Progettare un dispositivo per lo spettacolo dal vivo nella Fase 2

Un’idea per i post su Aula41
Letteratura e filosofia del teatro a.a. 2019/2020

A partire da uno dei testi in lettura, immaginare un dispositivo in grado di ridurre al massimo i rischi determinati dal coronavirus per gli interpreti e per il pubblico.

I testi in lettura

L’elenco al punto 3. del post Le modalità d’esame

Il dispositivo

Per comprendere quello che sta accadendo in teatro, e anche quello che sta accadendo in teatro di fronte all’evoluzione della mediasfera, può essere utile ricorrere alla nozione di “dispositivo”, così come è stata teorizzata da Foucault e illustrata da Gilles Deleuze nella sua ultima apparizione pubblica, nel 1988:

I dispositivi sono in effetti come le macchine di Raymond Roussel, così come Foucault le analizza, sono cioè macchine per far vedere e far parlare. La visibilità non rinvia a una luce generale che illumini oggetti preesistenti, ma è fatta di linee di luce che formano figure variabili, inseparabili da questo o quel dispositivo. Ogni dispositivo ha il suo regime di luce, la maniera in cui essa cade, si smorza e si diffonde, distribuendo il visibile e l’invisibile, facendo nascere o scomparire l’oggetto che non esiste senza di essa. Ciò non vale soltanto per la pittura, ma anche per l’architettura: come nel caso del “dispositivo prigione”, macchina ottica per vedere senza essere visti.
(Gilles Deleuze, Che cos’è un dispositivo?, Cronopio, Napoli, 2007, pp. 13-14)

E’ importante notare che i dispositivi, così concepiti, hanno una relazione (e un forte impatto) sulla nostra soggettività; e che sono soggetti a un’evoluzione (determinata oggi anche dall’emergere di nuove tecnologie) che ha l’effetto di plasmare la nostra soggettività e la nostra socialità, perché determinano ciò che possiamo dire e vedere, e ciò che non possiamo dire e vedere.

Noi apparteniamo a dei dispositivi e agiamo in essi. La novità di un dispositivo rispetto a quelli precedenti, la chiamiamo la sua attualità, la nostra attualità. Il nuovo è l’attuale. L’attuale non è ciò che siamo, ma piuttosto ciò che diventiamo, ciò che stiamo divenendo, cioè l’Altro, il nostro divenir-altro. In ogni dispositivo, bisogna distinguere ciò che siamo (ciò che non siamo già più) e ciò che stiamo divenendo: ciò che appartiene alla storia e ciò che appartiene all’attuale.
(Ivi, p. 27)

Il dispositivo più noto è quello del teatro all’italiana, che privilegia vista e udito e prevede una rigida separazione tra scena e platea. Ma sono possibili molte altre forme di interazione tra attori e pubblico. Dopo le pionieristiche esperienze degli happening negli anni Sessanta, nell’ottica del teatro 2.0, oggi al tradizionale dispositivo teatrale si stanno affiancando nuove modalità e potenzialità, che portano a gradi diversi di attivazione, coinvolgimento e partecipazione dello spettatore.

Il link: Dispositivo su ateatro

Valutare il rischio

Le proposte dell’AGIS

L’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) ha presentato il 30 aprile 2020 “Lo spettacolo in Italia nella fase 2 – Proposte per la ripartenza delle attività e per la riapertura al pubblico”, un documento “quadro” contenente una serie di proposte per affrontare la ripartenza di tutte le attività dello spettacolo, caratterizzato da cronoprogrammi e sempre attento al rispetto delle misure di sicurezza. Questi i punti principali del documento:

1) Cronoprogramma ripresa delle attività di spettacolo, ossia la richiesta di un calendario di ripresa delle attività di spettacolo dal vivo e delle proiezioni cinematografiche, differenziato per tipologia architettonica (spazi aperti o edifici chiusi). Tale calendario – scrive l’AGIS – andrà rivalutato mese per mese, prevedendo una revisione periodica, che allenti le misure adottate allineandole alla riduzione della curva epidemica e alla diminuzione del livello di rischio sanitario nella Fase 2, con l’obiettivo di ristabilire condizioni di normalità nella Fase 3.

2) Misure di sicurezza per l’attività di pubblico spettacolo: Le misure dovranno essere definite a livello nazionale, dovranno essere poche e molto chiare nell’interpretazione e nell’attuazione e senza oneri aggiuntivi non sostenibili dagli operatori del settore dello spettacolo. Non dovranno – sottolinea l’AGIS – portare ad un aggravio delle procedure amministrative inerenti i locali di pubblico spettacolo e dovranno cessare la loro validità al termine dello stato emergenziale. In merito alle misure di sicurezza per l’attività di pubblico spettacolo l’AGIS propone l’installazione di dispenser di soluzioni disinfettanti ad uso del pubblico, la predisposizione delle necessarie comunicazioni che indichino le corrette modalità di comportamento del pubblico, e l’igienizzazione periodica dei servizi igienici e delle superfici che possono essere toccate dal pubblico e dagli operatori in circostanze ordinarie. Inoltre – sottolinea il documento AGIS – si richiede un’incentivazione della vendita di biglietti telematici e previsione di misure organizzative tali da garantire il rispetto del distanziamento interpersonale nella eventuale vendita di biglietti in loco prima dello spettacolo, oltre che un sistema di prenotazione e vendita dei biglietti che garantisca una distribuzione a «scacchiera» del pubblico come già previsto dal legislatore per la fruizione di mezzi di trasporto collettivi. Opportuna – si legge – una deroga dalle misure di distanziamento per coppie e/o gruppi conviventi, sempre con la raccomandazione al pubblico dell’uso di una protezione del naso e della bocca, così come si rende necessaria la realizzazione all’esterno dei luoghi di spettacolo di corridoi di ingresso delimitati e verifica del mantenimento della distanza di sicurezza nell’eventuale coda.

3) Cronoprogramma ripresa delle attività produttive: tra le proposte, la rimozione sollecita della sospensione delle attività produttive, con adeguato anticipo rispetto al calendario di riavvio delle attività con pubblico, al fine di consentire la ripresa. Tale riavvio – si legge – consentirebbe un progressivo reimpiego delle maestranze e degli artisti, ma in ogni caso dovrebbe essere mantenuta la possibilità di fruizione degli ammortizzatori sociali per le organizzazioni che riterranno economicamente non sostenibile la ripresa delle attività con un pubblico ridotto e/o la gestione delle attività produttive con il distanziamento interpersonale.

4) Misure di sicurezza per le attività produttive: Nell’ambito delle misure di sicurezza per le attività produttive – continua il documento – si propone l’applicazione negli organismi dello spettacolo dei protocolli di sicurezza per i luoghi di lavoro per tutti i lavoratori e, ove previsto, il rispetto delle misure di tutela primaria del distanziamento sociale da parte degli artisti ai quali sarà garantita la possibilità di non utilizzare mascherine in relazione alle specificità disciplinari. Per le attività artistiche, nel caso di impossibilità del rispetto delle misure distanziamento congiuntamente all’impossibilità dell’uso di mascherine, si propone l’individuazione di una misura compensativa che preveda un piano di test e monitoraggi periodici sotto vigilanza medica, in attuazione di un protocollo da definirsi a cura di esperti sanitari.

La proposta dell’AGIS per lo spettacolo dal vivo nella fase 2.

Il link: Perfida de Perfidis, #coronavirus 16 | Allo studio una Analisi del Rischio per le diverse tipologie di spettacolo dal vivoIn esclusiva mondiale per ateatro la “Analisi del Rischio Teatrale per Attori e Utenti Democratici”.

Il pubblico

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