Bestiario italiano – I cani del gas [Theo Carminati]

Chi ha detto che l’amore per il teatro non può manifestarsi anche attraverso una video-visione? In un periodo storico in cui quest’esperienza è negata, occorre trovare soluzioni, a volte non pienamente soddisfacenti, altre invece quasi sorprendenti.

È il caso di Bestiario Italiano, i cani del gas, andato in scena per la prima volta al Teatro Strehler di Milano nel 2000. Uno spettacolo innovativo, scritto e interpretato da Marco Paolini, con musiche e testi composti, ed eseguiti dal vivo da svariate e interessantissime personalità. Si può trovare un’ottima video visione su youtube grazie alla regia video di Giuseppe Baresi e dello stesso Marco Paolini, prodotta da Moby Dick, teatri della Riviera.

Bestiario Italiano è una narrazione fatta di parole di canti, e di racconti di un paese, l’Italia, in cui l’autore vive, usando lingue, poesie, voci, e appunti di viaggio mescolati insieme. La prima parte dello spettacolo è tratta da una precedente messa in scena sempre di Marco Paolini, Bestiario Veneto. successivamente il viaggio si è protratto attraverso lo stivale e ha cantato, narrato e suggestionato soprattutto le città di mare, da Palermo a Trieste, attraverso Napoli, Genova e quella rete di comunicazione, di strade su cui si svolge il viaggio di Cani del gas. Un racconto a metà tra reportage e tournée in cui materiali e racconti si intrecciano alle parole di poeti liberamente messi in musica.

Le riprese sono realizzate con l’utilizzo di più telecamere fisse una frontale al palco due laterali sempre ad altezza della ribalta, due sui due lati della balconata e una alle spalle degli attori, il tutto è stato poi rielaborato attraverso il successivo montaggio in studio. Gli attori occupano lo spazio scenico posizionandosi a semicerchio intorno alla figura del narratore e colloquiando non solo attraverso le parole, ma anche con l’ausilio della musica, una chitarra, un contrabbasso, un violino, una fisarmonica e tre voci femminili. Questi ultimi, a modo loro, raccontando, recitando e suggestionando, conducono per mano attraverso quello che non è solo un semplice spettacolo teatrale, ma una serenata, una vera e propria canzone d’amore. Gli unici elementi scenici sono dei tappeti sui quali si posizionano i vari attori e una lampada posizionata su ognuno di essi. La luce gioca un ruolo fondamentale andando a creare spazzi ritmici e atmosfere.

Un viaggio magico che riesce ad unire, mostrando le varie diversità un paese di cui Marco Paolini è profondamente innamorato. Una dichiarazione d’amore a un paese caratterizzato da secoli di storia ed esperienze, che esercita costantemente un grande fascino, narrata da un oratore dei nostri tempi che riesce a trasmettere profondi messaggi affabulando il drammatico e il comico come solo lui sa fare.

Certamente il teatro è un’esperienza quasi carnale, uno schermo luminoso non potrà mai restituire le emozioni e la tensione che si avverte in un teatro, nonostante ciò ho trovato la realizzazione delle riprese ottimale al fine di andare ad emozionare direttamente lo spettatore da casa evitando di mostrare il consenso con le facce degli spettatori che erano presenti in quel momento, creando così un rapporto visivo di una vitalità che pare quasi di essere fisicamente a teatro.                                                                                                                                             

ASPETTANDO GODOT – SAMUEL BECKETT

Aspettando Godot è un’opera che mette in scena l’attesa e i dialoghi inconclusi di due vagabondi che aspettano passivamente un cambiamento nella loro vita desolata, fatta di speranze deluse e giorni sempre uguali. Beckett mette nel mirino l’Uomo al di là di qualunque connotazione politica, sociale, geografica o storica in una commedia in cui non accade nulla per due volte.

PANCHINE GIGANTI

la fiamma traballa al minimo alito di vento, è sempre in bilico, si illumina ma non si sa quando finirà.

LE TRE SORELLE – ANTON CECHOV

I festeggiamenti di un onomastico, una festa che non avrà mai luogo, un pericoloso incendio e un addio: sono questi i principali avvenimenti raccontati che ruotano intorno a tre giovani sorelle e ai personaggi che partecipano alle loro vite. Ma non sono gli eventi a caratterizzare la forza di quest’opera ma la totale subordinazione di questi, le sorelle vivono tra tradimenti, amori, segreti e speranze vane di ritrasferirsi a Mosca per cambiare vita. le vicende narrate sono sature di un’apparente impossibile felicità, del desiderio di cambiamento, della domanda sul senso della sofferenza e la speranza di un futuro migliore. Speranza e dissoluzione, dalla giovinezza alla vecchiaia, con un solo vero protagonista: il tempo.

CLESSIDRA

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