2021.

A metà tra la sacra rappresentazione medioevale -un percorso itinerante attraverso luoghi deputati- e il teatro di massa di Majakovskij, il Purgatorio ci riporta sui banchi di scuola.

«Il Purgatorio è la cantica del ricominciare. Si può ricominciare? Dopo un fallimento, una sconfitta, una delusione? Ce la facciamo, a cavarci dalla bocca quell’amaro che sa di morte, a ritrovare il gusto della vita? Si può ancora sorridere, dopo che l’angoscia ci ha serrato il cuore con le sue tenaglie, fin quasi ad arrestarlo? Si può uscire da quell’inferno che è diventata l’esistenza? Certo che si può. È come ritornare sui banchi di scuola, in prima elementare, e apprendere una lingua nuova […]»

Ermanna Montanari, Marco Martinelli

Studiare, capire, re-imparare diventano strumenti necessari per rieducare noi stessi e per ricominciare, così come accade alle figure che lo spettatore incontra durante il percorso. Il loro destino viene capovolto all’ultimo da un processo di messa a nudo e redenzione.

Gli spettatori vengono accompagnati da Ermanna e Marco come accade a Dante con Virgilio in un percorso suggestivo, che ha visto coinvolto il Convento delle Monacelle a Matera e la tomba di Dante e gli spazi esterni del teatro Rasi a Ravenna.

Dante è il pubblico, è colui disposto all’ascolto, è ciascuno di noi ed è coinvolto in prima persona durante il cammino verso il paradiso terreste. Le anime del Purgatorio sono i cittadini, coinvolti tramite una chiamata pubblica che li ha iniziati ad un percorso laboratoriale e performativo.

«Come per Inferno, anche quest’anno faremo della Divina Commedia un’azione corale politica: politica perché chiama a raccolta tutta la polis, politica perché capace di critica radicale allo stato delle cose, politica perché l’Italia è “serva” oggi come lo era sette secoli fa.»

Ermanna Montanari, Marco Martinelli

La lettura della prima cantica e l’incontro con Catone avviano il percorso che porterà all’incontro e all’ascolto delle anime del Purgatorio.

Così le donne del coro delle Pie de’ Tolomei sussurrano le loro storie di violenza celate da veli che le avvicinano ai dipinti e alle cromie della chiesetta di via Riscatto a Matera. Nello stesso luogo Manfredi (Roberto Magnani) racconta la sua storia di redenzione trasformandosi in immagine iconica. Sporgendosi da una finestra Bonconte da Montefeltro (Alessandro Miele – Massimiliano Rassu) si pente invocando il nome di Maria. La figura di Joseph Beuys (Nadia Casamassima – Frank Hentschker – Matteo Gatta) si moltiplica dando vita ad un coro che tra i banchi di scuola tiene una lezione sulla superbia. Sapia (Laura Redaelli) con un filo di voce e una corona di spine a coprirle gli occhi mette in guardia sulle conseguenze dell’invidia. Di nuovo tra i banchi di scuola i versi di Majakovskij, Whitman, Donne e altri poeti vengono declamati, ripetuti, mimati dal coro dei vermi e delle farfalle. La rabbia degli iracondi guidati da Marco Lombardo (Alessandro Renda) cresce come un brusio che diventa insopportabile e impossibile da ignorare, la gigantografia dell’Italia rovesciata colpisce con la stessa potenza dei versi recitati. Gli accidiosi corrono veloci per riscattarsi arrivando all’orto, nel giardino del teatro Rasi a Ravenna, in cui Ugo Capeto (Salvatore Tringali – Luigi Dadina) e Papa Adriano V (Alessandro Argnani) lavorano la terra, poveri in seguito ad una vita di ricchezze. Le fiaccole dei lussuriosi illuminano il cammino verso il paradiso terrestre dove Matelda riflette gli ideali di Greta Thunberg rimproverando lo spettatore ed esortandolo ad una presa di coscienza: il nostro futuro va salvato e coltivato.

«Puro e disposto a salire alle stelle». Con questa benedizione, atto finale potente, Dante trova salvezza e possibilità di redenzione nell’attesa di varcare le porte del paradiso.

Purgatorio 2019 – Matera
Fotografia di Marco Caselli Nirmal

Purgatorio 2019 – Ravenna
Fotografia di Silvia Lelli

In scena: Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda a Matera con Nadia Casamassima, Alessandra Crocco, Alessandro Miele, Salvatore Tringali a Ravenna con Luigi Dadina, Matteo Gatta, Frank Hentschker, Mirella Mastronardi, Marco Montanari, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu e i cittadini della Chiamata Pubblica

Musiche: Luigi Ceccarelli in collaborazione con Giacomo Piermatti e Vincenzo Core. Allievi della scuola di Musica Elettronica e di Percussione del Conservatorio Statale di Musica “Ottorino Respighi di Latina e con la partecipazione di Simone Marzocchi.

Spazio scenico e costumi: allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano-Scuola di Scenografia e Costume coordinati da Edoardo Sanchi e Paola Giorgi in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera-Milano.

Regia del suono: Marco Olivieri

Disegno luci: Fabio Sajiz

Direzione tecnica: Enrico Isola e Fagio

coproduzione Fondazione Matera-Basilicata 2019 e Ravenna Festival/Teatro Alighieri in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro

 

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