Cosa resta del teatro? [Agata Beretta]

Dopo i grandi eventi e sconvolgimenti ci si ferma per fare il punto della situazione e capire come ne siamo usciti: il Covid e la conseguente quarantena, che ancora oggi è presente in tanti paesi, molte aziende e realtà si sono dovuti adattare e cambiare questa nuova situazione.

Il teatro non ha fatto eccezione, sin dai primi giorni della quarantena abbiamo assistito a diverse personalità del mondo dello spettacolo che cercavano di reagire a questa nuova e inattesa situazione.

Ora facendo il punto della situazione la domanda che nasce spontaneamente è cosa rimane del teatro?

Ho raccolto diverse realtà e eventi che sono stati paragonati al teatro, ma lo sono davvero? Cosa hanno in comune? Riescono a trasmettere le stesse cose (o quasi) del teatro? É giusto chiamarlo teatro?

Diversi teatri e associazioni culturali hanno lanciato tramite i social delle challenge, delle sfide attraverso i canali social, a cui hanno aderito sia persone normali che attori e registi teatrali molto conosciuti.

Per esempio l’iniziativa Brave Shakespeare del Public Theatre di New York che è nata durante al quarantena per diventare una piattaforma di recitazione dove ognuno può recitare stralci di opere di Shakespeare condividendole.

Un’altra iniziativa è il 24hr Play che nasce con l’idea di un teatro temporaneo che organizza spettacoli in un tempo limitato e seguendo questa filosofia ha messo online diversi monologhi di autori diversi per un periodo di tempo limitato.

In questi casi abbiamo interpretazioni diverse, in ambienti diversi ma molte intensi dove l’attenzione è totalmente focalizzata sull’attore e su ciò che dice.

Un’altra organizzazione che ha cercato di portare il teatro nelle case durante la pandemia è l’Acting for a cause, nata nel Marzo 2020, mette in scena attraverso i mezzi telematici come il pc diversi testi teatrali.

Alcuni attori indossano anche costumi o oggetti tipici dei loro personaggi, in questo caso non è lo stesso di uno spettacolo a teatro ma sembrano di più delle prove prima dello spettacolo in quanto è più facile fare errori o che gli attori ridano o facciamo gaffe.

Alcuni teatri inoltre hanno riproposto chi materiale d’archivio o come il National Theatre ha proposto produzioni teatrali filmandole e gestendole quasi come un film.

Le produzioni proposte di settimana in settimana per un tempo limitato sono diverse fra di loro ma sono vere e proprie rappresentazioni teatrali portate fuori dal luogo deputato per essere viste in casa. La domanda quindi sta qui: è teatro?

Forse. Dipende da come viene recepito, da come lo guardiamo e come le parole degli attori ci arrivano, come riusciamo ad immaginarci la scena, i costumi, come se fossimo seduti su una di quelle poltroncine rosse e scomode dei teatri.

Il teatro probabilmente subirà ancora tante evoluzioni e sicuramente la tecnologia ne farà sempre più parte, che questo sia un bene o un male basterà aspettare per vederlo, nel frattempo godiamoci quello che ci offre anche attraverso uno schermo.

AMLETO

Amleto, orfano di padre, tra allucinazione e sbalzi di umore scopre l’assassino del padre; causa però una carneficina e muore avvelenato.

Oggetto: corona di fiori

LA LOCANDIERA

La bella Mirandolina vuole vincere gli uomini con il suo fascino e riesce a mettere in ginocchio anche il cavaliere, ma per liberarsi di tutti gli spasimanti alla fine si deve maritare.

Oggetto: la biancheria

Agata Berretta

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