Un nemico del popolo [Daniel Manea]

Le informazioni di questo articolo, fanno riferimento all’esperienza effettuata di persona (autore dell’articolo) nella visione dello spettacolo, avvenuta il giorno 13 febbraio 2020 al Piccolo Teatro Strehler. Tale spettacolo ha debuttato per la prima volta il 20 marzo 2019 nel teatro Argentina di Roma.

Cast spettacolo

AutoreHenrik Ibsen
TraduzioneLuigi Squarzina
Regia Massimo Popolizio
con Massimo Popolizio (Dottor Tomas Stockmann) e Maria Paiato (Il sindaco Peter Stockmann)
e con Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Martin Chishimba, Maria Laila Fernandez, Paolo Musio, Michele Nani, Francesco Bolo Rossini
e con Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Duilio Paciello, Francesco Santagada, Gabriele Zecchiaroli
SceneMarco rossi
CostumiGianluca Sbicca
LuciLuigi Biondi
SuonoMaurizio Capitini
VideoLorenzo Bruno e Igor Renzetti
Produzione teatraleTeatro di Roma – Teatro Nazionale

Stile autore e contesto storico

Henrik Ibsen (20 marzo 1828 – 23 maggio 1906) è un drammaturgo, poeta, regista teatrale norvegese. Esso è considerato il padre della drammaturgia moderna del teatro. Sarà stimato da scrittori e drammaturghi di inizio 900 come Pirandello e Joyce. I temi principali che tratta, sono i problemi, le ipocrisie, le contraddizioni presenti nella società in cui vive, in specifico, nella borghesia ottocentesca. Esso tratta infatti un genere di dramma borghese con le caratteristiche di un teatro sociale, mirato a far riflettere lo spettatore in una poltrona scomoda, spinosa, sui problemi contemporanei ancora oggi presenti. Esso utilizza un linguaggio diretto, profondo che scava nell’animo dei personaggi in modo molto introspettivo. Tali personaggi, molto maturi vengono rappresentati in modo molto umanizzato con tutte le loro sfaccettature che li compongono. Essi infatti dovranno fare i conti con le loro scelte del passato. Quasi sempre, la conclusioni delle vicende non avranno un buon fine.

Riassunto spettacolo

Lo spettacolo Un nemico del popolo tratta di una serie di vicende che avvengono in una cittadina tra le sperdute montagne della Norvegia. Tale cittadina prospera economicamente grazie ai guadagni ottenuti dalle terme del paese e i molti turisti che le frequentano. La faccenda si complicherà quando il dottor Tomas Stockmann, fratello del sindaco Peter Stockmann, scoprirà che l’acqua delle terme è inquinata da un batterio molto dannoso per l’essere umano. Nel tentare di denunciare tale scoperta, se in primo luogo verrà sostenuto dalla stampa “Voce del popolo” (per interessi contro il sindaco), successivamente verrà ostacolato costantemente da essa e dal sindaco che pur venendo a conoscenza della pericolosità della situazione, preferisce preservare il profitti che vengono ricavati dalle terme piuttosto che tutelare la salute del cittadino. Tutti, eccetto il dottor Stockmann si rifiuteranno di dare importanza e priorità ad un problema dannoso per qualsiasi cittadino e sotto l’occhio di tutti.

Data la complicità della situazione, dottor Stockmann, ricorrerà ad un dibattito nell’assemblea del popolo, composto per la gran parte da “la maggioranza”. Il suo scopo sarà quello di far riflettere il popolo, sulle problematiche che stanno velocemente aggravando la sicurezza sanitaria del paese. Esso verrà in primo luogo censurato e tacciato. Non potendo sopportare un atteggiamento di questo genere, dottor Stockmann darà sfogo ai suoi pensieri e dichiarerà che per lui, il vero nemico è “la maggioranza”. Esso diventerà il nemico del popolo (costituito dalla maggior parte della medesima “maggioranza”), sebbene lui provi a far riflettere l’assemblea su ciò che sia giusto fare.

Dottor Stockmann: “Il nemico più pericoloso per la nostra comunità è la maggioranza”, “Una massa di organismi non è semplicemente un popolo. Essere popolo è un traguardo che bisogna conquistarsi”, “Sappiamo tutti che sulla faccia della terra, gli imbecilli, costituiscono l’enorme maggioranza. Perchè dovremmo sottostare alla decisione della maggioranza?”

Successivi avvenimenti porteranno tutti gli oppositori della maggioranza ad essere discriminati, violentati e disprezzati dalla maggior parte della popolazione.

Quando si verrà a sapere, da dove provenisse tale batterio, sarà troppo tardi. Coloro che fin ora hanno portato avanti le convinzioni della maggioranza, si troveranno in una situazioni piena di problemi in cui nessuno ha il coraggio di farsi carico delle proprie scelte e le proprie responsabilità.

Lo spettacolo terminerà con un monologo interiore del dottor Stockmann, la sua successiva uscita dalla scena e la rivelazione della finzione che prima d’ora separava concettualmente il pubblico dai fatti che avvenivano nella gabbia scenica.

Caratteristiche personaggi principali

Dottor Stockmann

Dottor Stockmann, interpretato da Massimo Popolizio è un personaggio professionale, con pensieri alcune volte megalomani. Un personaggio non politicamente corretto, non è cattivo che ha a cuore il bene delle persone e con virtù e determinazione affronta le problematiche e le proprie responsabilità. Esso però non sa parlare per farsi piacere. Ciò lo porta ad essere vittima e sentirsi lui stesso vittima di un sistema capitalista ingiusto.

“Mi sono battuto per la verità ed è per questo che sono solo. Ma questo, ci rende forti, no? Siamo le persone più forti del mondo, no? E i forti, devono imparare a restare soli”

Sindaco Stockmann

Il sindaco Stockmann viene interpretato da Maria Paiato. Esso è un sindaco che tiene molto al suo paese dal punto di vista dello sviluppo economico. Ma dal punto di vista della tutela ambientale e sanitaria è carente, non per cattiveria ma perchè segue e incarna i meccanismi di un sistema nocivo capitalistico. Personalmente è legato al suo fratello dottor Stockmann. Esso si troverà in una sorta di intreccio in cui con paura e amarezza di ciò che avverrà, dovrà scegliere se tutelare l’economia del paese, sacrificando la salute del cittadino o tutelare la salute del cittadino sacrificando l’opportunità di sviluppo economico del paese.

Il narratore esterno

Tale personaggio anonimo, sarà colui che all’inizio dello spettacolo contestualizzerà la storia e narrerà successivamente alcuni sviluppi delle vicende. Tali narrazioni sono inserite tra i cambi di scena dei vari atti. Esso sarà presente anche tra l’assemblea nel quarto atto, impersonando “l’ubriaco”, colui che tra tutta la cittadina sa più di tutti di tutto. Infatti durante l’assemblea, mentre è in stato di ubriachezza, non si farà problemi a rivelare “la verità delle verità”. Esso verrà immediatamente taciuto. Non perchè stesse dicendo una verità scomoda, ma in quanto ubriaco e individuo ritenuto incapace di comunicare qualcosa di significativo. I contenuti che costituiranno questo personaggio, sono in gran parte i contenuti dati dalla rielaborazione condotta da Massimo Popolizio del testo originale tradotto da Luigi Squarzina.

Costumi

I costumi rispecchiano la contemporaneatà dell’ambiente borghese dell’800. Gli elementi tipici sono la giacca nera moderno elegante, tenuta aperta con l’ultimo bottone del gilet slacciato e i pantaloni con risvolto. La camicia era solitamente bianca. Unica decorazione dell’abbigliamento maschile, poteva essere la cravatta o il papillon. Lo smoking, introdotto a fine 800, viene invece usato solo durante la sera. Le scarpe sono a stivaletto e il cappello è in feltro e viene usato soprattutto di giorno.

Scenografia

In scena possiamo vedere nei muri e nel pavimento un pattern visivo di un aspetto strisciato che conferisce direzione e in gran parte, verticalità agli elementi architettonici. Tale pattern è caratterizzato da un chiaro-scuro nero e bianco, aspetto visivo che muterà a seconda dell’illuminazione circostante. Tali muri di finzione sono creati attraverso l’inchiodamento di pannelli di legno a delle quinte armate, alcune fissate a terra e una sganciabile (Scena finale). I muri inoltre svolgono una funzione di divisorio che divide in specifici settori il palco, nella quale ogni settore è contraddistinto da una singola stanza con uno specifico ruolo sia nel contesto drammaturgico che nella funzione pratica registica. Alcuni muri, soprattutto quelli della zona centrale, sono sollevabili, dando cos’ì la possibilità di mutare la scena in modo significativo e veloce. Il resto degli elementi, come gli alambicco, le provette, i tavoli, le sedie, i microfoni, la vetrina (plexiglass) e le insegne, appariranno in differenti momenti, a seconda di quale ambientazione e atto si sta per rappresentare. Di conseguenza, ogni composizione di elementi determinerà il contesto in cui si svolge l’azione. A fine spettacolo, con l’uscita del dottor Stockmann, un muro si ribalterà a terra e gli arlecchini e i divisori si alzeranno, rivelano la scenotecnica e l’illuminotecnica che prima d’ora era stata tenuta nascosta.

Illuminotecnica

Dato che la scena è composta prevalentemente da strutture con un’aspetto monocromatico chiaro-scuro di color bianco-nero. La luce emanata dai corpi luminosi andrà ad influenzare la percezione che abbiamo dello spazio. Soprattutto a livello tonale. Nello spettacolo sono presenti 2 tipologie di “colore” o “temperatura” della luce. Il bianco caldo e il bianco freddo. La parte più vicina al proscenio sarà molto spesso illuminata da proiettori con una temperatura di luce calda ma soprattutto dalla medesima temperatura di colore della luce emessa da un piazzato di corpi luminosi stile “vintage” adiacenti alle tubature poste verticalmente nei lati del proscenio. La parte più rientrante del palco, verso il fondo, sarà genericamente illuminata con una luce bianca fredda. Una luce di simile aspetto vi è inoltre nell’insegna della “Voce del popolo”. Ad inizio spettacolo, nel momento in cui il narratore contestualizza le vicende, vi è una luce fredda, centrale proveniente dal fondo. Allo stesso momento, viene proiettato nella parte superiore (nella zona del divisorio scuro che divide nel lato superiore il proscenio dal resto del palco retrostante) una serie di video che accompagnano la narrazione condotta dal narratore. Altri elementi specifici luminosi, si possono trovare nell’ambientazione dedicata al negozio (situata nel in fondo nel lato sinistro del palco) che presenta delle vetrine (in plexiglass) retroilluminate con una luce bianco calda di debole intensità attraverso l’uso di lampadine alogene calate dall’immaginario soffitto della “stanza”.

La musica e gli effetti sonori

Nello spettacolo sono spesso presenti dei momenti musicali caratterizzati dalla riproduzione di brani con chitarra acustica e percussioni. Tali momenti sono presenti negli intermezzi o nei momenti in cui dei protagonisti stanno compiendo dei monologhi che ci conducono verso un’azione scenica significativa. Nello spettacolo viene inoltre fatto uso della tecnica del “Surround”. Grazie ad un sistema di casse posizionate in più punti della platea, è possibile riprodurre suoni, musiche in modo “tridimensionale” controllando ciò che sonoricamente viene prodotto individualmente da ogni singola cassa di tale sistema sonoro. Si ha cos’ì un risultato “illusionistico sonoro” in cui si può far viaggiare il suono a 360 gradi attorno alla testa di ogni spettatore. Tale tecnica è particolarmente usata nel quarto atto, nel momento in cui l’assemblea fischia, urla esprime giudizi mentre i protagonisti stando recitando, dando cos’ì l’illusione che il pubblico presente in platea si stia esprimendo in merito ciò che sta accadendo nel tavolo di coloro che stanno guidando il confronto. In un certo senso, ci si sente parte di quell’assemblea e in parte, ci si sente anche rappresentati.

In conclusione

Massimo Popolizio è riuscito a dirigere e mettere in piedi uno spettacolo che fa riflettere, in cui ci si ritrova, coinvolge emotivamente, fa sorridere, fa preoccupare, fa angosciare, fa vivere momenti “rivelatori”, ti fa immerge tra le vicende e alla fine sottolinea (rompendo definitivamente la quarta parete) che ciò che si ha appena visto, non è solo una storia rappresentata in modo verosimile (nel teatro), ma è anche una realtà molto simile alla nostra, piena delle medesime problematiche contemporanee.

Foto scattate prima e dopo la visione dello spettacolo (scattate da Daniel Manea)


Commento e oggetto libri

“Aspettando Godot” di Samuel Beckett

2 personaggi si trovano accanto ad un albero aspettando con molta fede, Godot. Essi non sanno chi sia, ne se arriverà, ne se aspettarlo o se sia meglio fare qualcosa. Nel dubbio, attendono. I due avranno a che fare con delle personalità metaforiche passeggere dirette nel nulla. Sembrerà quasi che la loro realizzazione personale, dipenda da Godot. Ma forse non è cos’ì. Essi, preferiscono fare nulla, nel nulla, parlando del “nulla”, con la speranza di ottenere qualcosa. Ma ottenendo nulla.

“6 personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello

Una famiglia di 6 persone è in cerca di un autore che dia loro espressione per discutere attraverso le loro maschere e il palco, della loro vita. Lo troveranno. Se la dovranno vedere con degli attori professionisti che nell’intento, reciteranno in modo superficiale la parte della famiglia. Si scoprirà che non c’è cosa più efficiente di fare recitare la parte della famiglia alla famiglia stessa, perchè più vicina alla sua stessa essenza. Quello che ne risulterà sarà uno forma di meta-teatro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...