In una bolla magica [Martina Bonardi e Francesca Ravasio]

Magie al Borgo

Festival Internazionale dell’Arte di Strada

Tra la folla in lontananza si intravede un gruppo di uomini vestiti di nero e oro che ballano e suonano piccoli strumenti circondati da fate e fiori che si muovono leggiadri tra lo stupore generale. L’atmosfera è allegra, le luci soffuse. Talvolta guardando il cielo pare di scorgere delle figure che fluttuano spensierate come se fossero piume mosse dalle note di melodie mai sentite prima. La strana banda si fa sempre più vicina, mi sorride e mi invita con un saluto in una lingua che non conosco a lasciarmi andare e a prendere parte al loro gioco. Impossibile resistere, mi lascio trascinare nel loro girotondo.

Ogni anno, durante l’ultimo weekend di Aprile, nella piccola realtà di Costa di Mezzate, paesino in provincia di Bergamo, viene organizzato un festival internazionale di artisti di strada che interessa sia grandi che piccoli.

Il cuore del festival è il borgo medioevale del comune che si erge intorno all’imponente castello risalente al XII secolo, caratterizzato da un intreccio di stradine e piazzette che per l’occasione vengono adibite alla messa in atto di spettacoli itineranti.

Tutta la zona, che negli anni ha subito l’influenza della frenetica vita moderna, per l’occasione si trasforma in zona pedonale e l’arredo urbano contemporaneo viene camuffato e trasformato per permettere al pubblico di rivivere la magia di un vero borgo medioevale.

Strane creature fantastiche, tutte da scoprire, iniziano così a farsi largo: clown variopinti che amano scherzare, uomini sui trampoli che si aggirano tra la folla, mimi che paiono statue e riprendono vita inaspettatamente….

Guardano tutti allegramente e invitano gli ospiti a seguirli nelle piazze dove funamboli giocano a rincorrersi su fili tirati da una finestra all’altra, proprio sopra le loro teste.

Entrando nella magia del luogo che li ospita è impossibile non lasciarsi stupire e trasportare dai fiumi di persone che si muovono tra i vicoli alla ricerca di una maga o un prestigiatore che faccia comparire una moneta o che estragga miriadi di fazzoletti colorati dalla propria manica.

Semplici giochi d’effetto affiancati a mangiafuoco o trapezisti sempre più emozionanti e strabilianti, che ogni anno lasciano con il naso all’insù e la bocca appena aperta per lo stupore migliaia di nonni, genitori, coppie e bimbi completamente immersi nelle vicende delle storie narrate.

Luoghi carichi di emozioni e momenti unici che prendono vita in una giocosa e colorata giostra di divertimento solo poche ore all’anno, in grado di lasciare un pizzico di malinconia tra gli abitanti quando il borgo si svuota. Niente più colori accesi degli stendardi appesi alle finestre, niente paralumi decorati di rosso e giallo messi per coprire i lampioni, basta decorazioni. Si spengono le lucine che segnano un percorso, vengono riposte le statue di legno e metallo che decorano anche gli angoli più nascosti, scompaiono le installazioni che si muovono lente nell’acqua del piccolo ruscello che attraversa il paese.

Forse è anche questo il bello del festival. Aspettare con ansia e trepidazione che il paese si popoli di nuovo, con la curiosità di sapere quali nuovi artisti parteciperanno e quali torneranno come vecchi amici.

Un incantesimo talmente atteso che nemmeno il maltempo è in grado di fermare. Aprile infatti è noto per il suo clima instabile che puntualmente cerca di ostacolare l’entusiasmo che circonda il festival.

È talmente bello viverlo appieno però che c’è sempre tempo per rifugiarsi in fuga dalla pioggia in qualche locanda, troppo piccola per ospitare così tante persone. Pubblico e clown, stanchi e bagnati, si riposano davanti a un boccale di birra o un piatto di casoncelli: è l’occasione inaspettata di incontrare e scambiare due chiacchiere con gli artisti.

Tutte queste emozioni non sarebbero però possibili senza il lavoro e la creatività di artisti professionisti: tutti straordinariamente capaci di raccontare storie mai sentite prima e trasportare il pubblico in posti lontani e fantastici senza muoversi dal borgo.

Ogni angolo viene studiato e adibito a diverse tipologie di rappresentazione che spaziano dalle discipline circensi al teatro di strada. E ancora acrobatica aerea, funambolismo, teatro urbano, danza contemporanea, giocoleria, manipolazione di marionette, oggetti e tanto altro…

Nelle piazze più spaziose troviamo scenografie più elaborate che ospitano spettacoli teatrali o acrobatici mentre le vie secondarie sono riservate alle esibizioni di personaggi bizzarri o giocolieri sui trampoli.

Magie al Borgo insomma è un’occasione unica per avvicinarsi e riassaporare le tradizioni, oltre che essere un ottimo pretesto per dare libero sfogo all’immaginazione, concedendosi di tornare per un po’ bambini, aiutati anche dal clima giocoso e frizzante che caratterizza queste giornate.

Il Festival nasce vent’anni fa, con la volontà di far vivere gratuitamente un momento magico agli spettatori e promuovere il turismo culturale attraverso la valorizzazione del territorio, della storia e della tradizione culinaria del luogo.

Dopo la prima edizione, nel 2001, ogni anno è sempre stato in grado di stupire e conquistare interesse, contando la partecipazione di oltre 30000 persone provenienti da tutta Italia e non solo.

La manifestazione non si avvale solo dell’esperienza di artisti professionisti provenienti da diverse parti del mondo, ma anche del prezioso contributo di più di 300 persone del luogo che ogni anno si offrono volontarie lavorando con grande fatica e dedizione durante tutta la durata dell’evento.

La partecipazione dei cittadini è fondamentale non solo a livello organizzativo ma anche e soprattutto per la gestione dei punti di ristoro dove si possono assaporare piatti tipici della cucina tradizionale bergamasca, molto apprezzati dai visitatori.

Con la crescita del festival, molte cose sono cambiate e i luoghi resi disponibili dal comune per l’alloggio degli artisti non sono più sufficienti. Così da alcuni anni i cittadini più disponibili si impegnano ulteriormente, mettendo a disposizione anche le loro case per ospitare le compagnie, realizzando un’ampia convivenza delle diverse realtà del festival durante tutta la sua durata e favorire lo scambio culturale.

Altri enti essenziali per la resa spettacolare del festival sono le diverse associazioni del territorio che si occupano di rendere le scenografie sempre più accattivanti e incantevoli, prestando sempre una grande attenzione ad individuare nuovi trend e proposte tra gli artisti più esclusivi, così da rendere ogni edizione unica.

Gran parte del merito lo si deve però al direttore artistico Lorenzo Baronchelli che è sempre stato affascinato dall’arte circense, arrivando a creare e interpretare spettacoli di teatro comico e di strada presentati dalle compagnie Alicante, Erbamil e Ambaradan in molti festival e rassegne, sia italiani che stranieri.

Dal 2010 è tra i fondatori della Residenza Teatrale Initinere, centro di produzione e ricerca avviato con il sostegno di Fondazione Cariplo. È attualmente presidente dell’associazione Ambaradan di cui cura la promozione e amministrazione.

Il festival nasce dalla collaborazione con lo scenografo Gino Copelli, laureatosi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brescia e scenografo di diverse compagnie di prosa e di teatro per ragazzi. I suoi lavori hanno ricevuto numerosi riconoscimenti quali La Maschera d’Oro nel 2001 e Il Sipario d’Oro nel 2014.

Dal 2006 è insegnante di Scenotecnica in diverse Accademie di Belle Arti a Brescia, Perugia, Catania e Venezia.

Queste due figure, accomunate dalla passione per il teatro, grazie a tutte le collaborazioni con enti diversi, sono state capaci di dar vita ad una festa che coinvolge non solo il borgo e il paese ma anche i comuni circostanti: la zona collinare offre la possibilità di brevi passeggiate, non solo all’interno delle piccole vie medievali tutte da scoprire con scorci incredibili, ma anche nella natura di cui è circondato il paese, così da rendere l’esperienza interessante anche al di fuori del piccolo borgo magico.

Negli ultimi anni il festival sta investendo molto su artisti sempre più all’avanguardia, pronti a portare al pubblico spettacoli sempre più emozionanti grazie alla tecnologia che sta prendendo piede non solo nel teatro tradizionale ma anche, con successo, nel teatro di strada.

Essa tende ad essere utilizzata soprattutto nei costumi che vengono resi meccanici, e quindi, in grado di dare un valore aggiunto a delle performance già di livello molto alto. Le scenografie tradizionali vengono sostituite dall’abbellimento degli attrezzi meccanici utilizzati dagli artisti e dalla valorizzazione del centro urbano coniugato con il clima itinerante del festival. Gli artisti riescono a trasformare l’ambiente in mondi immaginari e onirici senza bisogno di altri oggetti di scena.

Inoltre, il fatto che sia all’aperto è un ulteriore vantaggio soprattutto per i più curiosi che possono assistere liberamente all’allestimento dello spazio e alla trasformazione accurata del borgo che si svolge in pochi giorni.

Ogni anno il via è dato dall’esposizione del totem di legno raffigurante un giocoliere vestito di giallo e rosso, simbolo proprio del festival, che sancisce l’inizio del periodo di fermento.

Proprio quest’anno il festival avrebbe dovuto festeggiare 20 anni con una grande festa. Ma, trovandosi in una delle zone più colpite dall’emergenza sanitaria purtroppo è stato costretto ad annullare le date.

Per chi si fosse perso le edizioni precedenti però lo staff ha subito provveduto a ricordare i momenti più significativi tenendo aggiornate le pagine social con foto, video e una dedica speciale a tutti quanti, con la speranza di poter tornare a vedere i sorrisi nelle piazze…

“Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa:
nel legno del tavolino,
nel bicchiere, nella rosa.”
Gianni Rodari

Per approfondimenti visita il sito ufficiale: https://magiealborgo.it/home/


RIASSUNTO TESTI – MARTINA BONARDI

Il Ritorno a Casa, Harold Pinter

Una vicenda che inizialmente non desta particolare stupore. Si svolge interamente tra le mura di una casa abitata da soli uomini dove avvengono situazioni quasi surreali e discorsi incentrati su rancori repressi al limite della sopportazione.
La svolta avviene una notte con l’arrivo di Teddy e sua moglie che viene immediatamente identificata come prostituta. I toni dei personaggi cambiano e la situazione diviene mano a mano più assurda tant’è che la donna deciderà alla fine di non tornare a casa, bensì di rimanere a colmare il bisogno sessuale della famiglia del marito.

Giorni Felici, Samuel Beckett

Due coniugi, una scena fissa, un’esistenza vuota e un testo estremamente attuale. il dialogo tra i due è del tutto assente, il contatto fisico altrettanto. È chiaro che è tutto in discesa e non può essere altrimenti. Lo scandire del tempo dalla campanella rende l’atmosfera più assurda ed è la chiave che permette di amplificare la monotonia di chi è prigioniero di un’esistenza precaria.


RIASSUNTO TESTI – FRANCESCA RAVASIO

Aspettando Godot, Samuel Beckett

Tra una domanda sull’esistenza umana e una richiesta violenta di silenzio, Vladimir ed Estragon, personaggi di “Aspettando Godot” ci tengono compagnia in una divertente commedia del teatro dell’assurdo.
L’attesa ingiustificata di Godot perde riferimenti temporali e spaziali facendo diventare questa procrastinazione un vero dilemma sia per i protagonisti che per il lettore che si interroga sul senso metaforico di tutta la scena. Esso si accrescerà anche con le figure di Pozzo e il suo servo Lucky.

Le Tre Sorelle, Anton Cechov

Le protagoniste di questo dramma teatrale sono tre sorelle: Ol’ga, Maša e Irina. Esse cercano di intessere rapporti con gli assidui frequentatori della loro casa e amici di loro fratello. Ogni personaggio all’inizio confida in un futuro migliore e sogna il meglio per sé e la sua famiglia.
L’epilogo è rapido e negativo: tutti vedono le proprie aspettative crollare. Disillusi, tristi e sfiduciati non possono far altro che chiedersi il significato della loro esistenza rifugiandosi in una vita di agonia.


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