I teatri di Genova [Camilla Masellis – Jasmine Molinari]

Articolo curato da Camilla Mesellis e Jasmine Molinari

  • Prima del 1960: GIALLO
  • 1970-1979 : ARANCIONE
  • 1980-1989 : ROSSO
  • 1990-1999 : VERDE
  • 2000-2009 : BLU
  • 2010-…. : NERO

FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

TEATRO CARLO FELICE

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Costruito sull’area dell’antico Carlo Felice, progettato da Paolo Chessa e Carlo Scarpa, il fine era di creare un collegamento ideale tra Galleria Mazzini e piazza De Ferrari. Due sono le esigenze che gli architetti hanno voluto tenere presenti nella realizzazione del nuovo teatro Carlo Felice:

  •  ricostruirlo esattamente dov’era
  • voler dotare la nuova struttura della più avanzata tecnologia.

Del vecchio teatro opera del Barabino rimangono le colonne, il pronao, l’iscrizione latina e il terrazzo che si affaccia su via XXV Aprile al quale si accede da uno dei foyer

La torre scenica è un parallelepipedo sviluppato in altezza molto lineare, adornato soltanto da un cornicione.La platea, i foyer e i servizi per il pubblico sono contenuti in un parallelepipedo più piccolo, sul quale hanno rilievo il pronao e il portico.

Dalla piazza coperta, scendendo una scalinata, si entra in una sala capace di circa 200 posti. Fornita di un piccolo palcoscenico e indipendente dal resto del teatro, la sala ospita convegni, conferenze e incontri musicali.

L’INTERNO

Dall’ingresso del teatro un’ampia scala porta ai guardaroba e, salendo ancora, al primo foyer che ha una superficie di 660 mq ed è arricchito da affreschi e arazzi.

IL LANTERNINO

Un elemento caratteristico del nuovo Carlo Felice è la lanterna visibile nel foyer sovrastante l’ingresso; si tratta di una sorta un cono luminoso che percorre l’edificio in tutta la sua altezza e ne attraversa tutti i piani, portando la luce dal tetto alla piazza coperta.

LA TORRE

Ospita la macchina per muovere gli spettacoli. Il teatro infatti è dotato di quattro palcoscenici, un palco principale, un palco dorsale alle spalle del primo e due palchi inferiori allineati tra loro e gestiti da impianti elettronici integrati e computerizzati.

ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE

L’orchestra del Teatro Carlo Felice ha una storia che inizia nei primi del ‘900 e neppure i bombardamenti del ’43 che videro il Teatro semi distrutto, ne hanno interrotto l’attività sinfonica ed operistica. Repertorio che spazia dal primo Settecento alla Musica Contemporanea.

CORO DELLA FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE

La storia della vocalità corale a Genova nasce con l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice, avvenuta nel 1828. Nell’arco di circa 170 anni il teatro ha esercitato una funzione culturale di spicco ,proponendo molteplici aspetti della creatività musicale, tanto del repertorio nazionale quanto di quello internazionale.

ATTIVITÀ

Oltre all’attività istituzionale prevalentemente dedicata al repertorio lirico (dal barocco ai giorni nostri),  il Coro del Teatro Carlo Felice ha assunto una fisionomia eclettica dedicandosi alle forme polifoniche, al repertorio barocco e classico, interpretando le grandi composizioni sinfonico-romantiche, per arrivare alle multiformi espressioni novecentesche, acquisendo così un notevole rilievo nel panorama nazionale.

TEATRI NAZIONALI

Teatro Nazionale di Genova, noto anche col nome precedente di Teatro Stabile di Genova.È uno dei principali teatri pubblici italiani.

Dispone di quattro sale-teatro:

·        il Teatro della Corte (sede dell’Ente autonomo del Teatro Stabile di Genova)

·        il Teatro Duse

Teatro dell’Archivolto, che darà poi vita ai seguenti teatri:

·        il Teatro Modena

·        la Sala Mercato – Teatro dell’Archivolto

TEATRO DELLA CORTE

STORIA

La costruzione è stata ultimata nella primavera del 1991 su progetto dell’Architetto Piero Gambacciani, nell’ambito del nuovo complesso architettonico di Corte Lambruschini.

ATTIVITÀ

Il Teatro della Corte non è solo un luogo di spettacolo: nello stesso edificio accorpa uffici, sale prove, una biblioteca, spazi per incontri.

È la sede della direzione del Teatro Nazionale di Genova e della Scuola di Recitazione.

A partire dalla stagione 2000/2001 si è inoltre dotato di un nuovo spazio scenico, denominato Piccola Corte. Costituito da gradinate ad anfiteatro, può accogliere circa 250 persone. Viene abitualmente montato sul palcoscenico del Teatro della Corte in occasione della annuale rassegna di drammaturgia contemporanea.

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Possiede una sala da 999 posti, situata nel cuore della città culturale ed economica della città. Per volumetria impegnata (41.000 mc.), dimensione del palcoscenico (900 mq.), livelli tecnologici e insieme di strutture, si colloca tra i teatri di prosa più avanzati in Italia.

TEATRO DUSE

Il teatro Duse è un teatro italiano, con sede a Genova, intitolato all’attrice Eleonora Duse. Dal 2018 fa parte delle sale ufficiali del Teatro Nazionale di Genova

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Il Teatro è una sala teatrale di 473 posti, distribuiti tra platea e galleria.

STORIA

La storia del teatro Duse risale al periodo fra gli anni quaranta e cinquanta, quando il capoluogo ligure era alla ricerca di nuovi spazi per dare vita una ripresa artistico-culturale dopo la seconda guerra mondiale; tale ricerca di spazi vedeva in concorrenza numerose compagnie concorrenti allora operanti sul territorio.

La struttura prende il nome da una sala quasi omonima attiva nell’immediato secondo dopoguerra a piazza Tommaseo: il piccolo teatro Eleonora Duse, già sede della compagnia filodrammatica Dicea.

Come piccolo teatro, il Duse di piazza Tommaseo rimase in attività nelle stagioni tra il 1947 e il 1950 con un proprio repertorio, mentre la compagnia sperimentale che fino allora lo occupava – trasferita ad altra sede – proseguiva la propria attività sotto la guida dei maestri Giannino Galloni e Giulio Cesare Castello, fino ad assumere il nome di teatro d’arte della Città di Genova e a trasformarsi in compagnia stabile.

È la sala storica del Teatro Stabile di Genova, che l’ha inaugurato nel 1955 con lo spettacolo L’amo di Fenisa di Lope de Vega, diretto da Alessandro Fersen.

IL CARTELLONE

Il teatro Duse propone un cartellone autonomo, articolato su un numero variabile di spettacoli da stagione a stagione, ma sempre oscillante intorno alle venti/venticinque rappresentazioni annue.

TEATRO DELL’ARCHIVOLTO

Il Teatro dell’Archivolto è una compagnia teatrale con sede a Genova. Unitosi al Teatro Stabile di Genova ha dato vita ha un nuovo organismo teatrale,forte del riconoscimento di Teatro Nazionale

STORIA

Le origini del Teatro dell’Archivolto risalgono al 1976, ad opera di un piccolo gruppo di giovani interessati a mettere in scena attività teatrali d’avanguardia, alternative rispetto ai repertori tradizionali. Questo primo gruppo, composto da Oriano Rigato, Eugenio Buonaccorsi e Mario Menini, ottenne in affitto il quattrocentesco refettorio delle monache dello scomparso convento di santa Brigida.Il locale, che dopo l’allontanamento delle monache nel 1797 venne risistemato e adattato a teatro; prese il nome da un superstite archivolto del complesso monastico attraverso il quale si accedeva al locale.Nel 1985 il nucleo originario del Teatro dell’Archivolto si sciolse ma la compagnia venne rifondata nel 1986 da Pina Rando, che ne assunse la direzione, con Giorgio Gallione come regista.

Negli anni ’90 il Teatro dell’Archivolto propose il restauro del teatro Gustavo Modena di Sampierdarena, unica sala ottocentesca sopravvissuta a Genova, chiuso da alcuni anni, facendone la propria sede, inaugurata il 31 ottobre 1997. Nel 2018 il Teatro dell’Archivolto si è unito al Teatro Stabile di Genova e insieme hanno dato vita al Teatro di Genova, che ad aprile 2018 ha ricevuto il riconoscimento di Teatro Nazionale di Genova dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

ATTIVITÀ

Fin dai suoi esordi ha operato nel settore del teatro di prosa e del teatro ragazzi con un indirizzo artistico, drammaturgico e stilistico assolutamente originale, rivolto all’inseguimento di nuovi territori e nuove forme di espressione teatrale, la cui ispirazione può essere di volta in volta la letteratura o la musica, il cinema o il fumetto, sempre e comunque nella direzione del nuovo, dell’inconsueto e dell’inedito.

TEATRO MODENA

Dal 2018 fa parte del Teatro Nazionale di Genova.

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Il Teatro Gustavo Modena, unico teatro ottocentesco di Genova, è una tipica sala all’italiana a ferro di cavallo di 500 posti, quattro ordini di palchi, un loggione, una platea e una facciata tipicamente neoclassica.

STORIA

Costruito su disegno del giovane architetto Nicolò Bruno ,costruito dalla nascente borghesia sampierdarenese e intitolato a un attore patriota e fervente mazziniano.

Inaugurato il 18 settembre 1857 è originariamente votato alla lirica. Dal 1936 viene utilizzato quasi esclusivamente come cinematografo. Nel 1979 ritorna all’attività operistica ma l’impossibilità di adeguare gli spazi alle normative vigenti ne decreta la chiusura nel 1983.

Nel Novecento, pur continuando a ospitare in scena i più celebri artisti teatrali, ebbe un graduale declino. Restaurato tra il 1920 e il 1922 da Raffaele Bruno, nipote del progettista, fu riaperto il 23 dicembre 1923 con una rappresentazione della Carmen di Bizet

La riapertura e il ritorno allo spettacolo dal vivo si deve alla compagnia del Teatro dell’Archivolto, il 18 settembre 1997 con una grande festa, con lo spettacolo Snaporaz Fellini.

CURIOSITÀ  

E’ tra i pochissimi teatri in Italia ad avere ancora in uso la graticcia originale ottocentesca, che può essere ammirata nel corso di visite guidate organizzate su richiesta.

SALA MERCATO

Dal marzo del 2018, insieme all’adiacente Teatro Modena, è una delle sale ufficiali del Teatro Nazionale di Genova.La sala dispone di 235 posti.

STORIA

Nel 2001 la compagnia del Teatro dell’Archivolto apre la Sala Mercato, un nuovo spazio ricavato da un ex mercato comunale adiacente al Teatro Gustavo Modena.

Il mercato originario, inaugurato nel 1905, era costituito da due volumi principali:

  • il primo a tre livelli, affacciato verso via Ghiglione, ospitava l’ingresso alla struttura e le funzioni accessorie ai piani superiori;
  • il secondo, articolato in una vasta superficie rialzata coperta da tre navate in struttura metallica, accoglieva i banchi del mercato.

Le origini del teatro sono legate a quelle dell’adiacente Teatro Modena, inaugurato nel 1857 nell’allora comune autonomo di Sampierdarena, e a quelle della compagnia teatrale Teatro dell’Archivolto, nata nel 1976.

La Sala Mercato è stata aperta nel 2001 per volere della compagnia teatrale Teatro dell’Archivolto, che già gestiva il cartellone del Teatro Modena.

TEATRI PRIVATI

TEATRO POLITEAMA GENOVESE

STORIA

Nel 1821 l’architetto Carlo Barabino disegnò un grande parco urbano nel quale venne costruito un teatrino in legno come completamento del divertimento delle “montagne russe”.

Questo teatro diurno successivamente venne riedificato in un arena capace di ospitare tremila persone.

Nel 1850 con l’urbanizzazione della città di Genova, i fratelli Chiarello lo comprarono e finalmente venne dotato di una stabile copertura

Nel 1932 l’architetto Mario Labò alleggerì la struttura  architettonica togliendo tutte le decorazioni:

  • le cronache dell’epoca narrano che tonnellate di festoni e putti vennerò scaricati in mare.

Purtroppo, come la maggior parte dei teatri italiani venne distrutto con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Tra il 1936 e il 1994 è stato sala principale del Teatro stabile di Genova. Nel 1994 viene acquistato dalla Politeama Spa.

IL CARTELLONE

Il Politeama Genovese offre un cartellone che spazia fra teatro comico, prosa, commedia, musical, danza, balletto classico, ma anche teatro civile, prosa contemporanea e concerti.

TRIC (teatri di rilevante interesse culturale)

TEATRO DELLA TOSSE

Fondato nel 1975 da personalità del teatro e della cultura tra cui :

  • Aldo Trionfo
  • Rita Cirio
  • Giannino Galloni

Tosse ha avuto come ideatori il regista Tonino Conte e lo scenografo Emanuele Luzzati che ne sono stati direttori artistici fino al 2006-07.

ATTIVITÀ

Con le sue tre sale e un foyer ,sempre animato da incontri, letture e iniziative diverse, il Teatro della Tosse non è solo una casa per la compagnia della Tosse (che crea anche eventi fuori dal palcoscenico e porta in tournée i suoi spettacoli ) ma un crocevia per artisti e compagnie da ogni parte del mondo, in cui offrire al pubblico un luogo di incontro ricco di novità e stimoli culturali.

STORIA

Il Teatro della Tosse prende il nome dalla sua prima sede, un teatro in una stradina di Genova che si chiama appunto Salita della Tosse.

Nel 2005 il Teatro diventa “Fondazione Luzzati Teatro della Tosse”.

Oltre al cambio di statuto, il grande elemento di novità (dopo la scomparsa nel 2006 di Emanuele Luzzati ) è rappresentato dalla scelta di una direzione artistica condivisa su base triennale.

Dalla stagione 2012-13 il teatro vara per la prima volta nella sua storia una doppia stagione lunga otto mesi, con venti titoli divisi tra “In trionfo” e “Cantiere Campana” (dai nomi delle sale in cui hanno luogo), che danno maggiore consistenza al progetto, anticipato dalla creazione de La Claque in Agorà (la terza sala del complesso di Sant’Agostino), di diversificare e determinare sempre di più le molteplici anime che compongono la Tosse.

Nel marzo 2015 la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse è riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali “Teatro di Rilevante Interesse Culturale” (TRIC), unica realtà ligure insieme al Teatro Stabile di Genova.

PRESIDENTE ONORARIO Tonino Conte CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE* Emanuele Conte– Presidente

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Il complesso di Sant’Agostino risulta composto dalla sala Aldo Trionfo (500 posti), dalla sala Dino Campana (148 posti), dalla Agorà (200 posti), dalla Sartoria e dal Laboratorio di scenografia.

  • SALA ALDO TRIONFO Platea ad anfiteatro con 500 posti, con ottima visibilità e acustica. Ampio foyer dotato di guardaroba, bar e servizi. Palcoscenico con graticcia
  • SALA DINO CAMPANA Platea di 175 posti, confortevole e con ottima visibilità.
  • AGORA’ Sala teatrale non convenzionale nella quale è possibile effettuare sia spettacoli che installazioni, ha una capienza di 200 posti.

LA CLAQUE

Sala teatrale non convenzionale nella quale è possibile effettuare sia installazioni che spettacoli. E’ facente parte di una delle sale del Teatro della Tosse è oggi anche uno degli spazi più interessanti del centro storico e contiene circa duecento persone. Un palcoscenico, tavolini, un bar e un’atmosfera da club sperimentale. E sperimentali sono anche gli spettacoli ospitati dalla Claque: i concerti live – dai festival underground alle band e ai cantautori, locali e non -, gli spettacoli teatrali, e le presentazioni di libri.

Il locale vuole essere un interlocutore attento e presente per le realtà emergenti del territorio e per i progetti artistici, vecchi e nuovi.

NUOVI SPAZI CULTURALI

GIARDINI LUZZATI

I Giardini Luzzati sono una “piazza diffusa”, la piazza dei diritti e delle arti nel cuore della città, dove si ritrovano bambini, giovani, anziani e famiglie, turisti e “foresti” di passaggio, “nuovi cittadini di origine straniera”, fasce deboli. Un pubblico non convenzionale attratto dalla varietà di una proposta che vuole superare le barriere etniche, linguistiche e di genere e dalla stretta connessione con la quotidianità. 

L’obiettivo generale è quello di sviluppare uno spazio di integrazione culturale e di aggregazione sociale a disposizione del quartiere contrastando e prevenendo un utilizzo passivo della piazza, offrendo al contempo un’alternativa alla “movida”, basata sulla cultura, l’intercultura, la convivenza pacifica e la cittadinanza attiva.

STORIA

Una bella storia che parte alla fine degli anni Settanta, quando un gruppo di giovani volontari comincia a svolgere attività di doposcuola e di educazione di strada tra le macerie dei bombardamenti che ancora segnavano il paesaggio urbano tra Sarzano e Piazza delle Erbe.

Un centro storico ancora lontano dai processi di riqualificazione e dove gli immigrati erano quelli provenienti dal meridione. Anni bui per la città antica stretta tra l’eroina che semina morte tra giovanissimi, la decadenza degli edifici, l’assenza di servizi.

Si chiamano Ce.sto (Centro storico) e costituiscono prima un’associazione e poi, quando il Comune, con Mario Calbi assessore, comincerà a costruire un sistema di welfare slegato dalla beneficenza e la carità, anche una cooperativa per minori a rischio.

A distanza di oltre trenta anni, la generazione successiva a quei giovani gestisce, proprio dove erano le macerie, uno spazio in cui la tradizione educativa si intreccia con attività culturali, sportive, di ristorazione. E più in generale con l’affer-mazione e il rispetto dei diritti di cittadinanza. I Giardini Luzzati appunto.

Una gestione che dura da cinque anni e subentrata a un’esperienza para- commerciale sostanzialmente fallita. Perché i processi di rigenerazione urbana non possono limitarsi ai pur importanti mattoni. Se mancano le idee e le capacità, il degrado ritorna a occupare i luoghi, riproduce vuoto e abbandono. Riappaiono le filiere della criminalità. Non a caso, con qualche intimidazione i ragazzi dell’associazione hanno dovuto fare i conti.

Ma oggi i giardini sono frequentati da migliaia di persone ogni mese. Dalla mattina alla notte. Sette giorni su sette. Famiglie, bambini, tanti giovani, musicisti, rifugiati, anche turisti perché è possibile visitare l’area archeologica con i resti dell’anfiteatro romano del I secolo dc.

Sono, insomma, la piazza che mancava, dove è possibile giocare, incontrarsi, mangiare, ascoltare musica indipendentemente dall’età, dal colore della pelle, dalle possibilità economiche. Ma è, soprattutto, il centro storico che pratica la sicurezza reale contro l’ossessione sicuritaria, che crede nell’integrazione e nella buona accoglienza dei profughi, che rifiuta la logica delle chiusure e della paura.

Un’esperienza civica, dove agio e disagio riescono a convivere, capace di produrre innovazione e animazione sociale.

Dal 1 gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2019 il Ce.Sto con Cooperativa Archeologia e Fondazione Luzzati Teatro della Tosse Onlus avranno in carico la gestione dell’area “Giardini Luzzati”.

IL COMPLESSO E LE ATTIVITÀ’

  • Piazza Emanuele Luzzati: un luogo sempre presidiato e aperto a tutti. Un palco a cielo aperto su cui si alternano eventi, spettacoli, concerti ad ingresso libero. Spazio giochi all’aperto e animazioni per bambini a cadenza settimanale, iniziative di cittadinanza attiva e territorio.
  • Circolo Bar: locale ristoro aperto 7 giorni su 7. Programma settimanale di eventi.
  • Piazza Mauro Rostagno: spazio urbano con speech corner dedicato ad incontri, dibattiti, proiezioni e concerti.
  • Orto Sociale: orto a partecipazione collettiva di abitanti, residenti e volontari, corsi di agricoltura sociale, laboratori, giardinaggio, campagna “adotta una vasca”.
  • Campetto Eduardo Galeano: campo da calcio a 5 completamente ristrutturato per attività sportive, allenamenti, tornei, fruibile gratuitamente da ragazzi e fasce deboli del quartiere. Tariffe agevolate.
  • Area Archeologica Giardini Luzzati: 2000 anni di storia in un solo luogo. Sulle pendici della collina di Sarzano sorgeva in epoca romana un anfiteatro, costruito nel I sec. d.C. e realizzato su una pregressa struttura di captazione delle acque. Dell’anfiteatro, insieme ai resti degli edifici medievali  e postmedievali, rimangono parte del muro ellittico del podio che delimitava l’arena, dove avvenivano gli spettacoli dei gladiatori e gli allenamenti delle guarnigioni, ed altre strutture annesse.

TEATRO BLOSER

Il Bloser è il teatro del locale Beautiful Loser.

I gestori hanno scoperto l’anima dei poeti, degli artisti e degli autori figli di questa città, tra le pareti spoglie e sotterranee di un teatrino, e hanno deciso di farla rivivere sul palco.

Lo hanno chiamato a modo loro: Bloser.

È l’abbreviazione di Beautiful Loser, una parola che suona come il Blues e così piena di significato, perché legata a uno stile vita: quello del locale.

ATTIVITÀ

Bar , ristorante , teatro , eventi.

STORIA DEL TEATRINO DI PIAZZA MARSALA

Nasceva nel 1966 il Teatrino di Piazza Marsala.

Si trattava di un piccolo teatro il cui palco era la continuazione della sala, idoneo ad ospitare piccole rappresentazioni, i dibattiti e il ballo, che seguiva quasi sempre gli spettacoli.

L’idea era di far diventare questo luogo un vero e proprio centro di cultura riservato ai giovani: spettacoli inusuali (teatro d’avanguardia, sperimentale, presentazione di giovani autori o giovani compagnie, cabaret, recital musicali), ma anche ascolto dei dischi, sede di dibattito e luogo di ritrovo.

Il primo spettacolo, presentato il 17 novembre 1966, è stato “Teo e l’acceleratore della storia” di A. Frassinetti e G. Manganelli, con la regia di Marcello Aste, interpretato da Giustino Durano, Paolo Villaggio, Giampiero Bianchi. In seguito furono presentati recital di cantanti tra cui Milly, atti unici allestiti da giovani compagnie o allievi della scuola, spettacoli di avanguardia tra cui “nostra signora dei Turchi” di Carmelo Bene e “La nemica”, rivisitata da Paolo Poli e “La balena bianca” di Dursi.

Sul palcoscenico del Teatrino si sfornavano nuovi recital: Edoardo Sanguineti, Giorgio Manganelli, Goffredo Parise, Luciano Codignola, Elio Pagliarini, Harold Pinter, Vaclan Havel.

Le testimonianze ci descrivono il teatrino come il termometro di una Genova che per un periodo costituiva il fulcro dell’arte teatrale, della sperimentazione e scintilla dell’avanguardia.

MERCATO ORIENTALE MOG

UN PERCORSO ENOGASTRONOMICO IN UNA CORNICE STRAORDINARIO

L’idea di rilanciare il Mercato Orientale nasce dalla passione, dall’amicizia di un gruppo di genovesi innamorati della propria Città che si pone oggi l’obiettivo di portare il MOG tra i dieci mercati cittadini più importanti in Europa recuperando e riportando alla vita uno spazio dimenticato di grande valore storico e  pregio architettonico.

I nomi fatti sono molti, a quale modello ci si ispira? A tutti e a nessuno perché MOG vuole essere unico e diverso legato strettamente al territorio e aperto al mondo proprio come Genova. Tra i punti forti del MOG l’aspetto Green ed ecologico dei materiali compostabili utilizzati all’interno del Mercato per arrivare alla qualità dei prodotti lavorati dalle mani sapienti degli Chef, tutti rigorosamente genovesi.

LA PIAZZA DEL GUSTO

Un luogo unico che racchiude l’eccellenza locale, un luogo dove incontrarsi per scoprire e riscoprire i sapori della buona cucina.

Qualità delle materie prime, tracciabilità dei prodotti e provenienza, estro e capacità degli chef di coniugare tradizione e innovazione con un solo obiettivo: la Qualità

11 Food Corner ognuno con la propria tipicità:  dalla carne, ai panini gourmet, dalla focaccia genovese agli hamburger, senza dimenticare il buon pesce del Mar Ligure e i piatti tipici genovesi o quelli più innovativi come i tacos rivisitati con ingredienti della nostra terra, per arrivare al prelibato gelato rigorosamente artigianale. Basta entrare, guardarsi intorno e scegliere. Ce n’è davvero per tutti i gusti e per ogni momento della giornata.

LA STORIA

Lo spazio che oggi, e dal 1899, è occupato dal Mercato Orientale di Genova, un tempo era la sede di un antico convento dell’Ordine Eremitano di S. Agostino, tuttora responsabile della chiesa attigua, Nostra Signora della Consolazione. Domenica 7 maggio 1899, alle ore 10 L’inaugurazione

I giornali del tempo diedero ampio risalto all’apertura del nuovo mercato. Per l’occasione, questi moderni ambienti furono occupati da una scenografica mostra floro-orticola a cura del Comizio Agricolo. Fu un tripudio floreale di grande impatto sui cittadini, tanto che le cronache riportano un successo di pubblico inatteso. In particolare, fu trasportata da una villa di Nervi una enorme palma, la più grossa pianta della Liguria, alta 11 metri, e pesante più di 80 quintali: un’attrazione eccezionale.

Per una ventina di giorni lo spazio del mercato fu teatro di eventi e manifestazioni, fra cui, tra le più descritte sui quotidiani il lancio di 500 piccioni viaggiatori, della società ‘Fert’ Il Comune, per agevolare i visitatori, aveva messo a disposizione un servizio di tram ad hoc con partenza da Brignole, p.zza Raibetta e p.zza Corvetto. ‘L’impressione di quanti visitarono allora i locali fu quella che un simile ambiente era troppo bello, troppo elegante per l’uso cui era destinato e per cui fu costruito, prestandosi assai meglio per una fiera organizzata da aristocratiche dame, per garden-party, per feste mondane che non per un mercato di erbaggi, di legumi ed affini.’ da ‘Genova Nuova’.

LA SCUOLA DI CUCINA MOG

MOG è anche formazione, dai corsi di cucina alle degustazioni ai laboratori per i più piccoli.

La scuola di cucina del MOG nasce con la vocazione intrinseca di trasmettere il “verbo culinario” tradurlo  e renderlo alla portata di tutti.Una location all’avanguardia, attrezzature professionali di ultimissima generazione, la “cattedra” dello Chef e 20 postazioni per gli allievi in cui apprendere, sperimentare e crescere sotto la guida di grandi Chef genovesi, liguri e non solo con corsi di cucina peculiari e diversificati.

UNO SPAZIO MULTICULTURALE E FLESSIBILE

Un’aula didattica multimediale attrezzata per convegni, meeting e lezioni con una capienza di 80 posti.

La sala polivalente del MOG è tutto questo, nata e pensata per ospitare la città nella città con una dimensione di ispirazione europea.

LSOA BURIDDA

Buridda è un Laboratorio Sociale Occupato Autogestito

E’ uno spazio orizzontale realizzato da persone di ogni età e provenienza coesi nell’intento di dotare la collettività di uno spazio libero e gratuito per condividere progetti, promuovere informazione alternativa, conoscenza e cultura a tutti i livelli e dare espressione a valori comuni.

orari di assemblea: spazio a cui proporre attività

LA STORIA

Il Laboratorio sociale occupato Buridda nasce l’11 maggio del 2003.
La guerra globale permanente, iniziata nel 2001, prende la forma della seconda guerra del golfo e ad occupare l’edificio di Via Bertani 1, abbandonato da 10 anni, sono alcune delle componenti di quel movimento che a questa guerra si oppone. Questo movimento affonda le sue radici nei giorni del G8 di Genova e nasce dal confronto tra diverse realtà sui temi della globalizzazione capitalistica, del rifiuto della guerra, dello sviluppo sostenibile, della necessità di reddito garantito in contrasto alla precarizzazione diffusa e della necessità di spazi sociali dove costruire una società diversa.
La mattina dell’11 maggio viene quindi occupata l’ex Facoltà di Economia di via Bertani. Lo stabile, di proprietà dell’Università di Genova è vuoto ed in stato d’abbandono da parecchi anni. Al suo interno gli occupanti trovano un patrimonio di migliaia di libri che l’Università con imbarazzo si affretta a portare via dopo pochi giorni. Qualche settimana dopo viene scelto il nome Buridda (dalla tipica e varia zuppa di pesce alla genovese) ad indicare la diversità delle componenti che partecipano all’occupazione “in un unica ed ottima zuppa”.
Le persone del collettivo Buridda vengono sgomberati dallo stabile di Via Bertani.
Lo sgombero è avvenuto all’alba, improvviso ma non inaspettato, con un’imponente operazione di polizia che ha portato alla protesta centinaia di persone.
L’intenzione comune è infatti quella di riappropriarsi di uno spazio dove far rinascere e crescere il collettivo e le sue attività.
Gli occupanti lanciano quindi la data del 14 giugno per un grande e colorato corteo.
Più di duemila persone, un fiume di energia, creatività, rabbia ha invaso le strade di Genova e per la prima volta in questa città è stato un intero corteo a rimpossessarsi degli spazi di cui aveva bisogno.
Ilcorteo si arresta in piazza Manin e poi riparte a passo svelto verso corso Montegrappa e si ferma davanti ad un grande edificio abbandonato. Si aprono i cancelli e il collettivo Buridda invade la struttura. E’ l’ex Magistero, all’incrocio con Via Montello, inaugurato da Mussolini in persona in epoca fascista, di proprietà dell’Università e lasciato vuoto da anni. E’ la dimostrazione lampante di quanto, laddove non si vedono le possibilità di speculazione, le risorse delle nostre città non vengano prese in considerazione.
Il Laboratorio Sociale Buridda ha finalmente trovato una nuova casa.
Il Buridda si apre alla città ed offre i suoi immensi spazi a chi ne ha bisogno per portare avanti progetti sociali, culturali o di aggregazione. In poco tempo si riempie di persone ed attività ed in pochissimi anni diventa un punto di riferimento nel panorama culturale della città. Decine se non centinaia sono i laboratori ed i gruppi che si sono avvicendati nelle stanze della Buridda: gruppi teatrali, laboratori di artigianato quali cucito e falegnameria, aule studio, aule di prova e di registrazione musicale, laboratori di informatica, laboratori di autoproduzione, gruppi di promozione di eventi musicali, il primo fab lab italiano, una palestra popolare di boxe ed una di arrampicata per citarne alcuni.
Al Buridda con costanza vengono anche organizzati concerti ed eventi culturali di grande richiamo come ad esempio il Critical Wine: fiera dei piccoli produttori di vino che si tiene tutti gli anni in svariate parti d’Italia e che fa riferimento all’omonima organizzazione fondata da Umberto Veronelli per rilanciare una coltivazione ed un consumo sostenibili e di qualità al di fuori delle logiche del mercato e della grande produzione.
“Siamo pronti, oggi come ieri, a lottare per esistere.
A difendere ciò che abbiamo costruito per riprenderci ciò che ci spetta. Perché quello che abbiamo è solo una piccola parte di ciò di cui abbiamo bisogno”.
In questi anni ha ospitato tantissimi eventi importanti e partecipati da varie realtà sociali , come hackmeeting,antifafest , adescite fest, centinaia di serate musicali di band locali

RDS Stadium

STORIA

La struttura è stata costruita e inaugurata nell’ottobre 2003 nell’area ex Ansaldo, a Genova Sampierdarena, all’interno del progetto di riqualificazione di quella che, ormai, è nota come l’area Fiumara, che comprende il parco urbano, le torri residenziali e il Centro Commerciale e Divertimenti.

In questo contesto lo RDS Stadium, inaugurato nell’ottobre 2003, rappresenta un eccellente esempio di riconversione di una struttura industriale in spazio per eventi spettacolari e sportivi.

Pur cambiando la destinazione d’uso degli spazi e degli edifici il progetto ha inteso conservare la memoria della passata attività. E’ stata, infatti, mantenuta la struttura esterna originale degli anni ‘70 e al suo interno è stato ricostruito un edificio con moderni criteri di isolamento e di ottimizzazione dell’acustica, di abbattimento delle barriere architettoniche e di ripartizione degli spazi interni.

Il primo nome della struttura è stato Mazda Palace, ma dal 2007 ha cambiato sponsor e nome, divenendo l’attuale RDS Stadium.

ARCHITETTURA

RDS Stadium costituisce una struttura unica nel suo genere in Liguria, un vero impianto multifunzionale e modulare con un parterre lungo 60 mt, largo 30 e alto 23, dotato di moderni servizi, che risulta essere in grado di ospitare concerti, eventi sportivi, spettacoli e manifestazioni di ogni genere.

Lo spazio principale è un’area di 1.800 mq, ma la struttura offre agli organizzatori ulteriori 1.600 mq (corridoi e spazi adiacenti all’arena, foyer, sala stampa, front office, area esterna).

Sempre all’interno della struttura è stato progettato un secondo corpo dell’edificio dedicato al fitness.

Oltre 5.000 mq ospitano il Centro Virgin Active: una palestra, ma non solo, dotata delle migliori attrezzature.

Concerti, spettacoli, teatro, eventi sportivi, musical, congressi, concorsi e convention.

RDS Stadium è una struttura polivalente in grado di ospitare qualsiasi tipologia di evento, sia pubblico che privato

ATTIVITÀ

La struttura di RDS Stadium è polifunzionale:

  • Allestimenti
  • Concerti
  • Musical
  • Show televisivi
  • Eventi sportivi
  • Eventi speciali

MUSIC FOR PEACE

STORIA

All’inizio degli anni novanta a Stefano Rebora serve un’idea per comunicare con i giovani. Egli vuole rispondere in maniera diretta e concreta alla gente attraverso la gente.

  • Le azioni: divertire e comunicare.
  • L’obiettivo: aiutare e sensibilizzare.
  • Il risultato: Music for Peace.

Stefano nel 1994 realizza l’evento che sancirà la nascita dell’associazione. In quel momento dà vita ad un’idea che cambia e stravolge la concezione della solidarietà e di tutto il mondo dell’associazionismo.

Un evento che prende il nome di “Music for Peace” a cui partecipano artisti, musicisti, dj, P.R. da tutta la città, da tutta la nazione in maniera gratuita, a titolo di volontariato.

Una manifestazione no-stop. Dieci giorni di pulito divertimento e coinvolgimento con un unico obiettivo: esserci per aiutare. Nessun cachet e nessun rimborso spese. Migliaia di partecipanti. Biglietto d’ingresso: generi di prima necessità.

Quei materiali furono distribuiti dalle mani di chi organizzò la manifestazione a quelle dei civili a Mostar, in Bosnia Erzegovina.

Da quel momento Music for Peace non resta un’idea, non si ferma a un nome, non rimane un evento.

OGGI

  • Oltre 30 interventi di emergenza in varie parti del Mondo
  • Interventi sul territorio nazionale
  • 1.492 tonnellate di generi di prima necessità distribuiti nel mondo
  • 5 tonnellate mensili alle famiglie sul territorio locale
  • 20.000 gli studenti incontrati in un anno
  • 4.000 m² di sede riqualificata con materiale di riciclo e recupero
  • 1 evento poliedrico unico in tutta Italia. 80.000 fruitori in 10 giorni
  • 64 volontari
  • 70 partenariati nazionali e internazionali

Dalla Gente per la Gente è uno dei progetti più importanti dell’Associazione. Si è potuto attuare grazie ad un Patto di Sussidiarietà con il Comune di Genova e la collaborazione degli Ambiti Territoriali Sociali.

ATTIVITÀ

Consiste nel dare un aiuto concreto sul territorio ligure alle famiglie che si trovano in una momentanea e talvolta improvvisa situazione di difficoltà economica.

Una volta al mese le volontarie e i volontari di Music for Peace predispongono un kit composto da materiali alimentari, igienici e scolastici tenendo sempre conto di quali possono essere le necessità culturali e sociali di chi lo riceve, in maniera tale che l’aiuto possa essere più mirato ed efficace. In quest’ottica, risulta fondamentale l’intermediazione degli Assistenti Sociali, che forniscono tutte le informazioni necessarie a comporre un kit studiato sulle reali esigenze di ogni famiglia e non semplicemente un insieme di materiali standard.

I generi di prima necessità che vengono distribuiti alle famiglie sono donati dai cittadini e dalle cittadine comuni soprattutto attraverso le raccolte presso i supermercati. Un’ampia parte del materiale proviene inoltre dalle scuole partecipanti al progetto SolidarScuola e dal pubblico del Che Festival.

Un’attenzione particolare viene infine data all’accoglienza delle famiglie durante le giornate della distribuzione.

Lo scopo è quello di farle sentire a proprio agio, seppur in una situazione evidentemente spiacevole. Pensiamo che tutti possano essere protagonisti di questo progetto dando un aiuto concreto… un aiuto per la gente dalla gente. 

STUDIO MEDICO POPOLARE

Lo Studio Medico Popolare presente all’interno della sede di Music for Peace è una struttura nata e creata in difesa del diritto alla Salute.

L’accesso è libero e tutte le prestazioni erogate dallo Studio Medico Popolare sono gratuite. In questo luogo la volontà è quella di fornire servizi essenziali, visite e cure, a tutti coloro che hanno difficoltà di accesso al Servizio Sanitario Nazionale per ragioni legislative, amministrative, linguistico-culturali e che riscontrano problemi di soddisfacimento dei beni primari per motivazioni di reddito, di assenza di riferimento abitativo o di accoglienza.

LA FONDAZIONE PALAZZO DUCALE

Palazzo Ducale è il palazzo dell’antica Repubblica Marinara a disposizione per meeting ed eventi sociali.

Situato nel pieno centro di Genova, Palazzo Ducale, già sede del governo della Repubblica di Genova e residenza dei Dogi, costituisce oggi, dopo un complesso intervento di restauro, un centro polivalente di oltre 34.000 metri quadrati di superficie, in cui trovano posto spazi espositivi, congressuali, commerciali, archivi, biblioteche e uffici.

Nei sontuosi ambienti di rappresentanza del piano nobile e nelle suggestive aree del Munizioniere e del Sottoporticato vengono organizzati con regolarità convegni, importanti mostre d’arte, conferenze, spettacoli, concerti e cene di gala.

Al fascino degli ambienti storici si coniuga felicemente l’impiego di sofisticati sistemi di sicurezza e delle più moderne tecnologie multimediali con risultati di alta professionalità.

ATTIVITÀ

La Fondazione, centro di ideazione e produzione di cultura, persegue finalità di promozione culturale, promuovendo, realizzando e partecipando ad iniziative ed eventi culturali, artistici e sociali di ambito e di rilevanza locale e/o nazionale ed internazionale, anche attivando forme di collaborazione con altri soggetti pubblici e privati.

Promuove la crescita culturale della comunità locale, anche allo scopo di contribuire allo sviluppo sociale ed economico del territorio genovese e ligure. La Fondazione valorizza, operando in ambito locale, nazionale ed internazionale e perseguendo obiettivi di efficacia e di efficienza, il patrimonio culturale del territorio, materiale eimmateriale, in coerenza e continuità con la storia della comunità.

Stimola e sostiene l’innovazione culturale e la creatività, favorendo e facilitando il diritto alla cultura e la partecipazione di tutti icittadini, in particolare i giovani, promuovendo una città creativa e interculturale, in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria, con il sistema educativo e formativo econ altri soggetti pubblici e privati, in coerenza con gli strumenti di pianificazione e sviluppo del territorio.

Operando in ambito culturale, sviluppa e consolida l’immagine di Genova e della Liguria a livello nazionale e internazionale, collaborando con i soggetti pubblici e privati.

Promuove una programmazione culturale coordinata, finalizzata alla realizzazione di reti nazionali e internazionali tra istituzioni e altri soggetti pubblici e privati.

Presidente Luca Bizzarri

STORIA

La storia di Palazzo Ducale ha inizio in un momento fortunato della storia di Genova, quando la potenza economica della Repubblica Marinara si affermò in tutto il Mediterraneo, all’indomani della vittoria su Pisa nella battaglia navale della Meloria del 1284.

Le prime forme di governo comunale non disponevano di una sede stabile, ma dovevano riunirsi di volta in volta nelle dimore private dei singoli membri: vennero così acquisiti due edifici delle famiglie Doria e Fieschi, in una zona strategica nel centro della città medievale. Fu questo il primo nucleo del Palazzo, divenuto poi sede del doge – Ducale – nel 1339 con il primo doge Simon Boccanegra. Due secoli e mezzo dopo, consolidatasi la Repubblica con le riforme di Andrea Doria nel 1528, si decise di dare al Palazzo una veste sontuosa ed elegante, simbolo della Repubblica oligarchica e a tal fine nel 1591 fu incaricato l’architetto Andrea Ceresola detto il Vannone.

Il Ducale divenne così un palazzo in stile manierista, maestoso e imponente, difeso come una fortezza con l’attuale piazza Matteotti chiusa da una “cortina”: una vera e propria sede di Stato, con ambienti di rappresentanza e piazza d’armi.

Nel 1777 un furioso incendio devastò il nucleo centrale, in particolare i saloni del Maggiore e Minor Consiglio e la facciata principale del Palazzo. La ricostruzione fu affidata all’architetto ticinese Simone Cantoni, al quale si deve anche l’omonima scala elicoidale, che reinterpretò gli spazi in chiave neoclassica, accentuandone il carattere solenne e maestoso. Pochi anni dopo, la discesa di Napoleone in Italia segnò la fine della Repubblica, successivamente annessa al Regno di Sardegna nel 1815.

Venute meno le esigenze difensive e abbattuta la “cortina”, il Palazzo si trasformò radicalmente, divenendo sede di uffici amministrativi ed in seguito del Tribunale. Nei primi decenni del Novecento ci fu un’importante azione di restauro diretta da Orlando Grosso, che riportò alla luce le tracce medievali cancellando alcuni interventi seicenteschi, e ripristinò la facciata dipinta su piazza De Ferrari. Il Ducale di oggi è il frutto di un imponente recupero, condotto da Giovanni Spalla a partire dal 1980: un intervento che ha riscoperto l’unitarietà del progetto del Vannone, rivelandone il valore storico e restituendo un tassello di storia alla città, con tutta la ricchezza architettonica e urbanistica che ha accumulato nei secoli.

Dal 1992 Palazzo Ducale è un centro culturale dinamico e prestigioso, sede della Fondazione per la Cultura che organizza mostre d’arte, grandi rassegne, incontri ed eventi di carattere commerciale e culturale.

GALATA MUSEO DEL MARE

Il Galata − Museo del mare di Genova è il museo dedicato a questo genere più grande dell’area del mar Mediterraneo e anche uno dei più moderni d’Italia.

STORIA

Galata è uno storico quartiere di Istanbul, e, fino al XV secolo, sede di una delle più importanti comunità genovesi nel Mediterraneo.

Alla fine dell’Ottocento, quando il Comune di Genova costruì un quartiere di docks commerciali, al più antico di questi venne dato il nome dell’antica colonia. Nell’Ottocento, “il Galata” aveva già una storia lunga quasi tre secoli:

nella sua parte inferiore, infatti, venivano costruite le galee della Repubblica di Genova e l’edificio faceva parte dell’Arsenale, il complesso militare e marittimo più importante della città.

Nel Novecento, il Galata perse la sua funzione commerciale e venne abbandonato. Alla fine degli anni ’90, il Comune decise di stabilire qui la sede del futuro museo marittimo di Genova.

IL MUSEO

Inaugurato nel 2004, il museo sorge nel Palazzo Galata, la cui ristrutturazione è stata studiata dall’architetto spagnolo Guillermo Vázquez Consuegra.

Il museo ospita, oltre a una riproduzione in scala naturale di una galea genovese, parecchie sale interattive in cui capire che cosa voleva dire, in diverse epoche, andar per mare.

Una di queste è la mostra “La Merica” che mostra il viaggio dei nostri antenati verso l’America. Numerose sono le sale dedicate al commercio marittimo e all’andar per mare ai tempi della repubblica marinara di Genova.

Il museo espone anche una sezione dedicata ai transatlantici con carte nautiche e una simulazione di tempesta al largo di capo Horn.

Il Galata offre anche una sala per mostre, libreria, caffetteria con terrazza. È sede di attività con scuole.

Nel 1978 al largo delle isole Falkland nel Sud dell’Oceano Atlantico l’imbarcazione di Ambrogio Fogar viene probabilmente colpita da un’orca oppure da un’onda anomala e affonda in breve tempo. Ambrogio e il compagno di viaggio Mauro Mancini riescono a portarsi in salvo su una zattera dove furono salvati 74 giorni dopo, ma purtroppo Mancini non sopravvisse. Nel 2010, a 32 anni di distanza, la famiglia Fogar decide di donare la zattera al Galata .

Sono anche presenti alcuni documenti autografi di Cristoforo Colombo.

Dal 2005, insieme al Museo navale di Pegli, al Museo della Lanterna e al Museoteatro della Commenda di San Giovanni di Pré (attivo tra il maggio 2009 e il 6 gennaio 2020, destinato a confluire nel Museo nazionale dell’emigrazione italiana), il Galata fa parte del polo culturale del Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni.

La mostra “Memoria e Migrazioni”, dedicata all’emigrazione italiana, è stata inaugurata al Galata nel 2011: spazia dallo sfruttamento degli immigrati italiani a Genova nel XIX secolo fino a quello dei migranti della diaspora italiana che si recarono negli Stati Uniti o in Argentina, e che a volte perirono in mare lungo la traversata. Viene inoltre rivolta particolare attenzione all’emigrazione in corso.

MOSTRE TEMPORANEE

la Saletta dell’Arte e la Galleria delle Esposizioni sono allestite regolarmente con mostre d’arte collegate ai temi del mare o delle migrazioni.

UN SOMMERGIBILE COME MUSEO GALLEGGIANTE

Dal 26 settembre 2009 davanti alla darsena antistante il Museo del Mare è ormeggiato il sommergibile Nazario Sauro (S 518), varato nel 1976 dai cantieri della Fincantieri di Monfalcone. Destinato dalla Marina Militare italiana alla municipalità di Genova, è utilizzato dal 29 maggio 2010 come appendice galleggiante del museo.

TEATRI DI INNOVAZIONE E RICERCA

TEATRO DELL’ARCA

Il Teatro dell’Arca è un teatro italiano, con sede a Genova.

È il primo teatro in Europa costruito appositamente all’interno di un carcere, dal 2013 al 2016 l’Associazione Teatro Necessario ha costruito il Teatro dell’Arca, all’interno della Casa circondariale di Marassi ed è accessibile da qualsiasi spettatore.

STORIA

La progettazione del Teatro dell’Arca è iniziata nel 2010, mentre i lavori per la costruzione alla fine del 2012, con un progetto architettonico costituito da un edificio in legno, ispirato ai materiali dell’Arca di Noè (da cui deriva anche il nome), per rappresentare idealmente una prospettiva di salvezza e di un nuovo inizio per mezzo dell’arte.

 Nel novembre del 2013, l’attore Dario Fo ha fatto da padrino al Teatro con una visita durante le attività del cantiere, firmando una delle tavolette in legno della struttura.

Nel 2014 è stata messa in scena l’anteprima de l’Amleto, con regia di Sandro Baldacci.

Il palinsesto è stato inaugurato ufficialmente con una riduzione del romanzo “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Ken Kesey. Da allora il teatro propone un cartellone di spettacoli originali o della drammaturgia classica, con una decina di eventi messi in scena ogni stagione, interpretati dalla compagnia del teatro ma anche ospitando compagnie nazionali, con la collaborazione di teatri o enti culturali esterni (tra i quali il Teatro Stabile di Genova, il Palazzo Ducale, il Teatro della Tosse, l’Associazione per la Ricerca Teatrale, il Teatro dell’Ortica, il Festival della scienza).

 In occasione dell’inaugurazione della stagione teatrale 2019/2020, la struttura è stata restaurata.

Il teatro è gestito dall’associazione Teatro Necessario con la Compagnia degli Scatenati. L’associazione, nata nel 2001 e attiva presso il carcere di Marassi dal 2005, ha all’attivo spettacoli e progetti in numerosi teatri italiani.

Il progetto è sostenuto, fra gli altri, da: Ministero della giustizia, Ministero per le attività culturali, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comune di Genova, Compagnia di San Paolo e dalla Chiesa Valdese.

ATTIVITÀ

Fra le opere portate in scena, riduzioni teatrali de l’Amleto, Romeo e Giulietta, l’Odissea, Moby Dick, e testi originali o da opere della letteratura.

Ciclicamente il teatro ospita anche, concerti, laboratori, rassegne e corsi di formazione.

ARCHITETTURA DEL TEATRO

La struttura dispone di 200 posti a sedere, con quinte armate e palcoscenico da dodici metri per dieci con sipario e torre scenica da nove metri di altezza.

L’architettura è costituita da un edificio in legno, ispirato ai materiali dell’Arca di Noè (da cui deriva anche il nome), per rappresentare idealmente una prospettiva di salvezza e di un nuovo inizio per mezzo dell’arte.

TEATRO AKROPOLIS

Il teatro, situato in via Mario Boeddu nel quartiere di Sestri Ponente a Genova, si propone come uno dei centri di ricerca sul teatro contemporaneo, sede di attività a carattere internazionale. 

STORIA

La Compagnia Teatro Akropolis, fondata nel 2001 e diretta da Clemente Tafuri e David Beronio, conduce una ricerca sulle origini preletterarie del teatro e sulle arti performative. Gli studi, le pubblicazioni e i lavori per la scena costituiscono un cammino unitario di indagine sul teatro inteso come espressione di una sapienza irrappresentabile, una forma d’arte che rende possibile un confronto diretto con il mito e la sua essenza metamorfica. L’attività di ricerca è stata oggetto di varie tesi di laurea. Gli spettacoli sono ospitati in spazi e teatri in tutta Italia e all’estero.

La compagnia gestisce a Genova Teatro Akropolis, fondato nel 2010, un luogo concepito per accogliere e promuovere la ricerca nell’ambito delle performing arts, con l’organizzazione di festival, residenze artistiche, laboratori e svariate attività culturali.

ATTIVITÀ

Ogni anno il teatro, organizza il festival Testimonianze ricerca azioni, evento che raccoglie artisti e intellettuali a livello internazionale in un ciclo di spettacoli, conferenze, seminari, residenze, workshop.

La dimensione Akropolis dispone anche di un progetto editoriale, AkropolisLibri.

TESTIMONIANZE RICERCA AZIONI

Testimonianze ricerca azioni, il principale evento pubblico di Teatro Akropolis, è un festival internazionale e multidisciplinare che accoglie ogni anno artisti, studiosi e critici in un ciclo di spettacoli, performance, conferenze, seminari, workshop. Nel 2019 è finalista al premio Rete Critica.

AKROPOLIS-LIBRI

Nel 2017 AkropolisLibri, il marchio editoriale di Teatro Akropolis, ha ricevuto il Premio Ubu nella categoria “progetti speciali”.

AkropolisLibri è vincitore nella categoria “progetti speciali” con la seguente motivazione: “per la pregevole opera di storicizzazione del presente nel presente in nutriti volumi annuali che documentano l’attività svolta nel corso del festival Testimonianze ricerca azioni, rilanciando anche la lezione del passato, come nel caso della pubblicazione delle opere inedite di Alessandro Fersen”.

IMPRESE CON PROGRAMMAZIONE STAGIONALE

TEATRO RINA E GILBERTO GOVI

Teatro Rina e Gilberto Govi, noto più semplicemente come Teatro Govi, è un teatro italiano con sede a Genova. È intitolato alla memoria di Gilberto Govi e di sua moglie Rina Gaioni, attori simbolo del panorama teatrale genovese. Il foyer del locale è intitolato a un altro celebre attore genovese, Alberto Lupo.

STORIA

La struttura ha sede in via Pastorino 23R, nel quartiere di Bolzaneto, in Valpolcevera, nata dalla ristrutturazione dell’antico cinema-teatro “Verdi”, che era destinato alla chiusura. Con quasi quattrocento posti a sedere, è il secondo palcoscenico in Liguria per ampiezza. 

La sede è stata completamente ristrutturata a partire dalla fine degli anni novanta.

A curare il recupero della struttura è stata l’Associazione Amici del Teatro Rina e Gilberto Govi, costituita appositamente nel 1999 con l’intento di dotare la Valpolcevera di un fulcro di aggregazione socio-culturale. Il recupero ha visto una ristrutturazione e una messa a norma di tutti gli impianti e locali. L’opera di restauro, durata sei anni, è stata sostenuta con finanziamenti delle istituzioni locali.

Il nuovo teatro è operativo dal 17 febbraio 2007.

CARTELLONE

Il cartellone del teatro ogni anno propone un’ampia offerta di spettacoli: prosa, danza, teatro dialettale, spettacoli della Compagnia goliardica Mario Baistrocchi (una cui rappresentazione ha inaugurato la struttura), concerti di musica jazz, cabaret, musical, concerti rock, opera, operetta, teatro ragazzi.

Molti i personaggi illustri del mondo dello spettacolo che hanno calcato il palco del teatro dalla sua riapertura: Antonella Ruggiero, Enrique Balbontin, Enrico Intra, Franco Cerri, Camillo Milli, Alberto Camerini, i Delirium, il duo comico “Bianchi e Pulci” e molti altri ancora.

TEATRO ALBATROS

STORIA

La sala, facente parte del complesso del Dopolavoro Ferroviario di Genova-Rivarolo, è stata completamente ristrutturata e messa a norma nel 2001 ed è perfettamente agibile ai disabili.

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Sono 313 i posti a sedere, di cui 194 in platea, 111 in galleria e 8 piazzole per disabili.

Il Teatro Albatros ospita spettacoli teatrali e di cabaret, concerti e spettacoli per ragazzi ed è anche una sala cinematografica.

TEATRO DELL’ORTICA

STORIA

Il Teatro dell’Ortica nasce a Genova nel 1996 per sviluppare un progetto di Teatro di Comunità con sede nei locali della Provincia di Genova siti in Via Allende a Molassana. In collaborazione con l’associazione di volontariato Nuovo C.I.E.P organizza una stagione teatrale per bambini e adulti diventata, negli anni, un punto di riferimento culturale del quartiere di Molassana.

Nel 1999 inizia un percorso nell’ambito del Teatro Sociale che coinvolge soggetti che si trovano in condizione di disagio e di emarginazione: nasce, in collaborazione con la ASL3 di Genova, il laboratorio “Stranità”, gruppo teatrale stabile formato, oggi, da trenta pazienti psichiatrici e una decina tra operatori e attori; nel 2006 un simile progetto viene sviluppato con la ASL1 di Sanremo, creando il laboratorio “I Viaggiatori sognanti”.

Nel 2006 prende vita il progetto “Oltre il Cortile”, attività laboratoriale realizzata con i detenuti, fino al 2009 della Casa Circondariale di Marassi, dal 2010 presso la sezione maschile di Pontedecimo e con la peculiarità di aver realizzato un percorso condiviso “a distanza” con una classe della scuola primaria Daneo di Genova, portando in scena il doppio spettacolo “Le finestre sono passaggi, ma solo per gli occhi”.

Nell’ambito della formazione, dal 2006 si organizzano laboratori teatrali per bambini, adolescenti e adulti cercando di creare un clima di condivisione, avendo gli aspetti educativi e relazionali un ruolo preminente. Dal 2005 si tiene, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione di Genova e dal 2009 anche con la Facoltà di Lettere, un corso Biennale per Operatore Pedagogico Teatrale, formazione specialistica con l’intento di fornire strumenti di carattere pedagogico e attoriale.

Il Teatro dell’Ortica, inoltre, collabora con enti e associazioni differenti offrendo sia formazione specialistica che formatori, propone attività laboratoriali nelle scuole, è uno dei partner del Comune di Genova per l’organizzazione della rassegna TEGRAS e, nell’ambito dei percorsi di Teatro di Comunità, organizza a Genova e Provincia spettacoli teatrali di impegno civile all’interno di situazioni non teatrali. Dal 2008 partecipa a progetti di partnership europea sull’uso del Teatro Sociale.

LA QUINTA PRATICABILE TEATRO INSTABILE

La Quinta Praticabile di Genova è una Scuola di recitazione, aperta dal 1990 per ragazzi e adulti che ha sede presso il Teatro Instabile.

ATTIVITÀ

Forte di un’esperienza ventennale, La Quinta Praticabile è in grado di offrire una vasta gamma di corsi ideali per chi desidera formarsi per lavorare nel mondo dello spettacolo. Il tutto supportato da un apparato tecnico moderno che permette realizzazione di effetti scenici e musicali per ogni tipo di spettacolo:

Luci, fonica, costumi, scenografie e proiezioni video sono, infatti, curate dai qualificati tecnici del settore che collaborano con La Quinta.

Alla Quinta Praticabile la ricerca prosegue in costante aggiornamento:

si promuovono stage(doppiaggio, recitazione cinematografica e televisiva, movimento scenico, Commedia dell’Arte, approfondimento di autori teatrali, musical e molto altro) condotti da attori di fama nazionale, spettacoli itineranti nei luoghi più suggestivi della città e numerose rappresentazioni culturali.

PREMIO ALDO AMOROSO

La Quinta Praticabile organizza numerose iniziative, tra le quali la più importante è sicuramente il Premio Aldo Amoroso per giovani autori.

TEATRO VERDI

Il Teatro Verdi è un cinema-teatro italiano, sito nel quartiere genovese di Sestri Ponente.

STORIA

Dopo la demolizione del vecchio Teatro Sociale sestrese, per precarie condizioni architettoniche e demolito nel 1895, l’allora comune di Sestri Ponente si era ritrovato senza un luogo di rappresentazioni sceniche.

Tre anni dopo, nel 1898, Giacomo Bo, impresario del comune di Sampierdarena e il costruttore Bartolomeo Merlo ottennero il permesso per una nuova costruzione.

Teatro Verdi inaugurato nell’estate del 1899, quattro anni (dopo la demolizione) fu intitolato a Giuseppe Verdi nel 1901, subito dopo la sua morte, così come la piazza antistante.

L’architettura era simile a quella del Politeama Genovese, a ferro di cavallo. Il sipario fu opera del genovese Angelo Vernazza .

Nei primi anni del secolo visse un periodo glorioso, ospitando le migliori compagnie teatrali e i più famosi cantanti d’opera. Dopo la creazione della Grande Genova del 1926, in occasione della quale la piazza fu intitolata ad Alfredo Oriani e iniziò il graduale trasformazione dei comuni autonomi in quartieri della città, diminuì la sua importanza teatrale, e la nuova proprietà lo trasformò in cinematografo, attività che divenne prevalente nel dopoguerra.

All’inizio degli anni ottanta subì, come gli altri, la crisi del cinema e venne temporaneamente chiuso. Venne in seguito riaperto grazie all’autogestione dei dipendenti che, in collaborazione con il Cineclub Sestrese, misero in atto un buon cartellone cineamatore e teatrale che riscosse un ottimo successo di pubblico, tanto da rilanciare la struttura suscitando l’interesse di una nuova società di gestione; quest’ultima subentrò infatti nel 1985 e lo gestì, fra molte difficoltà, sino al 1996, quando fu chiuso nuovamente per lavori di adeguamento degli impianti alle normative sulla sicurezza.

I lavori iniziarono però solo nel 2005, per terminare l’anno successivo, consegnando alla delegazione ponentina un teatro più moderno.

TEATRO GARAGE SALA DIANA

STORIA

Fondato nel 1981 nei fondi di un palazzo di San Fruttuoso, ma attivo come circolo teatrale dagli anni ’70.

Dal 1988 ha sede presso la Sala Diana, ricavata dall’omonimo cinema e adeguata per l’occasione.

Tra gli attori che hanno tenuto spettacoli presso il teatro: Franca Valeri, Maurizio Micheli, Anna Mazzamauro, Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Daniele Luttazzi, i Gemelli Ruggeri, Paolo Hendel e Jacopo Fo.

Nel 2014 ha organizzato la XXIV edizione del Festival Ridere d’agosto, ma anche prima, con Lillo e Greg, Maurizio Lastrico e altri.

Nella stagione 2017/2018 ha celebrato il trentennale della Sala Diana con spettacoli di Lisa Galantini, Mario Zucca, Massimo Olcese, Blas Roca-Rey.

ARCHITETTURA DEL TEATRO

La sala ha una struttura ad anfiteatro e dispone di 105 posti su sette file. Il palco è in legno e la platea in moquette.

TEATRO CARIGNANO

Il Teatro Carignano, di proprietà della Parrocchia del Sacro Cuore e di San Giacomo di Carignano, è situato nei fondi della Chiesa stessa, con ingresso in Viale Villa Glori 8. Per trent’anni è stato la principale sede del teatro dialettale ligure, mentre in tempi più recenti è in particolare sede per concerti e tournée.

ARCHITETTURA TEATRALE

La sala ha una capienza di 350 posti in poltroncine, pavimentazione in moquette e soffitti a volta. Il teatro, oltre ai camerini, dispone di un bar interno e un foyer.

 Ha sede nei locali di proprietà della chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo di Carignano.

STORIA

La struttura fu costruita sul finire del XIX secolo in stile neoromantico, su progetto dell’architetto Luigi Rovelli, nella piazza allora intitolata a Nino Bixio, uno spiazzo alberato che si apre a metà di via Corsica, al centro del quartiere di Carignano.[

La prima pietra fu posta il 13 ottobre 1892 alla presenza dell’arcivescovo Tommaso Reggio.

Il progetto originario subì in corso d’opera importanti modifiche, e la prima parte a essere completata e inaugurata il 29 novembre 1896 fu il grande salone dedicato alla cripta; proprio in questo ampio locale, dopo una ristrutturazione specifica, prese poi sede il Teatro Carignano.

Nel dopoguerra, la compagnia dialettale del Circolo Mario Cappello iniziò a mettere in scena opere di teatro dialettale nei teatri genovesi, fra i quali il Teatro Duse e il Teatro Margherita

Nel 1969 il Circolo chiese e ottenne la gestione della sala Carignano, ristrutturandola in un vero teatro. La struttura teatrale fu curata da Elia Gerolamo e dall’impresa Trabucco, mentre le scenografie da Tullio Maiavacca (Tullio Mayer) e Michele Lattanzio. Il teatro fu inaugurato il 22 gennaio 1969, con l’opera “Unna-euggia in gio e una-indere” di Emilio Mori.

A partire dalla stagione 1971/1972 diventò sede della Compagnia del Teatro Dialettale Stabile della Regione Liguria, che debuttò con l’opera “I figgi no se pagan” di Eduardo De Filippo, con traduzione e regia del noto commediografo Giorgio Grassi.

Da allora il teatro diventò vera e propria sede del teatro dialettale ligure, con un cartellone stabile organizzato da varie compagnie.

CARTELLONE

Il teatro ha ospitato opere teatrali, concerti di musica leggera e di operetta, spettacoli di danza e conferenze culturali.

Ha inoltre struttura adibita a cinema e cineclub.

IL TEMPIETTO SALA SAVIO

Il Teatro Il Tempietto conta 286 posti a sedere.
Dal 1988 la stagione teatrale comprende un’ importante rassegna dialettale con commedie dei principali autori del repertorio in genovese, ma anche commedie musicali ed eventi di musica operistica e popolare.
Alla fine o all’ inizio di ogni stagione viene consegnato il premio Rosetta Mazzi per la miglior attrice e da 10 anni il premio Giorgio Grassi per la miglior attrice giovane.
Oltre alle compagnie ospiti, sul palco del Tempietto si esibiscono la Compagnia Il Sogno, nata all’Oratorio don Bosco e la Compagnia T76 diretta dal direttore artistico del teatro Arnaldo Rossi.

TEATRO NUOVO GIANELLI

Nel cuore del quartiere di San Fruttuoso ha preso vita da poco un nuovo spazio dedicato ad eventi formativi e culturali per ragazzi. Il Teatro Nuovo Gianelli nasce all’interno degli spazi teatrali del complesso di villa Ayroli-Borsotto, ora Convento della Congregazione delle Figlie di N.S. dell’ Orto, conosciute come Suore Gianelline.

ATTIVITÀ

L’obiettivo dell’iniziativa è di guardare al teatro come mezzo formativo e di aggregazione sia per i giovani sia per gli adulti nel quartiere; lo sviluppo e promozione di attività didattiche per la scuola Gianelli e per le altre scuole; l’organizzazione delle iniziative culturali, d’integrazione, di animazione ed educazione sociale.

Il Teatro Nuovo Gianelli è una vera e propria sala teatrale che con i suoi novantanove posti ed un’attrezzatura moderna e funzionale può ospitare sia spettacoli sia eventi prettamente teatrali e musicali, sia situazioni congressuali e di workshop.

La sala teatrale Gianelli è in grado inoltre di offrire anche un servizio di catering con sale con capienza fino a cento posti e una sala affrescata dal pittore genovese Lazzaro Tavarone nel 1617 per convegni, concerti, manifestazioni.

Il Teatro Nuovo Gianelli è un’impresa sociale senza fini di lucro, il cui scopo principale è la promozione della socializzazione e dei valori cattolici e del Carisma gianelliano.

CENTRI DI PRODUZIONI TEATRALI

ASSOCIAZIONE CULTURALE LUNARIA TEATRO

STORIA

Lunaria Teatro è una Associazione Culturale fondata da Daniela Ardini e Giorgio Panni dopo la realizzazione in prima nazionale a Roma dello spettacolo “Lunaria” di Vincenzo Consolo (1986), messo in scena con i compagni di corso all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico.

Molte realizzazioni sono incentrate sulla fede e sul sacro a partire da un allestimento del Gesù di Dreyer dall’adattamento di Aldo Trionfo (2000), al fortunato spettacolo sulle vicende dei Cereghino, cantastorie valdesi dell’entroterra ligure (2005), alla realizzazione de La cantata dei pastori in occasione del Natale 2004.

Dal 2009 organizza la stagione Lunaria a Levante presso il Teatro Emiliani di Genova Nervi.

Molti sono poi gli eventi di valorizzazione di contesti museali attraverso la realizzazione di spettacoli, come di recente la realizzazione de “Il Gattopardo” nelle cornici di Palazzo del Principe a Genova, la GAM di Nervi e Palazzo Rocca a Chiavari.

Nel 2011 De Ferrari Editore ha dato alle stampe il volume di Silvana Zanovello Lunaria Teatro. Vent’anni tra principi, eroi e cantastorie al tempo di internet.

FESTIVAL

Dal 1995 Lunaria Teatro realizza il Festival In una notte d’estate – percorsi sul sagrato dell’Abbazia di San Matteo, nel Centro Storico di Genova, e dal 2007 il Festival Cinque Terre – I luoghi dell’anima dedicato all’incontro tra le religioni attraverso il teatro, la musica e la danza.

ATTIVITÀ

Dal 1997 programma un laboratorio di teatro per la terza età e fasce dell’emarginazione che ha avuto sede nei locali dell’Istituto Brignole, dell’ex ricovero Massoero, dell’Istituto Chiossone a Genova. Svolge regolarmente Attività didattica per le scuole medie e superiori e cura le Attività dell’Archivio del regista Aldo Trionfo.

CARTELLONE

La compagnia porta avanti il filone del “teatro di poesia“, affidandosi alle parole di tanti classici (Tasso, Aminta; Eschilo, Prometeo; Euripide, Medea ed Ecuba; Schiller, La congiura del Fiesco; Shakespeare, Tutto è bene quel che finisce bene) e di autori contemporanei (Bachmann, Mueller, Ben Jelloun).

TEATRO CARGO

STORIA

Dal 1994 al 2018 a Genova è nato e cresciuto un teatro anomalo e indipendente che ha dato vita a spettacoli ed esperienze pilota uniche e irripetibili. E’ stato fondato da un gruppo di donne ed è stato sempre ad alta percentuale femminile. Il Teatro Cargo dopo anni di vita raminga, si insedia a Voltri, periferia genovese, dove apre due sale: la prima in un ex cantiere navale sulla spiaggia; la seconda è il più antico teatro storico ligure, nella Villa Duchessa di Galliera. Mentre continua a produrre spettacoli che girano l’Italia e l’Europa, il Cargo mantiene salde le radici nel territorio, dove forma un pubblico che prima non c’era, coinvolgendo spettatori dai 3 anni in su. Produce spettacoli memorabili per l’identità cittadina come DONNE IN GUERRA, a bordo del treno storico Genova Casella, o PARTENZE sulla Gru Maestrale. Coinvolge centinaia di artisti, spesso giovani, prediligendo storie di donne e di memoria, di eroi dimenticati e viaggiatori intercontinentali di oggi e di ieri. Lungo i rocamboleschi anni della sua storia, Teatro Cargo resta fuori dagli schemi, sfugge alle etichette e non si omologa a nulla.

Cargo produce teatro di ricerca e teatro per l’infanzia e organizza laboratori. I soci fondatori sono: Laura Sicignano, Laura Benzi, Maria Grazia Bisio.

TEATRO DELLA GIOVENTÙ

STORIA

Inaugurato  il 28 ottobre 1930, fu sede dell’Opera Nazionale Balilla e utilizzato come palestra con un palco sullo sfondo.

Nello spazio si effettuavano saggi e spettacoli di intrattenimento ed era inoltre utilizzato per la preparazione atletica dei giovani e per attività ricreative e sportive.

Dal dopoguerra agli anni settanta, si svolsero attività occasionali, sia teatrali che di intrattenimento; in epoca successiva venne invece utilizzato per attività lontane dalla sua funzione:

in definitiva, perduta la destinazione originaria, il locale aveva subito un lento ed inesorabile degrado.

Nel 2004 in occasione dell’evento Genova capitale europea della cultura, la Regione Liguria, proprietaria della struttura, decise di porre mano al restauro e al recupero funzionale del teatro, per restituirlo alla sua destinazione originaria. Tale recupero ha seguito criteri di risanamento e restauro conservativo rispettando rigorosamente le dimensioni del palcoscenico che è stato ripristinato e attrezzato secondo le moderne tecniche sceniche.

Al momento della riapertura il  teatro constava di due sale.

Tra il 2004 e il 2011 il Teatro della Gioventù ha ospitato spettacoli in dialetto genovese, operette, commedie brillanti e musicali, concerti jazz e di cantanti contemporanei.

Dal 2011 il Teatro è stato sede della Compagnia teatrale The Kitchen Company, che ha messo in scena spettacoli teatrali e musicali.

L’edificio è stato pesantemente danneggiato durante l’alluvione dell’’ottobre 2014 ed è stato parzialmente ristrutturato, pur senza il completo ripristino degli arredi.

A maggio 2016 la Regione Liguria, proprietaria dell’immobile, lo ha destinato al Teatro Carlo Felice come concreto sostegno di patrimonializzazione e per creare ulteriori potenzialità di sviluppo delle competenze che il Teatro Carlo Felice può mettere in campo.

Il Tdg è sede dell’Associazione Amici di Paganini.

ARCHITETTURA DEL TEATRO

Il teatro è diviso in due sale:

la maggiore (situata al livello superiore, capienza 375 posti) è intitolata a Gilberto Govi, la minore (situata al livello inferiore, capienza 100 posti) a Gianni Barabino.

La sala Govi è stata schermata acusticamente utilizzando tecnologie avanzate sia per i materiali che per gli impianti.

Le linee architettoniche degli esterni sono state salvaguardate rispettando l’originale edilizio. Sono stati apposti alle finestre ampi cristalli di protezione con un buon risultato estetico e funzionale.

TEATRI CHE NON CI SONO PIÙ

TEATRO DI SANT’AGOSTINO

Il Teatro di Sant’Agostino è un teatro di Genova, con sede nel centro storico cittadino. Edificato nel 1702 come teatro all’italiana, tra XIX e XX secolo ha subito molte trasformazioni. Restaurato nel 1986 dall’architetto Ettore Piras è stato il primo teatro multisala in Italia.

Ecco come l’Alizeri descrive detto teatro:

“Sulla sinistra della piazza (di Sant’Agostino) è il Teatro, che dalla vicinanza alla chiesa vien detto di Sant’Agostino. Furon queste le primarie scene della città innanzi alla fondazione del Carlo Felice, e comechè troppo modeste appetto alla magnificenza d’ogni nostro stabilimento, pure furono decorose a Genova e gradite a’ cittadini per la presenza de’ più famosi cantanti, e mimi, e danzatori. Ha il teatro sei file di logge, ed un loggione; di mediocre grandezza é il palco scenico; l’intero locale capace di 2000 spettatori. disagevole n’é l’ingresso poiché mette alla platea per iscale che discendono, già cagione in addietro di gravi sciagure. Fino al 1825 fu proprietà de’ Marchesi Durazzo, da’ quali fu comprato in detto anno dalla Civica Amministrazione. Dopo l’apertura del Maggior Teatro (il Carlo Felice, ndr) fu destinato a secondarii spettacoli, ed attualmente non apresi che d’inverno a truppe drammatiche, o nella quaresima a compagnie equestri, ginnastiche, e va dicendo.”

Oggi il teatro di Sant’Agostino, nato nel 1701 e famoso tra l’altro perché lì vi debuttò Niccolò Paganini e Gilberto Govi proprio in questo teatro fondò la sua compagnia, non esiste più ma sulle sue ceneri è nato il Teatro della Tosse(1986), uno dei migliori teatri di prosa cittadini dotato di tre sale:

la Dino Campana, l’Agorà e la Sala Aldo Trionfo nata nel 1993. 

TEATRO DEL FALCONE

Il Teatro del Falcone è stato un teatro italiano, con sede a Genova. Attivo sin dal 1600, fu il primo teatro pubblico genovese e il secondo in Italia solo dopo quello della Repubblica di Venezia. Parzialmente danneggiato durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, anziché sottoporlo a ristrutturazione fu rimpiazzato nel 1953 da un edificio dedicato a spazi espositivi.

La storia ci tramanda un’ origine del nome del teatro che si lega al nome dell’antica locanda “ad signum Falconis” sulla strada di Prè. Questa locanda, appena fuori dal centro cittadino, era famosa perché spesso nel suo giardino si allestivano piccoli spettacoli dove si esibivano le compagnie teatrali itineranti.Gabriele Adorno acquista la locanda nel 1602 e la trasforma in un vero e proprio teatro: Genova aveva così, seconda sola a Venezia, una sala teatrale a pagamento.Nel 1679 il teatro cambia di proprietà: dagli Adorno passa ai marchesi Durazzo. Grazie a questi si ha una rinascita del teatro che viene ristrutturato su disegno di Carlo Fontana nel 1705: il teatro diventa a 5 ordini, quattro di palchetti in legno ed una galleria comunicante con la platea tramite scale simmetriche.

Tra coloro che resero grande il teatro del Falcone dobbiamo ricordare Carlo Goldoni, di cui ancora oggi una targa in Vico Sant’Antonio ricorda il suo soggiorno presso il teatro, anche se  sicuramente l’episodio più famoso  di questo teatro è legato alla figura del grande violinista genovese Niccolò Paganini: (da qui il detto “Paganini non ripete”)
L’apertura del teatro Carlo Felice rese il teatro del Falcone obsoleto e poco utilizzato ma fu l’incursione aerea del 9 maggio 1944 a dar il colpo di grazia a questo teatro che nel frattempo era divenuto un deposito di arredi e materiali vari: uno spezzone incendiario squarcia il tetto provocando gravi danni alla struttura.

Dopo la guerra, nonostante vi fossero tutti i disegni e la possibilità quindi di ridare l’antico splendore al teatro, si decise di costruire un nuovo edificio destinato a manifestazioni culturali e a sede di mostre.
Se Vi capita di andare a Palazzo Reale fate un passo nel Teatro del Falcone: nonostante le moderne strutture si possono ancora intuire le antiche linee della struttura nella forma dei corridoi e alzando lo sguardo al soffitto.

TEATRO DELLE VIGNE

Un altro teatro sorgeva nei vicoli genovesi, subito dietro alla Chiesa delle Vigne. Citato da Donaver nel suo “Le vie di Genova” nel 1912.
Ecco come egli lo descrive: “Qui esisteva ancora nell’ultimo quarto del secolo scorso un teatrino in legno detto appunto delle Vigne, nel quale agiva una compagnia di marionette con grande giubilo dei fanciulli e spesso dei rispettivi genitori. Per timore d’incendio ne fu ordinata la demolizione, e così scomparve il teatro più antico di Genova. Fondato pure dai Durazzo, era fiorentissimo nel sec. XVIII e molto frequentato dall’aristocrazia. Se ne rese poi acquisitore Antonio Romanengo.”
Qui assistettero a spettacoli di marionette personaggi come Dickens, il quale racconta di non essersi mai divertito tanto in vita sua nell’assistere ad una rappresentazione di burattini quanto in questo teatro assistendo ad uno spettacolo che vedeva protagonista Napoleone a Sant’Elena, e Giuseppe Verdi, il quale amava passare i pomeriggi a godersi gli spettacoli di questo famoso teatrino in legno.

TEATRO DA CAMPETTO

Non troppo distante dal Teatro delle Vigne vi era una volta un piccolo teatro di cui si hanno pochissime notizie. Esso si trovava in Campetto ed occupava gli spazi di quella che una volta fu la Chiesa di San Paolo. Questa parrocchia gentilizia fu fatta erigere da Simone Camilla nel 1216; rimase  dell’Ordine fino al 1798 quando, come accadde anche  negli altri ordini religiosi, questa Chiesa fu espropriata e  venne trasformata in un teatro popolare nel 1813. Esso era chiamato “da Campetto” ed ospitava spettacoli di prosa, marionette e saltinbanchi.
L’attività del teatro “da Campetto” proseguì per trent’anni: la maschera più popolare e rappresentata di cui si hanno notizie, rappresentata in numerose variazioni fino al 1820, era quella dello “Sciû Reginn-a”, personaggio realmente esistito che sarà preso a modello da Martin Piaggio per il suo “Lûnajo du Sciû Reginn-a”.

TEATRO DIURNO ALL’ACQUASOLA

Alizeri descrive il Teatro Diurno nella sua Guida Artistica per la città di Genova. Il teatro inizialmente, fino al 1826, nel sito sul quale erano collocate le Montagne Russe del tempo.L’anno stesso vi fu costrutto un piccolo teatro posticcio dove recitavano con fantocci commedie e drammi, che si alternavano ad altri giochi dalla breve durata. Negli anni successivi edificarono il teatro diurno, che venne aperto il 1° giugno 1832. Grazie alla Fondazione del signor Luigi Bruni, il disegno e la direzione della fabbrica a Luigi Prato che delineò in robusto ordine dorico un palco scenico largo 18 metri, ed alto 18. 50 sovrastante ad una platea del diametro di metri 29 e capace di circa 3000 persone. Ai fianchi della medesima s’ergono a mò di scala due terrapieni che servono di lubbione; in faccia al proscenio vi sono due file di palchi che inoltrano breve tratto sui lati. Il teatro rimaneva chiuso nella stagione invernale.

Esso si presentava come un anfiteatro all’aperto. Detto anche “L’Arena”, esso si trovava all’incirca dove poi verrà costruito il Politeama. Era all’interno del Parco dell’Acquasola  che all’epoca si estendeva fino alle pendici di Villetta di Negro, prima che le trasformazioni urbanistiche lo riducessero all’attuale perimetro.

curiosità

Quasi sconosciuto ai genovesi di oggi di questo teatro ci parla Charles Dickens nel suo “Pictures from Italy” del 1843. Egli, osservando l’Acquasola dalla Villa delle Peschiere dove risiedeva in quel periodo, dopo aver descritto la bellezza del parco così scriveva:
“(…) siedono rivolti dalla nostra parte, gli spettatori del Teatro Diurno (…), fa un effetto molto strano, non sapendone la ragione, veder passare così subitamente tutte quelle facce dall’ansietà al riso (…)”.
Qui nel 1847 Goffredo Mameli tenne un comizio.
La storia del Teatro Diurno finisce nel 1868 quando al suo posto viene innalzato il Politeama Genovese.

TEATRO APOLLO

In Borgo Lanaiuoli, poco distante dall’odierna Piazza Dante, esisteva un altro piccolo teatro, il Teatro Apollo.
Inaugurato nel 1853, questo teatro va ad occupare gli spazi di quello che era fino ad allora l’oratorio di Santa Maria della Pietà.
Il teatro ha una capienza di 1200 posti con platea, loggione e ben quattro ordini di palchi ed è illuminato da un impianto di illuminazione a gas, vera novità per quell’epoca (proprio lo stesso anno il Carlo Felice era anch’esso passato a questo tipo di illuminazione).
Il Teatro Apollo nasce come un teatro prediletto dall’aristocrazia ma diviene ben presto teatro popolare dopo l’inaugurazione del Teatro Paganini, avvenuta nel 1855, il quale diventa esso stesso riferimento per le classi benestanti.
Nei primi anni del ‘900 il teatro subisce una profonda ristrutturazione che lo porterà ad aumentare la sua capienza interna con l’inserimento anche di una galleria per gli spettatori.
Nella ristrutturazione si impegna il cemento armato evitando l’uso del legno allo scopo di prevenire incendi.
La storia del teatro si interrompe negli anni 30 del Novecento quando tutta questa zona subisce l’opera di distruzione del piccone che porterà alla nascita di quella piazza Dante che ancora oggi noi vediamo.
Tra i tanti artisti che qui si esibirono, ricordiamo Camillo Sivori, amico ed allievo di Niccolò Paganini. 

TEATRO PAGANINI

Inaugurato il 9 aprile 1855 con la rappresentazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi, questo teatro si trovava in Via Caffaro. Progettato dall’architetto Tommaso Carpineti, esso aveva una sala a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi ed il loggione; il sipario, dipinto da Giuseppe Isola, raffigurava “Il trionfo del Petrarca in Campidoglio”. Molto in auge per tutto il diciannovesimo secolo, annoverava tra i suoi spettatori personaggi del calibro di Friedrich Nietzsche che qui, nel 1881, assistette alla prima genovese della Carmen di Bizet. Iniziò una lenta e inesorabile agonia nel Novecento con la nascita del Cinema e il progressivo ed inarrestabile amore del pubblico verso questa nuova forma d’arte a scapito dei vecchi teatri.

I bombardamenti inglesi del 1942 poserò fine alla breve storia di questo teatro radendolo al suolo e distruggendo tutto l’archivio storico custodito nei suoi fondi.
Oggi al suo posto sorge un anonimo palazzo e nulla rimane più a ricordare il Teatro Paganini, se non qualche racconto e alcune immagini.

TEATRO DELLE MARIONETTE DI CINCININA

In Vico dei Santi, a pochi passi dalla Porta Aurea, prima che l’intera zona venisse distrutta e trasformata in quella che oggi è Piccapietra, esisteva un piccolo teatro delle Marionette. Nell’immagine qui sopra, si può notare, sulla sinistra, un manifesto di questo antico teatro che così recita:
TEATRO DELLE MARIONETTE DEL  CINCININA Stasera e domenica alle 6 rappresentazione: IL CAVALIERE DI LEGARDERE ossia Il gobbo misterioso ovvero I morti che parlano Dramma in 5 atti con Barudda servitore poi FARSA TUTTA DA RIDERE I palchi si affittano alla mattina.

Il Barudda era un personaggio molto popolare nella Genova ottocentesca e a teatro venivano narrate le sue mirabolanti gesta.

POLITEAMA ALFIERI

Nella piana compresa tra le Mura Seicentesche ed il Bisagno, poco distante da Porta Pila, sorgeva il Politeama Alfieri, un grande baraccone in legno di forma circolare.
Esso venne demolito nel 1892 per far spazio ai padiglioni dell’Esposizione Colombiana.

L’ARENA POLITEAMA ALFIERI

Il diruto Alfieri per così dire rinacque in Carignano sull’Area occupata dall’Arena Alessi. Inaugurato nel 1893, esattamente in anno dopo la distruzione del primo Alfieri, qui si rappresentavano le operette e il varietà.

LA NAVE-TEATRO DI COPPODE’

Nel 1914 Genova ospita l’ “Esposizione internazionale di Marina e Igiene Marinara – Mostra coloniale italiana”: viene creato dal nulla una cittadella suddivisa in padiglioni che si estende tra l’attuale Piazza Verdi e Piazza della Vittoria. Tra gli edifici più curiosi spicca la “Nave-Teatro” progettata dall’eccentrico architetto Gino Coppedè: nel mezzo di un laghetto artificiale detto “la vasca delle rane” poiché sul bordo si “affollavano” questi  simpatici anfibi, costruita in gesso e calcestruzzo ed ancorata al fondo con robuste catene di legno, essa si presentava come una “gigantesca galea sormontata da una cupola turrita con merli sotto i quali occhieggiavano, fra l’ilare e il tremendo, visi mostruosi”.
Questo teatro, con duemila posti a sedere, venne inaugurato nel maggio del 1914 con l’operetta il “Conte di Lussemburgo” di Lehar.
La storia di questo singolare teatro, costruito solo per durare il tempo dello svolgimento della grande esposizione, continua fino al 1928 quando sarà demolito per far spazio alla realizzazione di Piazza della Vittoria. 

TEATRO ANDREA DORIA

Il teatro sorse come Nuovo teatro Andrea Doria a brevissima distanza dalla Porta degli Archi, nei pressi dell’attuale Ponte Monumentale, su iniziativa dei soci Antonio Fasce e Domenico Corte che ottennero la delibera alla costruzione nel 1853.

Il teatro fu disegnato su progetti di massima dell’architetto Orsolini, morto però il 22 dicembre di quello stesso anno. Il completamento venne quindi affidato all’architetto Gio Batta Olivieri, che apportò alcune modifiche al progetto originale. La prima pietra fu posta il 12 gennaio 1854 e il nuovo teatro fu pronto il 9 agosto 1855 e inaugurato quella stessa sera.

Descritto come “magnifico” nelle guide cittadine già in questa sua prima veste, e capace di duemila posti, il teatro era composto di quattro ordini di palchi e di un loggione sorretti da colonne corinzie di ghisa.

Al secondo piano si trovavano tre sale da caffè mentre al quarto piano si trovava l’appartamento dell’impresario. Il teatro era inoltre fornito di una scuderia, capace di ospitare 24 cavalli in caso di spettacoli equestri. Nel soffitto, essendo il teatro aperto anche agli spettacoli diurni, era ricavato un grande velario del diametro maggiore di 14 metri, oscurabile con pannelli in legno montati su rotaie. Nel centro del velario si trovava il grande lampadario a gas.

Il primo sipario era decorato con l’immagine di Andrea Doria in atto di rifiutare la corona ducale offertagli da Carlo V, opera del pittore Giuseppe Isola (1808-1893). Il secondo sipario rappresentava un giardino presso la reggia di Ferrara con Torquato Tasso che legge il suo poema Gerusalemme liberata alla duchessa Eleonora d’Este, opera del bresciano Francesco Zuccarello con figure dello stesso Isola.

All’inaugurazione dell’Andrea Doria, avvenuta il 9 agosto 1855, andò in scena un concerto corale e strumentale.

POLITEAMA MARGHERITA

Il Teatro Margherita era uno storico teatro di Genova, con sede nella centrale via XX Settembre. È stato per molte decadi uno dei più importanti teatri della regione. Nel 1998, in seguito a una ristrutturazione, è stato convertito in un centro commerciale.

STORIA

Il teatro Andrea Doria fu ristrutturato sontuosamente una prima volta nel 1885 e successivamente intitolato alla Regina Margherita, consorte del re Umberto I.

In queste nuove vesti architettoniche riscosse particolare apprezzamento conferendo lustro alle stagioni teatrali del capoluogo ligure a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Il teatro, con accesso da via XX Settembre attraverso un portale aperto al civico 18 della via, fu rimodernato nuovamente nel 1938. 

Durante la seconda guerra mondiale fu distrutto dai bombardamenti inglesi e quindi ricostruito tra il 1954 e il 1957, con un nuovo progetto di Marco Lavarello e altri. Inaugurato nuovamente il 10 ottobre 1957, con la commedia Pignasecca e Pignaverde di Gilberto Govi, in attesa della ricostruzione del Teatro Carlo Felice pericolante dopo la seconda guerra mondiale, la stagione di opera lirica del Teatro Comunale dell’Opera si trasferì stabilmente e per i successivi trent’anni al Margherita.

Nel 1971 ospitò anche la sfilata dedicata alla collezione annuale dello stilista Sandro Soldano, presentata da Mike Bongiorno. Fra le messe in scena storiche del periodo anche La Cenerentola di Gioachino Rossini, con costumi originali di Lele Luzzati, presentata per la prima volta nel 1978.

Nel 1991, con l’inaugurazione del ricostruito Teatro Carlo Felice, e venuta quindi meno la stagione della lirica, il teatro passò sotto la direzione di Danilo Staiti e ospitò soprattutto spettacoli di prosa, commedie, teatro moderno e concerti. Fra gli artisti ospitati nei successivi due anni: Fabrizio De André, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Beppe Grillo, Antonio Albanese, Paolo Rossi, Alessandro Bergonzoni, Paolo Conte, Liza Minnelli, Lindsay Kemp, David Parsons, Los Lobos.

Il teatro continuò le rappresentazioni fino alla metà del 1993, quando la proprietà decise di vendere la struttura. Tramontata fra le polemiche l’ipotesi di una ristrutturazione, la struttura fu modificata e adattata per ospitare un centro commerciale della catena Coin, inaugurato nel 1998.

TEATRINO DEI BURATTINI NEL CHIOSTRO DELLE VIGNE

Nel chiostro dell’XI Secolo della Basilica di Santa Maria delle Vigne, alla domenica, c’era il teatrino dei burattini, una vera e propria istituzione per i bimbi che abitavano nei vicoli. In questa immagine, tratta da un filmato della Fondazione Ansaldo, si vede la struttura del teatrino e le sedie che, per l’occasione, occupavano tutto il chiostro (e questo ci fa comprendere il grande successo che riscuoteva questo teatrino).

TEATRINO DEI BURATTINI IN VICO SAN CRISTOFORO

In Vico San Cristoforo, strada stretta che collega ancora oggi Via Prè a Piazzetta San Carlo, aveva sede fino al XX Secolo, in un magazzino a piano strada, un piccolo teatro dei burattini. Il luogo era detto “du Camuin” ed era gestito da un uomo che portava sul suo corpo i segni del vaiolo.

TEATRINO DI PIAZZA MARSALA

Nasceva nel 1966 il Teatrino di Piazza Marsala. Si trattava di un piccolo teatro il cui palco era la continuazione della sala, idoneo ad ospitare piccole rappresentazioni, i dibattiti e il ballo, che seguiva quasi sempre gli spettacoli.

L’idea era di far diventare questo luogo un vero e proprio centro di cultura riservato ai giovani: spettacoli inusuali (teatro d’avanguardia, sperimentale, presentazione di giovani autori o giovani compagnie, cabaret, recital musicali), ma anche ascolto dei dischi, sede di dibattito e luogo di ritrovo.

Il primo spettacolo, presentato il 17 novembre 1966, è stato “Teo e l’acceleratore della storia” di A. Frassinetti e G. Manganelli, con la regia di Marcello Aste, interpretato da Giustino Durano, Paolo Villaggio, Giampiero Bianchi. Le testimonianze ci descrivono il teatrino come il termometro di una Genova che per un periodo costituiva il fulcro dell’arte teatrale, della sperimentazione e scintilla dell’avanguardia.

TEATRO SOCIALE

Il Teatro Sociale è stato un teatro di Genova. Sorgeva nell’attuale Piazza dei Micone del quartiere di Sestri Ponente.

Edificato tra il 1840 e il 1847, era l’unico e principale teatro dell’allora comune autonomo di Sestri Ponente.

Dopo circa cinquant’anni di attività, una perizia effettuata dalla Regia Prefettura lo giudicò “indecente” e “pericoloso” a causa del cattivo stato delle strutture e con tale motivazione venne abbattuto nel 1895. Nel 1917 sull’area occupata dall’edificio fu ricavata l’odierna piazza dei Micone.

A Sestri Ponente venne quindi costruito un nuovo teatro, il Teatro Verdi.

LA BORSA DI ARLECCHINO

L’esperienza della Borsa di Arlecchino durò solo cinque anni (1957-62), eppure essa rappresenta un luogo importante della memoria del teatro italiano del ‘900 perché in quella saletta bruciarono inediti esperimenti che poi deflagrarono, lentamente, nel resto della penisola.

La Borsa fece scoprire a un pubblico sbalordito i testi dell’avanguardia europea (Ionesco, Beckett, Genet, Ghelderode, ecc.) e presentò spettacoli sorprendenti di giovani artisti destinati a un futuro importante: Aldo Trionfo, Paolo Poli, Emanuele Luzzati, ma anche – è meno noto – Carmelo Bene, Fabrizio de André.

Dopo la sua chiusura, la Borsa è dunque diventata un riferimento simbolico e mitologico all’interno di diverse narrazioni: in relazione alla storia di Genova, dove è ricordata come la prima sala d’avanguardia della città; al percorso artistico di un «regista eccentrico» come Trionfo; al teatro di ricerca degli anni ‘60 e ai suoi antecedenti.

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